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Bernie Sanders critica Microsoft per i licenziamenti in Xbox nonostante utili record

Licenziamenti in Xbox: Bernie Sanders attacca Microsoft per i 3.200 posti tagliati nonostante 101 miliardi di utili

L’ultima ondata di licenziamenti nella divisione Xbox di Microsoft sta scuotendo il settore videoludico statunitense: oltre 3.200 dipendenti si trovano ora a dover affrontare una scelta difficile, tra l’abbandono del proprio lavoro nel gaming o il rischio di subire ulteriori tagli in un contesto economico già instabile. I sindacati americani si sono mobilitati per difendere i lavoratori colpiti, mentre tra i politici che hanno preso posizione spicca la voce del senatore Bernie Sanders, che ha duramente criticato la compagnia, utilizzando il caso per mettere in discussione le politiche di sgravi fiscali alle grandi corporation.

Sebbene Microsoft abbia chiarito che nessuno dei cinque studi coinvolti nella ristrutturazione chiuderà definitivamente — l’unico caso ancora incerto riguarda Arkane Studios, ma per ragioni legate alle normative francesi e non per decisioni della casa madre — molti altri team sono stati pesantemente colpiti. John Romero, co-creatore di DOOM, ha espresso la sua preoccupazione per il 50% di licenziamenti subiti da id Software, mentre ZeniMax Online Studios ha annunciato modifiche alla roadmap di The Elder Scrolls Online a causa della riorganizzazione in corso.

In questo scenario, mentre la divisione gaming di Microsoft, guidata da Asha Sharma, cerca di riorganizzarsi per superare la crisi, Sanders — già candidato alle presidenziali USA del 2016 e del 2020 prima di appoggiare Joe Biden nelle primarie democratiche — ha affrontato la questione dei licenziamenti da un punto di vista sia umano che economico. Il senatore ha ricordato che Microsoft ha registrato 101 miliardi di dollari di utili nell’ultimo anno fiscale, beneficiando inoltre di una riduzione fiscale da 12,5 miliardi di dollari promossa dall’amministrazione Trump.

Ha poi sottolineato che il CEO della compagnia ha ricevuto una compensazione di 96 milioni di dollari, cifre che, a suo dire, contrastano con la situazione di migliaia di lavoratori dell’azienda.

Sanders ha dichiarato: «Questi licenziamenti sono inaccettabili. Microsoft sta licenziando migliaia di persone mentre accumula profitti record e distribuisce bonus milionari ai dirigenti. È una vergogna».

Il politico statunitense ha inoltre sfruttato la situazione per mettere in discussione una delle principali giustificazioni delle agevolazioni fiscali alle grandi aziende: «Le agevolazioni fiscali non creano posti di lavoro», ha affermato, sostenendo che queste misure finiscono per favorire solo azionisti e top management, senza alcun reale beneficio per l’occupazione.

Le dichiarazioni di Sanders arrivano in un momento particolarmente critico per Xbox. Oltre ai 3.200 licenziamenti, la divisione gaming di Microsoft ha avviato una profonda riorganizzazione interna con l’obiettivo di recuperare la redditività del proprio business, in quella che la compagnia stessa definisce riallineamento strategico.

Microsoft ha ammesso di aver disperso troppe risorse negli ultimi anni, costringendola a ripensare la propria strategia e a concentrarsi nuovamente sui prodotti di punta.

Questa riorganizzazione ha portato a una revisione delle priorità, con un focus più marcato su titoli e servizi che possano garantire una crescita sostenibile nel lungo termine. Tuttavia, il prezzo da pagare è stato alto per molti dipendenti, che ora si trovano a dover affrontare un futuro incerto in un mercato del lavoro sempre più competitivo.

Dal canto suo, Microsoft ha dichiarato di voler supportare i lavoratori colpiti attraverso programmi di ricollocamento e assistenza nella ricerca di nuove opportunità professionali, ma la portata dei licenziamenti ha comunque suscitato preoccupazione tra gli addetti ai lavori e gli osservatori del settore.

Nel frattempo, la comunità videoludica e i fan di Xbox seguono con attenzione gli sviluppi, sperando che la ristrutturazione possa portare a una rinascita della divisione gaming, capace di competere efficacemente con i principali concorrenti come Sony e Nintendo.

Resta da vedere come Microsoft riuscirà a bilanciare la necessità di contenere i costi con l’imperativo di innovare e mantenere alta la qualità dei suoi prodotti, in un mercato che continua a evolversi rapidamente e a richiedere investimenti significativi in tecnologia e creatività.

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