martedì, Dicembre 9, 2025
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Ricordo che guardavo V nascosto sotto il tavolo, terrorizzato dalle lucertole giganti, eppure affascinato: oggi il suo messaggio è più attuale che mai

La prima volta che sono andato su Televisión Española l’ho fatto nascondendomi sotto un tavolo da barella, coprendomi la testa ogni volta che usciva una lucertola. Sì, sono un codardo di lungo corso. Per me, che ero a un metro e mezzo da terra, si trattava di uno strano rapporto di amore-odio con la televisione: da un lato c’erano astronavi e pistole laser, di cui un bambino amante di Guerre Stellari come me andava matto. Ma allo stesso tempo ero terrorizzato da tutto ciò che riguardava la gente che si strappava la faccia e che sotto di sé era una lucertola. Può sembrare una sciocchezza, ma il mio trauma per il body horror deriva probabilmente da lì e ancora oggi mi è difficile affrontarlo. Il fatto è che V è entrato nella mia mitologia personale come una delle mie storie di fantascienza preferite, con quell’appello alla resistenza contro il fascismo e quella sottotrama di “La Niña de las Estrellas” che non sembrava andare da nessuna parte. Tutto sommato, penso che sia uno dei grandi pezzi di fantascienza televisiva e il suo messaggio è particolarmente importante oggi, per evitare che i fascisti, cioè i rettili spaziali, si presentino come amici, ma poi non lo sono più. Una parabola politica di controllo e resistenzaAndata in onda dal maggio 1983 al marzo 1985 negli Stati Uniti, V ha attirato più di 33 milioni di spettatori nella sua prima edizione. La miniserie e la serie regolare, dirette dalla leggenda creativa Kenneth Johnson (L’uomo da un milione di dollari), raccontavano l’arrivo dei Visitatori, alieni che nascondono la loro vera natura rettiliana sotto un travestimento umano. Allegoricamente, V mostra come un regime autoritario si imponga attraverso la manipolazione dei media, la propaganda e la persecuzione dei dissidenti. I Visitatori fanno il lavaggio del cervello a scienziati e leader, mentre il giornalista Michael Donovan e la dottoressa Juliet Parrish guidano la resistenza, ricordandoci l’importanza di mettere in discussione i discorsi ufficiali e di proteggere la verità, anche quando i media tradizionali tacciono o manipolano le informazioni. V mostra come un regime autoritario si imponga attraverso la manipolazione dei media, la propaganda e la persecuzione dei dissidentiPer costruire la sua storia, Johnson si è ispirato al lavoro dello scrittore Sinclair Lewis e all’ascesa del fascismo europeo prima della Seconda Guerra Mondiale. La serie non solo contrappone gli esseri umani agli alieni, ma riflette anche sulla compiacenza sociale e sulla cieca obbedienza che permettono al totalitarismo di insinuarsi silenziosamente. Sebbene gli uomini-serpente esistano nella mitologia dei semipianeti e nella fantascienza da quasi un secolo, V è stato un pioniere nel mostrare l’infiltrazione di rettiliani alieni nella società umana molto prima che David Icke rendesse popolare la teoria dei rettiliani negli anni 2000. I visitatori non solo si nutrono di roditori e uccelli, ma conservano anche gli esseri umani in animazione sospesa per consumarli in seguito. Gnam. Il loro potere psicologico, l’ipnosi e i patti segreti con l’élite politica ricordano progetti di controllo mentale declassificati come MK-Ultra o i presunti trattati post-Roswell. C’è molto di X-Files nel DNA di V, vero? La serie ha gettato i semi della cospirazione rettiliana nella cultura pop, anche se ora l’idea sembra un po’ sciocca: no, i lucertoloni nazisti provenienti dallo spazio non sono vostri amici. Anche se il loro travestimento umanoide poteva essere convincente, la verità è che quelle uniformi, quel simbolo e tutto l’armamentario fascista che i visitatori indossavano non ingannavano chi voleva essere ingannato. La combinazione di invasione aliena, manipolazione mediatica e complicità dell’élite continua a ispirare dibattiti, documentari e forum che si chiedono se i veri padroni del potere possano essere umanoidi squamosi e a sangue freddo. Gli anni ’80, in un’immagine Uno spettacolo con un messaggio attualeAl di là degli effetti speciali, che oggi sembrano rudimentali ma che all’epoca erano rivoluzionari per la televisione, V costruì uno spettacolo che insegnava la politica e l’etica. Vedere i Visitatori rivelare la loro vera forma o affrontare i raggi laser rafforzava l’idea che il pericolo può essere più vicino di quanto pensiamo. La tensione narrativa, i cliffhanger e la costante minaccia aliena impegnavano lo spettatore nella resistenza al fianco di Donovan e Parrish. La resistenza in V funziona come una metafora politica: i Visitors rappresentano un regime totalitario che si infiltra nella società rivolgendosi all’umanità, vendendo un’idea di progresso e una nuova età dell’oro, ma in realtà per i Visitors non siamo altro che bestiame. Di fronte a ciò, il gruppo guidato da Donovan e Parrish incarna la coscienza critica che rifiuta di accettare la normalizzazione del controllo e dell’oppressione. La serie sottolinea che resistere non significa solo combattere fisicamente, ma anche preservare la verità e denunciare l’ingiustizia, anche quando le autorità e i media favoriscono la menzogna. La diversità dei membri della resistenza sottolinea anche un messaggio chiave: ogni cittadino, indipendentemente dalla posizione sociale, può contribuire alla difesa della libertà. Scienziati, giovani e persino malcontenti che inizialmente collaboravano con i Visitatori trovano uno scopo nell’unirsi alla causa. Questo riflette che la resistenza a un potere oppressivo è collettiva e che ogni azione, per quanto piccola possa sembrare, ha un valore. La trovo un’idea stimolante per i tempi che corrono. La serie ha gettato i semi della cospirazione rettiliana nella cultura popIl successo della serie, con una quota di pubblico del 40% alla sua prima edizione, non fu casuale: Johnson trasformò un intrattenimento d’azione in uno strumento di critica sociale, dimostrando che la fantascienza può educare mentre intrattiene. Tuttavia, nonostante il successo iniziale, la serie ha perso gradualmente fan quando la trama ha assunto toni più new age e mistici nei suoi sequel e nella serie regolare. L’inclusione di elementi come il “Niña de las Estrellas” (un bambino metà umano e metà rettile), la comparsa di poteri soprannaturali e risoluzioni eccessivamente fantastiche hanno alienato parte del pubblico che era stato attratto dalla narrazione della resistenza e del confronto diretto con un regime autoritario mascherato da amichevole. Questa evoluzione narrativa ha finito per indebolire l’impatto dei primi episodi e la serie è stata cancellata dopo 20 episodi, lasciando dei cliffhanger che non sono mai stati risolti, cementando la sua reputazione di fenomeno prematuramente sgonfiato. Tuttavia, ha creato una base di fan abbastanza ampia da generare storie per libri, fumetti, action figure e videogiochi, cementando i rettiliani come simbolo culturale del potere occulto. Nel 2009, la ABC ha tentato di far rivivere V con una nuova serie, durata due stagioni e 20 episodi in totale, cercando di aggiornare la storia per un pubblico contemporaneo. Questa versione, sviluppata da Scott Peters (The 4400), non ha visto la partecipazione di Kenneth Johnson, il creatore originale, anche se ha incluso camei di Marc Singer e Jane Badler, un cenno ai fan della miniserie degli anni Ottanta. La trama tornava alla premessa di base dell’invasione aliena, ma i Visitatori, o “V’s”come venivano chiamati in uno sfoggio di postmodernismo, erano rappresentati con un approccio diverso: meno metafora politica e più sfumature new age e tecnologiche, presentando gli alieni come esseri apparentemente benevoli con un alone di mistero e carisma, piuttosto che la minaccia fascista e predatoria che definiva gli originali. La storia seguiva Erica Evans (interpretata da Elizabeth Mitchell), una leader della resistenza contemporanea, mentre scopriva i veri obiettivi dei Visitors e organizzava un gruppo umano per affrontarli. Sebbene la serie abbia cercato di espandere la mitologia dei V, reimmaginando le premesse originali ed esplorando le relazioni tra umani e alieni, l’accoglienza dei fan è stata contrastante. Molti fan della serie originale hanno criticato l’annacquamento del messaggio politico e la sostituzione della metafora del fascismo con trame più ambigue e mistiche, ritenendo che la tensione e il dramma della resistenza avessero perso vigore. Sembra quasi un movimento politico autoreferenziale, non è vero? D’altra parte, alcuni nuovi spettatori hanno apprezzato le immagini e gli effetti speciali aggiornati, nonché l’esplorazione dei dilemmi etici e tecnologici del rapporto uomo-alieno, anche se personalmente non credo che abbiano rischiato molto nemmeno su questo fronte, visto che si trattava di una serie rivolta a un pubblico mainstream poco interessato alla fantascienza più hardcore. La resistenza come lezioneV non è solo un classico degli anni Ottanta: è una storia di resistenza, che ci ricorda come il potere non sia necessariamente amico della società e come si debba rimanere vigili di fronte a minacce visibili e invisibili. A quarant’anni di distanza, la serie ci costringe ancora a chiederci: sotto quale pelle si nasconde il potere? In 3DGames | Per salvare la Terra, Star Trek ha dovuto immaginare un materiale ultraresistente 40 anni fa. Ora, il “aluminio transparente” è molto reale Su 3DGames | Oggi su Netflix, uno dei film di fantascienza più iconici di Schwarzenegger. Lo scrittore del libro, tuttavia, è rimasto inorridito nel vederlo In 3DGames | Sunshine è stato un grande flop fantascientifico per i creatori di 28 giorni dopo, ma a mio avviso un capolavoro dell’orrore cosmico

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