È molto probabile che sul tuo PC siano installati diversi launcher, anche se probabilmente utilizzi quotidianamente lo store di Valve. Esistono valide alternative a Steam, come GOG,Epic Games Store o Battle.net, ma la vera sfida è convincere i giocatori ad acquistare giochi fuori dalla piattaforma su cui hanno giocato per anni.

Sappiamo già che Steam è il negozio numero uno per il PC, ma ti sei mai chiesto il perché? La risposta non dipende solo dall’offerta di Valve, ma anche da ciò che la concorrenza dovrebbe migliorare per indurti a considerare un cambio di store.
Steam ha registrato ricavi lordi per 15.000 milioni di dollari nel 2026, secondo le stime di Alinea Analytics. Competere con Steam richiede più che proporre gli stessi titoli.
Emmanuel Rosier, direttore dell’intelligence di mercato di Newzoo, individua uno dei maggiori punti di forza di Steam nel suo modello operativo. Come ha spiegato a GamesRadar: «Finché Valve rimane indipendente e non è quotata, probabilmente avrà ambizioni, ma non ambizioni straordinarie». Questa posizione consente all’azienda di prendere decisioni che mettono il giocatore al primo posto e di consolidare la fiducia della community di Steam. Gabe Newell e la sua squadra dovranno fare molto di più perché i concorrenti riescano a sottrarre quote di mercato.
L’analista ricorda come operavano le case editrici nel mondo del PC più di due decenni fa.
«Circa 10‑20 anni fa, i grandi editori decisero di creare la propria piattaforma di distribuzione per PC, per poi tornare quasi tutti a Steam», afferma Rosier. Come esempi cita EA e Ubisoft, che hanno rilanciato i loro titoli sullo store di Valve(pur mantenendo i propri launcher), e Blizzard, che ha portato Diablo 4,Diablo 2 e Overwatch. Grazie a questo ritorno, i giocatori trovano più giochi su Steam senza dover ricorrere ad altri launcher.
Al momento, Rosier non intravede segnali che i grandi editori vogliano abbandonare nuovamente Steam. «Non vedo i grandi editori dire: “Ci separiamo da Steam e usiamo solo la nostra piattaforma”». Un altro ostacolo importante è costituito dal patrimonio accumulato dai giocatori nel tempo. «Hai i tuoi amici, hai tutta la tua libreria di giochi», ricorda l’analista.
Chiedere a qualcuno di passare a un altro store di videogiochi genera “frizione”, perché implica modificare una routine consolidata.
Le librerie e le reti di amicizia rafforzano la fedeltà a Steam e rendono più difficile il salto verso altri store, secondo Emmanuel Rosier.
Un giocatore non perderà i giochi acquistati su Steam se ne compra altri su un diverso store, ma dovrà suddividere la propria collezione tra più piattaforme. Per questo la concorrenza deve offrire un’esperienza nettamente migliore rispetto a Valve; altrimenti è molto difficile convincere il giocatore a cambiare. Per anni,Epic Games Store ha puntato a far migrare gli utenti sulla sua piattaforma, evidenziando una ripartizione dei ricavi più favorevole per gli sviluppatori rispetto al modello 70/30 di Valve.
Nonostante gli studi preferiscano vendere più copie su Epic (dove guadagnano di più per vendita rispetto a Steam), la realtà è che lo store di Valve conserva il grande pubblico. Convincere milioni di giocatori a cambiare abitudini non sembra imminente. Epic sta ricostruendo il suo store con l’IA per renderlo più funzionale e attraente per la community, ma Rosier sottolinea che un altro vantaggio di Valve è la libertà di decidere la direzione del proprio business.
Non essendo quotata in borsa, Valve non subisce la pressione degli azionisti di una società pubblica per aumentare i ricavi a ritmi forzati.
Ciò non significa che rinunci a guadagnare; al contrario, alcune stime indicano che il 2026 sarà l’anno più forte della sua storia, con la possibilità di battere un record di fatturato entro la fine dell’anno. Questa autonomia consente all’azienda di prendere decisioni a beneficio del giocatore e di mantenere alta la fiducia della community.
Il vantaggio di Valve non risiede solo nello store, ma anche nella capacità di stabilire le proprie priorità senza l’influenza di investitori.
Ciò non vuol dire che Steam non possa perdere la leadership, ma Rosier avverte che sarebbe un grave errore per i concorrenti lasciar guadagnare quote di mercato a Valve. Finché i giocatori rimangono soddisfatti di Steam e confidano nella compagnia, i motivi per cambiare store sono pochi, per quanto buona sia la concorrenza.
GOG è un chiaro esempio della difficoltà di competere con Valve.
L’azienda di CD Projekt RED propone giochi senza DRM e di proprietà dell’utente, ma la popolarità e la comodità offerte da Valve rendono quasi impossibile a GOG convincere milioni di utenti a sceglierla come store principale.
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