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Subnautica 2 provato: piu affascinante e inquietante

Subnautica 2 è uno dei titoli survival più attesi del 2026, soprattutto dagli appassionati della serie e dai giocatori PC e Xbox. Dopo aver trascorso circa dieci ore in compagnia della nuova avventura sviluppata da Unknown Worlds, possiamo dirlo con una certa sicurezza: la sopravvivenza sottomarina è pronta a tornare protagonista.

Questa nuova incarnazione di Subnautica non stravolge la formula originale, ma la rafforza con intelligenza. Nuovo pianeta, nuovi biomi, nuove creature, un sistema di progressione più articolato, costruzioni più flessibili, cooperativa fino a quattro giocatori e un impatto visivo notevole grazie all’utilizzo di Unreal Engine 5.

Il risultato, almeno in queste prime ore, è un survival marino capace di recuperare molte delle sensazioni che avevano reso memorabile il primo capitolo, aggiungendo al tempo stesso novità interessanti.

Un nuovo pianeta da esplorare

Subnautica 2 abbandona il pianeta 4546B, teatro dei primi episodi, e ci porta su un mondo completamente nuovo. L’avvio dell’avventura è piuttosto familiare per chi conosce la serie: ci risvegliamo a bordo della nave CICADA, pronti a partecipare alla colonizzazione di un nuovo pianeta. Naturalmente, qualcosa va storto.

In seguito a un incidente, siamo costretti a fuggire con una capsula di salvataggio, finendo sulla superficie di questo luogo misterioso e ostile. Da qui parte la nostra missione, accompagnati a distanza da un’intelligenza artificiale chiamata Noah, determinata a ricordarci che la missione deve proseguire per il bene della sopravvivenza dell’umanità.

La storia, almeno per quanto visto finora, sembra avere basi solide e un buon potenziale. Non invade continuamente l’esperienza, ma lascia emergere dettagli e misteri attraverso l’esplorazione, i terminali e i resti delle colonie precedenti.

Biomi inediti e nuove creature

Il nuovo pianeta mantiene alcune caratteristiche familiari tipiche degli ambienti marini, ma allo stesso tempo riesce subito a distinguersi da quanto visto nel primo Subnautica. I biomi sono nuovi, più vari e destinati ad ampliarsi durante il percorso in accesso anticipato.

Le prime zone offrono già una buona combinazione di meraviglia e inquietudine. Ci sono aree più tranquille, popolate da piccole creature marine apparentemente innocue, e zone molto più minacciose, in cui è meglio muoversi con cautela.

Anche la fauna è stata rinnovata. Accanto a pesci e organismi che ricordano creature terrestri o forme già viste in passato, compaiono animali marini completamente nuovi. Alcuni sono pacifici, altri diventano aggressivi se minacciati, mentre altri ancora rappresentano un pericolo evidente fin dal primo incontro.

E sì, tornano anche i leviatani, presenza ormai iconica della saga e simbolo perfetto di quella sensazione di vulnerabilità che Subnautica sa trasmettere così bene.

Torna il protagonista silenzioso

Una delle scelte più riuscite di Subnautica 2 è il ritorno al protagonista silenzioso. Dopo alcune critiche ricevute da Subnautica: Below Zero, Unknown Worlds sembra aver voluto recuperare il senso di solitudine e isolamento che aveva reso così potente il primo capitolo.

Qui non c’è una voce costante a commentare ogni passo, né un personaggio che verbalizza continuamente pensieri ed emozioni. Il silenzio torna a essere parte integrante dell’esperienza. Siamo noi, il mare, il respiro, le profondità e tutto ciò che potrebbe nascondersi poco più avanti.

Anche la gestione dell’IA Noah funziona bene proprio perché non interrompe continuamente il giocatore. Le comunicazioni avvengono attraverso terminali trovati nei resti delle colonie precedenti, costringendoci a cercare attivamente informazioni invece di riceverle passivamente.

Subnautica 2 non ci prende per mano in modo eccessivo. Non ci riempie di indicatori, missioni guidate o diari troppo invasivi. Vuole che siamo curiosi, che esploriamo, che scansioniamo, che raccogliamo materiali e che impariamo lentamente a comprendere il pianeta.

Raccolta delle risorse più chiara e immediata

Una delle evoluzioni più apprezzabili riguarda il sistema di raccolta. In Subnautica 2, ciò che vediamo è ciò che raccogliamo. Se troviamo una vena di rame, titanio o piombo, sappiamo esattamente cosa otterremo.

Questo elimina parte della casualità presente nel primo capitolo e rende la progressione più leggibile. Lo stesso principio vale per coralli, fibre e altri materiali: ogni variante ha una funzione specifica, e il giocatore impara progressivamente a riconoscere cosa serve e dove trovarlo.

È un cambiamento semplice, ma molto efficace. Riduce la frustrazione senza togliere importanza all’esplorazione, anzi: ci spinge a osservare meglio l’ambiente e a memorizzare le caratteristiche dei diversi biomi.

Costruzione più flessibile e basi più personalizzabili

Anche il sistema di costruzione è stato migliorato. Invece di limitarci a piazzare semplici pezzi statici, ora possiamo lavorare con moduli più flessibili e modificarli in base alle nostre esigenze.

Per esempio, una stanza base può essere ampliata parete dopo parete, con un costo di risorse più contenuto rispetto alla costruzione di nuove sezioni separate. Questo permette di progettare basi più personali, funzionali e progressive.

La progressione degli strumenti e delle strutture sembra ben calibrata. Durante le prime dieci ore c’è sempre qualcosa di nuovo da costruire, sbloccare o migliorare. Il gioco riesce a mantenere costante quella sensazione tipica dei migliori survival: “mi manca solo un materiale, faccio un’ultima immersione e poi torno alla base”. Naturalmente, quell’ultima immersione diventa quasi sempre l’inizio di un’altra scoperta.

Il Girino: il nuovo veicolo iniziale

Uno dei momenti più soddisfacenti arriva quando si riesce a costruire il primo Girino, un nuovo veicolo pensato per agevolare gli spostamenti nelle profondità marine.

Controllarlo è piacevole e immediato, ma la cosa più interessante è la sua personalizzazione. Questo mezzo può essere modificato con moduli aggiuntivi, come spazi di carico o ali capaci di migliorarne la manovrabilità.

È il classico veicolo che cambia il ritmo dell’esperienza. Dopo ore passate a nuotare con prudenza, poter attraversare l’ambiente con maggiore libertà dà una forte sensazione di progresso. Non ci rende invincibili, ma ci fa sentire finalmente un po’ più preparati ad affrontare il pianeta.

Non migliorano solo gli strumenti: evolve anche il corpo

Una delle novità più interessanti di Subnautica 2 è legata all’evoluzione biologica del personaggio. La progressione non passa soltanto da strumenti, tecnologie e veicoli, ma anche dall’adattamento del nostro corpo.

Entrando in contatto con determinate creature, possiamo alterare il nostro DNA e ottenere nuove capacità. Queste modifiche permettono, per esempio, di resistere meglio alla pressione, digerire le proteine locali senza ammalarci o sopportare temperature estreme.

È un’idea molto coerente con l’identità della serie. Non siamo semplicemente un sopravvissuto che costruisce equipaggiamento sempre migliore: siamo un organismo fragile che deve adattarsi a un mondo alieno per non esserne respinto.

Senza queste mutazioni, alcune aree diventano letali. Il pianeta ci uccide, e l’IA ci “ristampa” per permetterci di continuare la missione. Una soluzione narrativa e meccanica interessante, che collega morte, sopravvivenza e progressione.

La corruzione ecologica porta l’orrore nelle profondità

Dopo le prime fasi dedicate a esplorazione, raccolta e costruzione, Subnautica 2 introduce un altro elemento molto interessante: la corruzione ecologica.

Alcune zone del pianeta sono state colpite da una forma di stress ambientale che ha alterato l’ecosistema. Quando entriamo in queste aree, l’atmosfera cambia radicalmente. L’immagine assume tonalità grigiastre, i suoni diventano più cupi e gutturali, e creature normalmente pacifiche si comportano in modo aggressivo, quasi come fossero infette.

Queste zone non sono soltanto pericolose, ma anche inquietanti. Rappresentano bene il lato più horror della serie, quello che non ha bisogno di armi o mostri espliciti per mettere ansia al giocatore.

Per liberare un’area dalla corruzione bisogna individuare ed eliminare i vari focolai dell’infezione, fino a raggiungere il nucleo centrale. Una volta purificato il cuore della corruzione, l’ecosistema torna alla normalità, le creature smettono di essere ostili e il giocatore può ottenere nuove evoluzioni biologiche fondamentali.

La filosofia resta quella della non violenza

Subnautica 2 continua a seguire una filosofia molto chiara: il mare non si domina con la forza.

Non ci sono armi letali pensate per eliminare leviatani o altre creature pericolose. Il gioco preferisce darci strumenti per distrarre, respingere o evitare i pericoli. Tra questi troviamo, per esempio, un resonatore capace di emettere impulsi sonori utili per spaventare alcune creature, purificare infezioni biologiche o raccogliere minerali.

È una scelta importante, perché mantiene intatta l’identità della serie. Subnautica non vuole trasformarsi in uno sparatutto subacqueo. Vuole farci sentire vulnerabili, piccoli, intrusi in un mondo che non ci appartiene.

Cooperativa fino a quattro giocatori

Subnautica 2 introduce anche una delle funzionalità più richieste dalla community: la modalità cooperativa.

Fin dal lancio in accesso anticipato sarà possibile giocare fino a quattro giocatori. Il titolo supporterà inoltre il crossplay tra PC e Xbox, permettendo agli utenti delle due piattaforme di condividere l’esperienza.

La modalità cooperativa permetterà di trasformare una partita solitaria in una partita condivisa, e sarà anche possibile passare il ruolo di host a un amico. Il progresso della storia sarà condiviso tra tutti i partecipanti.

Non avendo provato direttamente questa modalità, è difficile valutarne l’effettivo impatto sull’atmosfera. La solitudine è da sempre una parte centrale di Subnautica, quindi sarà interessante capire se l’esperienza in compagnia manterrà la stessa tensione o se diventerà qualcosa di diverso, ma comunque valido.

Unreal Engine 5 porta il fondale a un nuovo livello

Dal punto di vista tecnico e artistico, Subnautica 2 colpisce subito. L’utilizzo di Unreal Engine 5 permette al gioco di offrire scorci davvero notevoli, soprattutto grazie al sistema di illuminazione dinamica Lumen.

Di giorno, riflessi, superfici acquatiche e giochi di luce funzionano molto bene. Di notte, però, il gioco diventa davvero suggestivo. La bioluminescenza, le ombre nelle profondità e la resa dei fondali creano un’atmosfera capace di alternare meraviglia e paura con grande naturalezza.

Subnautica 2 è un gioco che dà il meglio quando ci si spinge più in basso, dove la luce si fa più debole, le forme diventano meno riconoscibili e ogni suono può sembrare il preludio a qualcosa di enorme in avvicinamento.

Prestazioni convincenti su configurazioni diverse

Anche sul fronte prestazionale, le prime impressioni sono positive. Su un PC di fascia alta con NVIDIA GeForce RTX 5080, il gioco è riuscito a girare in 4K con quasi tutti i dettagli su epico a circa 70 FPS, utilizzando DLSS in modalità qualità e Frame Generation.

Su un portatile con NVIDIA GeForce RTX 4060, invece, è stato possibile giocare a 1440p con impostazioni medie a circa 86 FPS, sempre con DLSS qualità e Frame Generation.

Interessante anche il comportamento su dispositivi portatili come ROG Xbox Ally X, dove il gioco ha raggiunto circa 55 FPS a 1080p con FSR alto, dettagli bassi e profilo da 35W. Abbassando il consumo a 25W, le prestazioni sono scese intorno ai 49 FPS.

Naturalmente bisognerà verificare il rendimento su un numero più ampio di configurazioni e durante le prossime fasi dell’accesso anticipato, ma la base sembra già piuttosto solida.

Un ritorno promettente nelle profondità

Dopo circa dieci ore, Subnautica 2 ci ha lasciato sensazioni molto positive. Pur essendo destinato a iniziare il suo percorso in accesso anticipato, il gioco offre già una quantità interessante di contenuti e una struttura capace di catturare sia i veterani sia i nuovi giocatori.

Unknown Worlds ha scelto una strada intelligente: non rivoluzionare Subnautica, ma evolverlo dove serviva. La raccolta delle risorse è più chiara, la costruzione è più flessibile, la progressione è più ricca e le nuove meccaniche legate al DNA e alla corruzione ecologica aggiungono spessore all’esperienza.

Soprattutto, però, Subnautica 2 sembra aver recuperato pienamente quella sensazione di solitudine, mistero e vulnerabilità che aveva reso il primo capitolo così speciale.

Conclusione

Subnautica 2 promette di essere uno dei survival più importanti del 2026. Le prime ore mostrano una base già molto convincente, capace di unire esplorazione, costruzione, progressione biologica, atmosfera e meraviglia visiva.

Il nuovo pianeta è affascinante, i biomi incuriosiscono, le creature funzionano bene e il gioco riesce ancora una volta a farci sentire piccoli davanti all’immensità dell’oceano alieno.

Il percorso in accesso anticipato sarà lungo: Unknown Worlds prevede di lavorare al gioco ancora per diversi anni. Tuttavia, se queste sono le fondamenta, Subnautica 2 ha tutte le carte in regola per diventare il nuovo punto di riferimento della sopravvivenza sottomarina.

Cosa ci ha convinto

  • Atmosfera eccellente, tra meraviglia e inquietudine
  • Ritorno del protagonista silenzioso
  • Nuovo pianeta interessante e biomi promettenti
  • Raccolta delle risorse più chiara
  • Sistema di costruzione più flessibile
  • Evoluzione biologica del personaggio ben integrata
  • Corruzione ecologica molto suggestiva
  • Comparto visivo notevole grazie a Unreal Engine 5
  • Cooperativa fino a quattro giocatori con crossplay PC/Xbox

Cosa resta da valutare

  • La qualità e varietà dei contenuti nel lungo periodo
  • L’equilibrio della modalità cooperativa
  • L’evoluzione della storia durante l’accesso anticipato
  • La varietà musicale, per ora non particolarmente memorabile
  • Ottimizzazione e stabilità su più configurazioni

Versioni provate: PC, Xbox Series X
Piattaforme: PC, Xbox Series X
Genere: Survival, avventura, esplorazione subacquea
Sviluppatore: Unknown Worlds
Modalità: Singolo giocatore, cooperativa fino a 4 giocatori
Supporto crossplay: PC e Xbox

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