Alien Isolation – Recensione

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Sarà riuscita Creative Assembly a creare un buon gioco basato sui Alien con Alien Isolation? Scopritelo insieme a noi nella nostra recensione.

Creative Assembly, studio già famoso per aver lavorato alla saga Total War, tenta la fortuna col genere survival horror dopo alcuni interessanti tentativi con l’action adventure. E come decide di farlo? Affidandosi al marchio Alien, licenza in mano a SEGA basata sul omonimo film, con un gioco che già fin dal momento del annuncio sembrava promettente, e siamo lieti di poter oggi confermare che in effetti ci troviamo di fronte ad un buon gioco. Alien Isolation è un gioco horror veramente potente.

Alien Isolation Logo

Dovreste già saperlo, ma un piccolo ripasso non fa mai male. In questo gioco vestiamo i panni di Amanda Ripley, la figlia del tenente Ellen Ripley, una discendente dell’eroina che fa una piccola comparsa nel montaggio di Aliens: Il ritorno, ma di cui nessuno si sarebbe immaginato che una casa di produzione di videogiochi avrebbe preso spunto per crearne un protagonista di un videogioco. Sono passati 15 anni da quello che abbiamo visto nel primo film, quello di Ridley Scott, dato che la nave Nostromo è andata persa 15 anni fa lasciandosi alle spalle un mistero straordinario e come unica testimonianza la ormai leggendaria registrazione di Sigourney Weaver alla fine del film. La nostra eroina, impavida e sprezzante del pericolo, vuole scoprire che è successo alla sua antenata e lavora come ingegnere per la losca compagnia Weyland-Yutani nelle zone vicine alla sparizione.

La nostra avventura, infatti, comincia con un’elegante clip in cui facciamo conoscenza di Samuel, un dirigente della compagnia che ci informa della possibilità di viaggiare alla nave Sevastopol (Con lo stesso design della Nostromo) dove qualche indizio potrebbe far luce su che cosa sia successo. Fino a qua la parte che vi possiamo raccontare, anche se potete già immaginare che le cose si complicano. I CGI si succedono con relativa frequenza man mano che la storia va avanti per raccontarci una trama che genera interesse. Non solo per il fatto che offre la stessa lettura di quanto abbiamo visto nella saga ma da un punto di vista diametralmente opposto, ma anche perché la prospettiva utilizzata è rispettosa della storia del film, è ben raccontata e, anche se ci sono molte sezioni monotone, offre alcuni momenti affascinanti.

Sola contro il mondo

Amanda è una buona protagonista, una donna dura che dovrà affrontare molti pericoli sulla Sevastopol. Lo scenario è ripetitivo? Non troppo, eppure ci sono posti su cui torneremo più volte durante la modalità storia. Il gioco usa un sacco di trucchi ed assi nella manica che non sveleremo ma che aiutano moltissimo a cambiare le atmosfere e modificano la dinamica giocabile man mano che avanziamo. I fan della saga dovrebbero essere felici, dato che in Alien Isolation ci sono molti richiami ai film originali ed alcuni che, di fatto, faranno abbozzare un sorriso nostalgico o che ci faranno venire la pelle d’oca. Alien Isolation è diviso in capitoli che vanno superati linearmente e anche se spesso i nostri obiettivi si limiteranno a cose come riattivare la corrente di una data zona della nave o di fare qualche favore a qualche superstite, si può dire che il fatto che si aggiungano con una certa frequenza nuovi strumenti, gadget e risorse, aiuta a fare in modo che l’esperienza abbia occasionali soffi di freschezza quando pare che finirà col cadere nella monotonia.

Alien Isolation 1

Questo è un survival horror che segue i passi di altre opere recenti e popolari come Amnesia o Outlast, il che significa che anche se potremmo usare alcune armi, il nostro arsenale è molto limitato in quanto ad attrezzi e munizioni, e può essere impiegato solo in alcuni determinati momenti. Come potrai immaginare, una pallottola di revolver non fa niente sulla rocciosa pelle di un alieno, perciò dobbiamo preservare questi strumenti per altri compiti ed altri tipi di nemici che vi descriveremo più avanti. La maggior parte degli attrezzi sono ad ogni modo pensati per altri compiti diversi dal combattimento. Nel gioco ci sono diversi capitoli di mini giochi o sfide in cui bisogna pensare, usare qualche strumentazione elettrica o portare a termine un qualche tipo di sfida di abilità. Per tutti questi compiti sarà necessario un qualche tipo di apparecchio che troveremo durante l’avventura. Sono semplici attività che si risolvono in poco tempo ma che aiutano a rendere il gioco più variegato.

Gli scenari che attraverseremo sono spesso labirintici e qualche volta persino un po’ caotici, ma il perfetto rispetto per l’ambientazione dei film e la sua capacità d’offrire stanze che invogliano l’esplorazione ci mantiene incollati allo schermo per vedere ciò che succederà dopo. La capacità di un mondo di immergerci e farci sentire in ansia è fondamentale in un gioco con queste caratteristiche ed in questo senso il lavoro dello studio britannico è un successo. I corridoi illuminati male ci costringeranno ad impiegare torce e pile (entrambe ad uso limitato), coi già leggendari tunnel di ventilazione che faranno da scorciatoia ed altri trucchi come passaggi sotterranei che dobbiamo utilizzare se non vogliamo esporci a percorrere corridoi. La mappa e la sua interfaccia risultano un po’ confusionari, ma in poco tempo ci si familiarizza e finirà con l’essere uno strumento essenziale non solo per localizzare le missioni, ma anche per sapere quanto è lontano ancora un punto di salvataggio. Il gioco non ha checkpoint, quindi il sollievo che si sentirà nel salvare la partita e sapere che abbiamo salvato i progressi fatti sarà molto famigliare ai giocatori di survival horror di una volta.

Un universo di sfide

Perché così tanta inquietudine? Perché siamo fregati in ogni momento. Uno scontro faccia a faccia non è uno scontro, è la morte assicurata, non importa contro chi. Il principale antagonista, non poteva essere in altro modo, è la bestia extraterrestre che dà il nome al gioco, Alien, che è immune alle nostre armi e che dovremmo evitare ogni volta che ci sarà possibile. Ci riusciremo essendo molto prudenti, ascoltando con estrema attenzione tutti i suoni intorno a noi e impiegando lo strumento di rilevazione movimenti che ricorderemo dai film e che sarà fondamentale durante tutta l’avventura. Con tutti gli strumenti e gadget a nostra disposizione si creano molte situazioni che ci regalano i migliori momenti del gioco, dato che ci permettono diverse strategie per uscire da determinate situazioni che saranno sempre diverse.

Tranne nei momenti da copione in cui la creatura compare in alcune sequenze determinate e che sono necessarie per raccontare la storia, l’Alien tende a sorvegliare le aree che percorriamo. Con autonomia e con movimenti casuali che garantiscono che al caricare un checkpoint il mostro non sarà per forza nello stesso posto, il che implica che la strada che prima era sicura ora potrebbe non esserlo. Questo fattore, così apparentemente inoffensivo, carica ancora di più l’atmosfera oppressiva che fuoriesce da Alien Isolation, dato che all’enorme distanza che a volte c’è tra i checkpoint c’è da sommare che non sappiamo cosa ci aspetta, nemmeno quando saremmo morti una dozzina di volte nello stesso percorso. Il comportamento del mostro a volte richiama l’attenzione per la sua intelligenza e velocità di reazione, ed altre volte per essere un po’ distratto e pasticcione, ad ogni modo è un cattivo all’altezza di quanto ci si aspettava. Massima suspense ed angustia infinita per un lancio che può non fare paura nel senso più stretto della parola, dato che non c’è niente di sconosciuto nella sua formula e l’Alien ormai è stato visto tanto da esserci familiare, ma riesce a farci alzare i battiti e farci raddrizzare i cappelli portandoci sempre al limite, in una campagna in cui c’è solo posto per l’inquietudine, il malessere ed il nervosismo nei nostri lenti movimenti.

Alien Isolation 2

Nascondersi in armadi, sotto tavoli ed altri posti sarà una costante di Alien Isolation, una dinamica che può persino peccare di essere un po’ ripetitiva per alcuni palati. Eppure anche dentro questi posti avremmo una certa autonomia, possiamo inchinarci per osservare da diverse angolazioni attraverso i grigliati i movimenti di chi ci insegue, dovremmo prendere nota della vicinanza per tirarci indietro o mantenere il respiro per non essere sentiti. Verso la seconda metà otterremo un lanciafiamme, che può tenere la creatura a bada per alcuni secondi ma che non la ucciderà, il suo utilizzo è molto limitato e sarà più utile usare altri strumenti che noi stessi elaboreremo e che serviranno a distrarre. Questo non è un gioco d’azione, sia chiaro, il ritmo è lento e Creative Assembly usa i tempi pausati per costruire scenari affascinanti in cui l’ombra della bestia sarà una costante intorno a noi coi suoi rumori assordanti nei condotti di ventilazione o i suoi lenti e inquietanti giri nelle stanze.

Ma Alien non sarà l’unico a metterci in pericolo. Nell’avventura troveremo superstiti innocui che cercano solo di andare avanti in circostanze così difficili. A volte cercano solo di scappare, altre volte sono carne da macello che useremo per distrarre la creatura e poter andare avanti. Altri, i più pericolosi, sono armati e ostili, quindi conviene evitarli o affrontarli in modo violento. Possiamo finire il gioco senza ammazzare nessuno, anche se bisogna dire che in alcune circostanze sarà molto difficile, e anche se suona crudele, sarà conveniente dare un colpo in testa alle spalle ad un qualche disattento armato fino ai denti e portarci via le sue armi. Cos’è meglio fare nel caso in cui un area che dobbiamo attraversare sia sorvegliata? Evitare il combattimento diretto ed utilizzare un qualche strumento come l’emittente sonora per attrarre l’Alien verso di loro in modo che pensi lui a loro. È nei momenti in cui dobbiamo aguzzare l’ingegno come in questo che Alien Isolation dà il meglio di sé.

Stessa cosa per gli androidi, anche se il loro modo di apparire è diametralmente opposto. In un primo momento sono inoffensivi, ma quando cominciamo ad avventurarci nelle “stanze proibite” i Working Joe cominciano a mostrare segni minacciosi con cui dovremo fare i conti. Né gli umani né gli androidi sono particolarmente intelligenti o furbi, e questa è la parte più deludente di Alien Isolation, così è relativamente facile ingannarli o schivarli, ma se i primi possono contare su pistole e possono sparare contro di noi essendo un pericolo da lontano, gli androidi sono pericolosi solo se vicini e i corridoi, dato che in stanze più ampie diventa facile schivarli in corsa.

Atmosfera Ostile

Tra i vari scontri troveremo molte informazioni da raccogliere sotto forma di registrazioni o testi che potremmo leggere nei vecchi computer che troveremo. Tutto aiuta ad ingrossare la parte narrativa del gioco e a darci un’idea più ampia su cosa sta succedendo. Inoltre bisognerà essere sicuri di controllare bene tutte le stanze, dato che ogni oggetto che raccoglieremo sarà importante. La gestione del inventario è necessaria solo alla creazione degli strumenti e risorse, quindi conviene di tanto in tanto cercare un posto sicuro e metterci a fabbricare roba utile, dato che il numero di oggetti che potremmo avere sarà limitato e anche lì ci sarà un’altra parte della micro-gestione all’interno di Alien Isolation. Perché abbiamo detto della necessità di un luogo sicuro per fare tutto questo? Perché il tempo nel gioco non si ferma mai, solo quando controlliamo la mappa, il che implica che siamo vulnerabili ad Alien quando stiamo creando ma anche se stiamo consultando un vecchio PC o salvando la partita. Non si può mai abbassare la guardia.

Stessa conclusione per il modo sopravvivenza, che è l’altra alternativa giocabile. Qui avremmo tutta una serie di sfide veloci in cui dobbiamo vedercela sia con l’extraterrestre ed altri nemici, sia coi tempi di altri giocatori di tutto il mondo in una monumentale corsa contro il tempo in cui dobbiamo decidere tra la lentezza dei movimenti per non essere sorpresi dalla creatura ed il tempo veloce necessario a completare la sfida velocemente. Non saranno gli unici canoni di giudizio, altri fattori contribuiranno al nostro punteggio, come superare le sfide senza essere scoperti, senza uccidere nessuno e altre variabili. In questo momento l’offerta di questa alternativa è un po’ scarna, ma è piena di possibilità e sarà ampliata con futuri DLC.

Alien Isolation 3

E ora parliamo della grafica del gioco. La prima cosa che salta all’occhio in Alien Isolation è la capacità di creare un mondo impeccabilmente influenzato dal primo fil Alien, quello del 1979, e portarlo alla vita utilizzando la tecnologia disponibile nel 2014. Lo stile artistico, meraviglioso, sia chiaro, è uno straordinario anacronismo tra un futuro lontano e allo stesso tempo, uno strumentale di carattere retrò che aiuta molto a creare l’ambientazione. Creative Assembly si è imposto come traguardo il non creare nemmeno un singolo elemento che non sarebbe stato fattibile all’epoca del film originale, così vengono fuori PC monocromatici dal profilo anni 80 e tutti i dispositivi sono analogici e di aspetto rude e poco maneggevole. Così riescono ad ottenere una delle più brillanti atmosfere che si siano viste negli ultimi anni per quanto riguarda i survival horror.

La versione PC è, e non sarebbe potuto essere in altro modo, la più bella da qualsiasi ottica estetica. La direzione artistica curata al estremo fa la sua miglior figura in questa edizione grazie ad una esposizione più nitida e dettagliata delle altre ed un’illuminazione formidabile. Occorre rimarcare eccezionalmente gli effetti per il vapore, il fumo o altre particelle che appaiono negli scenari e che fanno in modo che questi siano ancora più impressionanti. I personaggi, invece, sono ad altro livello a prescindere dalla piattaforma in cui si gioca. Purtroppo le animazioni a volte non sono ben incatenate, i modellati sono buoni, ma non all’altezza straordinaria delle decorazioni. Le versioni per console next-gen fanno una buona prova di forza, anche se ovviamente peggiori della versione PC al massimo della sua potenza, i tempi di caricamento, la sincronia verticale ed alcuni denti di sega qualche volta lasciano un po’ a desiderare, molto curiosa la funzione che permette di usare il microfono come emittente sonora che può permettere ad Alien di scoprirci. Su PlayStation 3 e Xbox 360, com’è logico, il risultato visivo è nettamente inferiore, ma anche in questo modo Alien Isolation offre sempre un aspetto più che degno.

Alien Isolation 4

Il sonoro è il reparto definitivo per consolidare gli straordinari valori di produzione che presenta Alien Isolation. La musica, con la maggior parte delle canzoni recuperate direttamente dal film originale, è fantastica, ed il suo stile minimalista contribuisce in modo formidabile a consolidare la già di suo brillante ambientazione visuale del gioco. Gli effetti sonori sono ugualmente ben riusciti ed infatti bisogna prestar loro molta attenzione dato che spesso sono uno strumento utile quanto ciò che possono vedere i vostri stessi occhi.

 Conclusione

È perfetto Alien Isolation? No, e nemmeno deve esserlo. Anche con molti problemi di IA ed alcune situazioni ripetitive si tratta di un gioco altamente consigliato, sia per chi vuole cominciare coi survival horror, che per chi è un veterano del genere. Creative Assembly elabora con impressionante buon gusto un titolo che non solo rende onore ai fan del film con un gioco perfetto e, finalmente, rispettoso con la IP, ma che offre sufficienti dinamiche di gioco da mantenere a qualsiasi giocatore attaccato ad uno schermo.

Alien Isolation

68,99 €
Alien Isolation
8.5

Gameplay

8.5 /10

Grafica

8.5 /10

Suono

9.0 /10

Innovazione

8.0 /10

Pro

  • L’ambientazione, semplicemente eccezionale
  • Il fatto che nel gioco ogni volta che si muore ciò che ci aspetta è leggermente diverso
  • Finalmente un gioco su Alien che rende giustizia

Contro

  • Anche se hanno provato ad aggiungere varietà, alcune situazioni sono ripetitive
  • L’intelligenza artificiale di umani e androidi non è all’altezza

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