La Royal Navy britannica ha effettuato il primo volo del più grande elicottero autonomo della sua storia, segnando un passo importante nel modo in cui la Gran Bretagna intende pattugliare e difendere il Nord Atlantico. Il velivolo, noto come Proteus, ha volato questa settimana in una breve missione di prova, completando il suo viaggio inaugurale senza equipaggio a bordo.
L’elicottero è stato sviluppato per svolgere compiti pericolosi, ripetitivi o difficili per gli equipaggi umani, come la caccia ai sottomarini, la sorveglianza delle rotte marittime e il monitoraggio dell’attività sottomarina. Gli ufficiali della Marina affermano che riflette l’evoluzione delle minacce marittime moderne, soprattutto con l’aumentare delle tensioni nelle acque settentrionali.
Costruito dal gruppo Leonardo nell’ambito di un programma da 60 milioni di sterline, Proteus utilizza sensori avanzati e software di bordo per interpretare l’ambiente circostante e prendere decisioni in volo. A differenza dei droni più piccoli già in servizio, si tratta di un elicottero di dimensioni standard in grado di svolgere missioni più lunghe e trasportare attrezzature più sofisticate.
Il lancio avviene in un momento in cui gli eserciti europei stanno rivalutando le loro capacità dopo l’invasione russa dell’Ucraina e in un contesto di rinnovata attenzione all’importanza strategica delle acque tra la Gran Bretagna, l’Islanda e la Groenlandia. Queste rotte sono fondamentali per monitorare i movimenti navali, compresi i sottomarini.
Gli ufficiali della Royal Navy affermano che il Proteus è destinato a integrare, non a sostituire, i velivoli con equipaggio, consentendo al personale di concentrarsi su operazioni complesse mentre i sistemi autonomi si occupano dei compiti più rischiosi. Sono previsti ulteriori test prima che l’elicottero venga impiegato operativamente…