Masahiro Sakurai è riconosciuto come uno dei creativi più perfezionisti dell’ industria dei videogiochi. Il genitore di Kirby e della serie Super Smash Bros. ha più volte dichiarato di dedicare il 100 % di sé a ogni progetto, al punto da avere pochissimo tempo libero per riposare o giocare ad altri titoli. Questa auto‑esigenza estrema lo porta a sentirsi raramente soddisfatto del risultato finale, ma è proprio quel dubbio a spingerlo verso la prossima sfida.

Nel 2018 Sakurai ha raccontato a The Verge i retroscena dello sviluppo di Super Smash Bros. Ultimate. Il titolo più completo della franchise Nintendo non è nato come un semplice aggiornamento: fin dall’inizio l’obiettivo era ambizioso. Sakurai voleva inserire tutti i personaggi già comparsi nella saga e introdurre nuove opzioni inedite, un compito che ha richiesto una gestione complessa dei diritti dei marchi, la progettazione di ogni combattente per Nintendo Switch, l’ottimizzazione degli schemi di movimento per partite più veloci e un attento bilanciamento dell’esperienza complessiva.
L’intervista non si è limitata agli aspetti tecnici, ma ha approfondito il suo approccio perfezionista. “Non credo di aver mai creato qualcosa di cui sia totalmente soddisfatto”, ha ammesso Sakurai.
“Quella sensazione di dubbio, o il desiderio di fare di più, è il mio motore per andare avanti e creare la prossima iterazione”.
Ora, a 56 anni, Sakurai si definisce “semi‑ritirato”, ma rimane comunque legato all’ industria videoludica. Nel 2021 ha confessato di aver valutato un ritiro definitivo, sostenendo che “se lavoro a tempo pieno allo sviluppo di giochi, la mia vita finirà in un batter d’occhio”. Nonostante queste riflessioni, non ha annunciato la pensione e continua a contribuire attivamente al mondo dei videogiochi.
