Sono passati più di tre anni dalla cancellazione della modalità PvE di Overwatch, ma Aaron Keller, direttore del progetto (precedentemente noto come Overwatch 2), non ha ancora chiuso la porta a contenuti narrativi nell’hero‑shooter di Blizzard. Non è che trascorra le giornate a rimuginare su quello che avrebbe potuto diventare, ma è pronto a valutare soluzioni più contenute, come missioni PvE brevi e focalizzate, senza compromettere il core competitivo.

Keller ha confermato queste considerazioni durante una sessione di domande e risposte a cui ha partecipato The Gamer. Interrogato sulla possibilità di aggiungere nuovi contenuti che approfondiscano la storia di Overwatch, il direttore ha risposto che “non lo escluderebbe”, sottolineando però che ogni proposta dovrebbe rimanere in secondo piano rispetto al gioco competitivo principale.
Secondo Keller, sviluppare un’esperienza narrativa di ampia portata significherebbe creare “un gioco completamente nuovo”, con la necessità di un team dedicato esclusivamente a quel progetto. Questa impostazione, infatti, richiederebbe risorse e tempi di produzione significativamente maggiori, rischiando di distogliere l’attenzione dal titolo competitivo.
In pratica, Blizzard non esclude l’introduzione di missioni PvE o di altri contenuti che espandano l’universo di Overwatch, ma non intende sacrificare la solidità della modalità competitiva per realizzare progetti troppo ambiziosi.
Una strategia più incentrata su cinematics e fumetti
Nonostante la rinuncia a una modalità PvE completa, Overwatch continua a investire in progetti narrativi: l’ultimo arco, “Il Regno di Talon”, è stato appena concluso e la squadra prevede ulteriori eventi di questo tipo. Tuttavia, Keller ricorda che il modello attuale presenta delle difficoltà: il lancio di un evento genera un picco di interesse che svanisce rapidamente nei giorni successivi, mentre le missioni PvE richiedono più tempo e risorse rispetto ad altri formati.
Per questo motivo Blizzard ha deciso di spostare le proprie iniziative narrative verso cinematics, fumetti e web‑toon.
Keller afferma che queste alternative consentono al team di approfondire l’universo di Overwatch impiegando le stesse risorse, liberando così il personale per concentrarsi sull’esperienza competitiva.
