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Breve recensione di TOEM 2

TOEMpático.

TOEMpático.

TOEM 2 riprende la formula del primo capitolo senza grandi novità dal punto di vista del gameplay, ma con lo stesso calore umano in ogni interazione.

Lo studio svedese Something We Made ha sorpreso nel 2021 con il suo esordio TOEM, una piccola avventura che integrava la fotografia come meccanica principale. Il protagonista si spostava di città in città aiutando gli altri cittadini a scattare foto, che servivano a indicare la posizione di un oggetto che stavano cercando, a dare loro ispirazione per un’idea o a tirarli fuori da una situazione difficile. Era un titolo breve, ma che lasciava un caldo ricordo nella memoria, motivo per cui continuiamo a ricordarlo con tanto affetto anche a cinque anni di distanza.

Il suo seguito parte dalla stessa base e ottiene lo stesso successo. La nonna del protagonista lo invita a fotografare lo strano fenomeno che dà il nome al gioco, ma per raggiungere l’albero dove si registra il TOEM, deve prima procurarsi i timbri per la sua tessera dell’autobus, che può ottenere dando una mano nei paesi che incontra lungo il percorso. La principale novità dal punto di vista del gameplay è la comparsa di “strumenti” in alcuni mondi, che servono a risolvere enigmi specifici puntando la fotocamera su un obiettivo. Ad esempio, nella foresta usiamo un martello per riparare gli edifici, mentre in una zona agricola abbiamo a disposizione delle forbici da potatura.

Come nel primo capitolo, ogni luogo ha un’identità unica, come una foresta in stile fantasy medievale o una città ricca di canali in stile veneziano, ed è popolato da simpatici abitanti. La capacità dello studio di creare personaggi riconoscibili con una semplice richiesta e un paio di battute di dialogo rimane esemplare; l’economia delle risorse è il pilastro centrale dello stile di progettazione dello studio. È un grande merito riuscire a ottenere un impatto così forte con così poco.

Non ci sono limiti di tempo né fretta di spostarsi da un luogo all’altro; uno dei primi NPC del gioco ci avverte che rimarremo sorpresi da «quante cose passano inosservate se non ci si concede una pausa» e nostra nonna sa bene che non ci manda a scattare una foto del TOEM, ma a «creare nuovi ricordi». Something We Made mantiene il messaggio dell’originale, un invito a vivere la vita con un ritmo diverso e ad assaporare i piccoli momenti che incontriamo lungo il cammino. In questo sequel non ci sono quasi sorprese, ma ovunque guardiamo, troveremo qualcosa che ci farà sorridere. A volte, è tutto ciò che serve.

Redazione GamingParkRedazione GamingPark
Redazione GamingParkhttp://www.gamingpark.it
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