venerdì, Dicembre 12, 2025
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Ho finalmente letto Shining e non è il blockbuster fantasy che mi aspettavo. Tuttavia, ve lo consiglio

È diventato uno dei fenomeni editoriali di quest’anno nel genere fantasy: La spada splendente è una continuazione della mitologia di Re Artù dal momento della sua morte, così come è stata ricreata in innumerevoli storie. Eppure, non è un libro che consiglierei a cuor leggero, perché credo sia necessario affrontarlo con i compiti a casa. Lo dico per esperienza, dopo anni di esplorazione dai testi più classici alle moderne interpretazioni del Ciclo Arturiano: Grossman propone una storia ambiziosa, ma è molto più godibile se il lettore ha un’esperienza precedente se vuole trarne il massimo. Lev Grossman, noto soprattutto per la sua trilogia dei Maghi, costruisce in questo romanzo un racconto che inizia subito dopo la caduta di Re Artù nella battaglia di Camlann. Collum, un giovane cavaliere, arriva a Camelot con l’illusione di entrare nella leggendaria Tavola Rotonda, solo per scoprire che la gloria del mitico monarca è scomparsa e che non ci sono praticamente più eroi leggendari in vita. La corte è popolata da personaggi eccentrici e sopravvissuti inaspettati: Sir Palomides, il cavaliere saraceno; Sir Dagonet, il giullare diventato cavaliere; e Nimue, l’ex apprendista di Merlino che ha tradito il suo maestro. La loro missione è recuperare Excalibur, ricostruire una Camelot devastata e risolvere i misteri della caduta di Artù, il tutto mentre antichi dei e fate riemergono sotto la guida di Morgana. Quasi niente. Questo impegno verso il classico è percepito come un cenno ai grandi maestri: da T. H. White a Sir Thomas Malory, Alfred W. Pollard, Ramón Cunqueiro, Joseph Campbell e Jean Markale, tutti coloro che, in un modo o nell’altro, hanno contribuito alla ricchezza del mito arturiano. La storia si muove tra l’epico e l’introspettivo, combinando un racconto eroico con la complessità morale dei suoi protagonisti da un punto di vista contemporaneo. Grossman non propone semplici cliché: i suoi personaggi sono segnati da ferite fisiche ed emotive che arricchiscono la narrazione e le conferiscono un’impronta più umana rispetto a molti fantasy moderni. Ancora da Excalibur L’impegno per l’immaginazione e il fantasy epico classico Ciò che più risalta de La spada fulgente è la sua capacità di trasportare il lettore in un mondo che sembra vivo. Grossman mette in campo un fantasy epico molto classico, con foreste nebbiose, castelli in rovina e pianure costellate di statue semisepolte che invitano a perdersi nell’immaginazione. Il suo stile combina dialoghi serrati e descrizioni dettagliate, e i combattimenti con le spade hanno una narrazione quasi cinematografica. L’autore si impegna a creare personaggi imperfetti, umani nella loro vulnerabilità, i cui conflitti interiori e i cui traumi danno a ogni vittoria un valore diverso da quello che di solito troviamo nei fantasy più commerciali. Eppure, non è questo il punto di forza del romanzo. Il romanzo va oltre la fantasia superficiale: offre un tuffo nella storia del Regno Unito e nella mitologia di una terra che precede l’arrivo dei Romani. Grossman esplora il periodo pre-romano della Gran Bretagna, quando i druidi conversavano ancora con gli spiriti della terra, e presenta una ricca mitologia celtica, dove non ci sono solo fate eteree, ma anche divinità pagane e rituali che influenzano il destino dei mortali. La loro missione è recuperare Excalibur, ricostruire una Camelot devastata e risolvere i misteri della caduta di Artù, mentre antichi dei e fate riaffioranoIl libro mostra anche l’evoluzione di Camelot dopo l’età di Artù, trascurata nelle opere più classiche della leggenda arturiana, con lo scontro tra la tradizione mitica e l’emergente cristianesimo. Questa ricostruzione storica e magica permette al lettore di sentire che ogni collina, ogni fiume e ogni fontana racchiudono antichi segreti. È un approccio che arricchisce l’esperienza di lettura e dà un nuovo colore alle storie che tutti pensiamo di conoscere, avvicinando il lettore a un mondo che respira da solo. È senza dubbio questo aspetto che mi è piaciuto, quel territorio liminale tra il paganesimo radicato da millenni in questo territorio nebbioso e un cristianesimo che era arrivato con i Romani. Come possono convivere miti come la caccia selvaggia con il mito del Graal? Ancora da Excalibur Perché non è il kolossal fantasy che speravo di trovare Se stavate cercando un successo nello stile delle saghe più popolari, probabilmente avrete una sorpresa. La Spada Splendente non offre colpi di scena impossibili o eroi invincibili; Grossman opta invece per un ritmo contenuto, con pause contemplative e flashback che approfondiscono il dolore e le contraddizioni dei personaggi. Meno spettacolo e più introspezione: le vittorie si forgiano tanto nei dilemmi morali quanto nelle battaglie, e il finale è all’insegna della ricostruzione e della speranza piuttosto che della gloria trionfale. Questo approccio può deludere il lettore che si aspetta un’azione senza sosta, ma offre un valore aggiunto: un’epopea umana, dove il riconoscimento delle proprie fragilità porta con sé un’emozione pari allo scontro di spade. Si tratta, naturalmente, di un classico, che segue alla lettera la ricetta della “viaje del héroe de Campbell” (il mitologo, non il minestrone). Come ci ricorda Joe Abercrombie, uno dei grandi del fantasy attuale, quando la storia inizia con un giovane contadino di origine misteriosa che lascia la sua casa in cerca di avventure e riceve in modo bizzarro una spada magica, sappiamo già più o meno come andranno a finire le cose. Grossman introduce idee interessanti in questo scenario classico, ma ci gira intorno in punta di piedi, raccontandoci alla fine un po’ la solita storia. Re Artù del magistrale illustratore N.C. Wyeth Un equilibrio precario tra tradizione e modernità Il romanzo è molto più godibile se il lettore arriva con qualche compito a casa. Una conoscenza della Questione Britannica e dei classici è quasi indispensabile: al di là del disneyano Merlino l’incantatore e del favoloso Excalibur di John Boorman, Grossman sembra presupporre che il lettore conosca i classici da T. H. White a Sir Thomas Mallory, Alfred W. Pollard, Cunqueiro, O. H. Sommer o la divertente saga di Jean Markale. Senza questi riferimenti, beh, sì, si può godere di questa avventura, che rimane completamente aneddotica. D’altra parte, conoscere questi riferimenti porta a godere molto di più del contesto in cui si muovono i personaggi e che ha come ambientazione la leggendaria Camelot, con Artù, Ginevra e Lanzarote e i loro intrighi amorosi e tradimenti. come possono convivere miti come quello della caccia selvaggia con il mito del Graal? La Spada Fulgurant di Grossman non cerca di reinventare la ruota, ma di collocare l’epopea arturiana nel presente, con una sensibilità adeguata alla nostra società attuale. Sembra più semplice di quanto non sia in realtà, ed è davvero interessante vedere qua e là l’influenza di alcuni dei più grandi nomi del fantasy di oggi, come George R.R. Martin. Il romanzo rispetta gli elementi fondamentali del mito, la Tavola Rotonda, Excalibur, il tradimento di Nimue, pur introducendo prospettive moderne sulla leadership, l’eroismo e la responsabilità morale. Questo equilibrio tra tradizione e modernità è una delle principali attrattive, soprattutto per i lettori abituati a un fantasy più viscerale e meno riflessivo. Ancora da Excalibur Degno di nota, con sfumature La Spada Fulgurante non è il kolossal fantasy che mi aspettavo, soprattutto dopo le reazioni entusiastiche di altri lettori al momento della sua pubblicazione, ma è un’opera coraggiosa che recupera l’essenza del mito arturiano e lo porta nel XXI secolo come lettura leggera. È un buon tomo che potrete divorare in un paio di pomeriggi ma che, purtroppo, non lascia molto retrogusto, anche se lascia aperta la porta per continuare a sviluppare le storie di un gruppo di protagonisti davvero interessanti in un’ambientazione che ho trovato affascinante. La spada lampeggiante (Ancora & Dolphin) Il prezzo può variare. Riceviamo una commissione per questi linkÈ consigliato a chi cerca un’avventura epica che unisce storia, mitologia e dilemmi umani, e a chi ama l’eredità mitologica di Camelot. Alla fine, anche se La spada fulgente non rivoluziona il genere, lascia il lettore desideroso di rivisitare le vecchie mappe delle leggende e di incontrare gli eroi che vivono nella nostra immaginazione. In 3DGames | La speculazione è finita: sono passati più di 40 anni e Dragonlance risolve finalmente il suo più grande mistero In 3DJuegos | Se vi piace leggere dark fantasy e non avete paura di ipotecare buona parte della vostra vita, vi consiglio di leggere Malaz: Il Libro dei Caduti In 3DGames | Ho incontrato Brandon Sanderson dopo essere stato un suo fan per anni, ma sono riuscito a fargli una sola domanda

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