NEWS 24 February 2026 Newsdesk Visionary director Baz Luhrmann has opened up about the highs and lows of his legendary career on the latest episode of How to Fail with Elizabeth Day. Known for the maximalist "Red Curtain" style of films like Romeo + Juliet and Elvis, Luhrmann revealed that his creative process is often
NOTIZIA
24 febbraio 2026
Edicola
Il regista visionario Baz Luhrmann ha parlato degli alti e bassi della sua leggendaria carriera nell’ultimo episodio di How to Fail with Elizabeth Day. Conosciuto per il massimalista “Red Curtain” stile di film come Romeo + Giulietta ed Elvis, Luhrmann ha rivelato che il suo processo creativo è spesso una forma di automedicazione, soprattutto quando un progetto si conclude. “Look, when I’m finishing a big project, I go on a kind of, I call it ‘the methadone program’,” ha spiegato, “which usually entails going on some journey and acting like a fool and getting smashed a lot and growing old disgracefully.”
Il regista ha anche offerto uno sguardo raro sulla sua collaborazione trentennale con Catherine Martin, la sua principale collaboratrice visiva e moglie. “I mean, my stuff is really camp, and our relationship is, well camp in one regard,” ha osservato, sottolineando il “profound trust” condividono. Descrivendo il loro primo incontro sopra un bordello di Sydney, Luhrmann ha ricordato una conversazione su Bertolt Brecht e Madonna durata ore: “I just know we’ve always been together and it’s a truly real relationship.” Ha scherzato dicendo che i suoi figli lo tengono con i piedi per terra prendendolo in giro, aggiungendo: “Sometimes they call me RuPaul.”
Il percorso verso il successo di Luhrmann non fu privo di periodi di intensa lotta. Ha ricordato di essere caduto in a “dark, dark depression” dopo aver lasciato la scuola di recitazione e di nuovo in seguito alle critiche feroci della sua prima compagnia teatrale. “I was so dark and so lost, I couldn’t get out of bed,” disse a Day, riflettendo su un momento in cui si sedeva semplicemente in riva all’oceano a fissare l’acqua. Queste esperienze hanno plasmato il suo stile cinematografico, come crede “if you have pain in your life, you tend not to want to make films about pain,” preferendo invece creare opere con “universality” quello è “made for the future.”
L’intervista ha anche toccato la natura accidentale del processo di casting, come Luhrmann ha ammesso “forgot to tell” Austin Butler era stato scelto per il ruolo di Elvis perché erano già così immersi nel lavoro di collaborazione. Infine, Luhrmann ha espresso il desiderio di un moderno revival del suo successo del 1999, “Everybody’s Free to Wear Sunscreen.” Dato l’attuale clima globale, ha suggerito: “I reckon they should remix it and re-release it because it does seem to cut through ugly noise.”
Come fallire con Elizabeth Day è disponibile ovunque trovi i tuoi podcast.
