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Razer Viper V4 Pro: abbiamo portato al limite il mouse wireless da 49 grammi e 8000 Hz

Quando chiudi la mano attorno al corpo, non sembra di tenere una periferica, sembra di avere la mano vuota.

Un modello per giocare al massimo per ore senza pensare a ricaricarlo, il **mouse gaming** ideale per le sessioni lunghe.

Include nella confezione il dongle emisferico HyperSpeed Gen 2, un cavo USB‑C e delle strisce adesive per l’aderenza.

Nel circuito professionale degli esports, i mouse di Razer sono una costante. Da oltre un decennio compaiono nelle mani dei migliori giocatori nelle finali mondiali di Counter‑Strike, Valorant e League of Legends, e la famiglia Viper è la linea del marchio pensata specificamente per gli sparatutto competitivi. Il Razer Viper V4 Pro è la quarta generazione di questa famiglia, e lo abbiamo testato in CS2, Valorant e Apex Legends per diverse settimane per raccontarvi cosa cambia rispetto alla versione precedente e cosa si prova a tenere in mano un **mouse wireless per FPS** da 49 grammi durante una partita competitiva.

Stringere il mouse per la prima volta nella mano genera una certa stranezza. Quando chiudi la mano attorno al corpo, non sembra di tenere un periferico, sembra di avere la mano vuota. Accanto al mouse troviamo il ricevitore wireless, un cavo USB‑C a USB‑A e delle strisce adesive per l’aderenza nel caso la palma della mano sudi più del desiderato. La confezione è sobria e tutto il contenuto punta nella stessa direzione: giocare al meglio senza distrazioni, con un **mouse ultraleggero** pronto per le competizioni.

Design e costruzione

La forma è simmetrica, pensata per i destrimani che utilizzano la presa “claw” o “fingertip”, i due stili più comuni negli sparatutto competitivi. Misura 127,1 mm di lunghezza, 63,9 mm di larghezza e 39,9 mm di altezza, quindi rientra nella fascia di dimensioni media‑grande. Se la tua mano è piccola, ti consigliamo di provarlo prima di decidere l’acquisto. La scocca è completamente chiusa, senza quei fori a nido d’ape tipici dei mouse ultraleggeri di qualche anno fa, e pesa comunque 50 grammi nella versione bianca. Circa 9 % in meno rispetto al Viper V3 Pro, suo diretto predecessore.

La finitura ha una texture morbida al tatto che ci è piaciuta molto perché, senza essere ruvida, offre una presa affidabile durante lunghe sessioni di **gaming competitivo**. Dopo diverse settimane di utilizzo intensivo, il telaio non ha mostrato scricchiolii, giochi o quella sensazione di fragilità che a volte accompagna i modelli molto leggeri. Non incorpora illuminazione RGB, una scelta che probabilmente contribuisce al peso ridotto e all’autonomia. Pertanto, se ti piace personalizzare visivamente ogni periferica del tuo setup, qui avrai poco margine.

Sensore, switch e rotella

All’interno monta il sensore Focus Pro 50K di terza generazione, capace di leggere fino a 50.000 DPI, con tracciamento di 930 IPS e accelerazione di 90 G. Portato in gioco in uno scenario reale, ciò significa che riconosce movimenti molto rapidi senza perdersi e senza introdurre salti anomali, qualcosa che in uno scontro corpo a corpo in CS2 rappresenta una grande differenza tra centrare il tiro e morire prima di sparare. La tecnologia Frame Sync, che sincronizza la scansione del sensore con l’invio dei dati al PC, aiuta a mantenere una risposta costante anche dopo due ore consecutive di **gioco competitivo**.

I click principali montano switch ottici Razer di quarta generazione, certificati per più di 100 milioni di pressioni. Essendo ottici anziché meccanici, non soffrono del problema del doppio click per usura che compare col tempo in altri mouse. Il tocco è molto preciso e il percorso è corto, anche se va detto che producono un suono piuttosto evidente. In una stanza silenziosa o se condividi lo spazio con qualcuno che dorme, i click si sentono chiaramente. Vale a dire, se registri contenuti o giochi di notte, è bene tenere presente questo aspetto.

La rotella utilizza un encoder ottico che il marchio descrive come 3,3 volte più affidabile rispetto a un modulo meccanico standard. Il percorso (passi) è solido, senza quel bilanciamento laterale fastidioso che hanno altre alternative. Inoltre, la rotella è molto comoda per cambiare arma rapidamente in Valorant o regolare l’inventario durante una fuga in Apex Legends, rendendola perfetta per i **mouse da FPS**.

Connessione wireless e autonomia

In termini di connettività utilizza l’HyperSpeed Wireless di seconda generazione a 2,4 GHz, una versione che Razer afferma sia 60 % più efficiente e con un 55 % di latenza in meno rispetto alla precedente. L’importante di tutta questa ingegneria è che il mouse funziona a 8000 Hz reali sia via cavo che in modalità wireless senza dover acquistare un ricevitore aggiuntivo, cosa che fino a poco tempo fa era necessaria con altri modelli top. La latenza di movimento dichiarata da Razer è di 0,36 ms, e nei test di diverse settimane non si percepisce una differenza evidente rispetto a un **mouse cablato di fascia alta**.

Altri dettagli tecnici. Puoi scegliere la frequenza di polling tra 125, 500, 1000, 2000, 4000 e 8000 Hz dal software, il che permette di bilanciare risposta e consumo in base al tipo di gioco. E qui arriva l’altro grande salto: la batteria. Razer garantisce 180 ore di autonomia a 1000 Hz e 45 ore a 8000 Hz. Nelle nostre sessioni di prova, giocando un paio d’ore al giorno a 1000 Hz, sono passate quasi due settimane tra la prima carica e la successiva. Pertanto, è perfettamente adeguato per noi, offrendo una **lunga durata della batteria per mouse gaming**.

D’altro canto, il cavo USB‑C incluso nella confezione è piuttosto rigido per giocare mentre si ricarica, quindi conviene riservarlo per le ricariche notturne. Non è presente il Bluetooth, un’assenza consapevole perché il dongle offre sempre una latenza inferiore rispetto a quel popolare protocollo. Quindi, se pensavi di alternarlo con un laptop senza porte USB libere, è meglio saperlo fin da subito.

Detto questo, il ricevitore wireless merita una menzione a parte. È emisferico, con una base pesante per evitare che si muova dal tavolo quando tiri il cavo, un’antenna più alta che migliora il segnale e tre LED configurabili che mostrano a colpo d’occhio il livello della batteria, il DPI attivo o la qualità della connessione. Per chi se lo chiedesse, sì, la differenza rispetto a quei dongle minuscoli che rimangono appesi alla porta USB è notevole quando posizioni quello di Razer sulla scrivania.

Il mouse si gestisce con Razer Synapse nella sua versione web, più leggera rispetto al client classico. Da lì puoi regolare il DPI a passi fini, assegnare pulsanti, configurare la sensibilità dinamica per adattarla a movimenti rapidi o lenti e salvare fino a più profili. La memoria interna conserva un profilo completo, sufficiente per portarlo a un torneo o a casa di un amico senza dover intervenire su alcuna impostazione.

In sintesi, dopo i giorni di adattamento che ogni mouse nuovo richiede, la sensazione è che praticamente ti dimentichi di averlo in mano. Quando giri di 180 gradi per difendere il B in CS2 o regoli il punto di mira su una testa distante in Valorant, tutto scorre fluido, senza quel trascinamento tipico dei mouse più pesanti. Per il suo prezzo, dobbiamo essere onesti: non è un lusso economico e Razer offre modelli più accessibili per chi gioca in modo casual. Tuttavia, se prendi sul serio il competitivo e cerchi uno dei **mouse wireless più completi** attualmente sul mercato, il Viper V4 Pro deve comparire nella tua lista.

Redazione GamingPark
Redazione GamingParkhttp://www.gamingpark.it
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