Essere un fan veterano della Marvel e amare i videogiochi non è stata una passeggiata. Anzi, piuttosto il contrario. Ha significato attraversare anni molto difficili, esperienze formative di quelle che ti temprano il carattere… e che ora ti portano dal psicoterapeuta il martedì pomeriggio, una settimana sì e una no. Perché c’è stato un periodo, tra la fine degli anni ’80 e l’inizio degli anni ’90, in cui amare i supereroi Marvel significava accettare il dolore di alcuni videogiochi non particolarmente divertenti come parte dell’esperienza. Il dolore sotto forma di sprite ingiusti, salti millimetrici e nemici posizionati con chirurgica cattiveria. Ricordiamo tutti con affetto le sale giochi di X-Men: The Arcade Game, o quel Punisher della Capcom in cui il Punitore e Nick Fury distribuivano botte come se non ci fosse un domani.
Ma basta che io menzioni Spider-Man/X-Men: Arcade’s Revenge perché più di uno inizi a sudare freddo. Piattaforme impossibili, punizioni arbitrarie e una difficoltà che oggi può essere spiegata solo come una forma primitiva di sadismo interattivo. Volevo solo giocare con Wolverine e il suo costume marrone. Tutto qui. MARVEL MaXimum Collection: nostalgia, dolore e redenzione Ora, Limited Run Games riapre quella vecchia ferita con un sorriso complice e una promessa allettante: affrontare di nuovo le nostre vecchie paure grazie a una collezione retrò che, lo so, giocherò fino a quando non mi ricrescerà il callo sul dito anulare della mano sinistra. La notizia è stata anticipata da Newsweek: MARVEL MaXimum Collection è una realtà.
Una raccolta di titoli classici Marvel provenienti da sale giochi, console domestiche e portatili a 8 e 16 bit, sviluppata da Limited Run Games in collaborazione con Marvel Games e Konami. L’idea non è solo quella di recuperare i vecchi giochi, ma di farlo in modo rispettoso, quasi archeologico, consentendo di confrontare le versioni arcade e domestiche, comprenderne le differenze e, di passaggio, riconciliarci con un’epoca in cui i videogiochi non chiedevano perdono. Sei giochi, tredici versioni e molti ricordi scomodi Il cuore della collezione è costituito da sei titoli fondamentali del patrimonio Marvel nei videogiochi, ciascuno con diverse versioni a seconda della piattaforma. Il più evidente è il già citato X-Men: The Arcade Game, che torna con supporto multiplayer online per un massimo di sei giocatori e rollback netcode. Sì, ora è possibile ritrovarsi con cinque amici sul divano e dare una lezione a Magneto come se fossimo nella sala giochi del quartiere…
ma senza l’odore di tabacco. Accanto ad esso c’è il non meno leggendario Captain America and The Avengers, presente sia nella versione arcade che negli adattamenti per SNES e Mega Drive, ciascuno con il proprio ritmo e la propria personalità. Un promemoria del fatto che, anche allora, adattare non significava copiare e incollare, nel bene e nel male.La parte più rock della collezione arriva con Spider-Man/Venom: Maximum Carnage, accompagnato da Venom/Spider-Man: Separation Anxiety. Due beat’em up a 16 bit che hanno saputo catturare l’estetica Marvel degli anni Novanta come pochi altri, con colonne sonore che ancora oggi risuonano nella testa. E poi c’è Silver Surfer. Una rarità tanto affascinante quanto crudele.
Uno sparatutto laterale diabolicamente difficile che ha lasciato il mio compagno Alberto Moral notevolmente scosso. Non crediamo che riuscirà a riprendersi completamente, ma il suo sacrificio non è stato vano: oggi possiamo rivisitare quel dolore con filtri CRT, riavvolgimento e salvataggio rapido. Il progresso, amici.
La collezione non si limita a offrire i giochi “belli”. Abbraccia anche quelli scomodi, quelli ingiusti, quelli che hanno formato il carattere sulla base della frustrazione.
È per te, Spider-Man di Game Gear, perché tra le lacrime, giurerei di aver visto schermate di quel gioco. Uno di quei titoli per la console portatile SEGA che, insieme a Indiana Jones e The Simpsons: Bart vs. the Space Mutants (maledetto!), rasentavano l’ingiocabile… Sono titoli che non ricordiamo per il loro design raffinato, ma perché sopravvivere a essi ci ha fatto amare ancora di più i videogiochi. Perché se superavi quello, potevi affrontare qualsiasi cosa.
MARVEL MaXimum Collection incorpora una buona manciata di miglioramenti moderni pensati per farci sopravvivere all’esperienza. Salvataggio in qualsiasi momento, funzione di riavvolgimento, menu di trucchi, filtri visivi e un museo digitale con scansioni ad alta risoluzione di scatole, manuali e pubblicità d’epoca. Ciò che ci si aspetta da questo tipo di raccolte. Una menzione speciale merita il lettore musicale, che permette di ascoltare le diverse versioni delle colonne sonore chip-tune. Perché sì, anche nei giochi più ingiusti, la Marvel ha sempre avuto un buon orecchio.
MARVEL MaXimum Collection non è solo una raccolta. È una lettera d’amore a una generazione di fan Marvel che ha imparato a base di colpi, continue e pomeriggi eterni davanti alla televisione.
Un’opportunità per affrontare i nostri traumi pixelati con gli strumenti del presente. So che soffrirò. So che torneranno i ricordi, la rabbia e qualche risata nervosa. Ma so anche che, in qualche modo contorto, tutto questo fa parte del motivo per cui continuo ad amare questo mezzo. Che ci darò dentro lo sanno bene a Latveria. In 3DJuegos | Era da molto tempo che la Marvel non mi rendeva felice, ma ci è riuscita con qualcosa che non è né un film, né un fumetto, né una serie, bensì un beat ‘em up dei più classici Su 3DJuegos | Dopo aver creato il miglior gioco di Dragon Ball di tutti i tempi, non era facile superarsi, ma dopo aver giocato a Marvel Tokon vi assicuro che ci sono riusciti.
Su 3DJuegos | Marvel, per favore, smettila. Prima mi piacevi, ma ora mi hai stufato.