È probabile che non abbiate mai sentito parlare di Neiry, un’azienda russa di neurotecnologie. Da settimane gli esperti del settore si esprimono contro le azioni e le decisioni del miliardario, ritenendo che la sua visione dell’immortalità stia offuscando il valore della ricerca con potenziale. Ora Neiry li ha messi alle strette, poiché sta sviluppando un sistema chiamato PJN-1 che trasforma i piccioni in “biodrones” controllati a distanza da impianti cerebrali invasivi collegati a uno zaino elettronico alimentato a energia solare. Sì, avete letto bene. La procedura, secondo i suoi sviluppatori, prevede l’inserimento di elettrodi in aree specifiche del cervello dell’uccello. Così facendo, interferiscono con i circuiti che controllano l’orientamento e il movimento, per cui possono indurre virate, decolli e traiettorie come se fossero decisioni volontarie. Inoltre, ogni piccione modificato porterà con sé uno zaino compatto con GPS per facilitare le comunicazioni wireless e l’elettronica di controllo. In questo modo, formeranno un sistema ad anello chiuso che regolerà continuamente la stimolazione in base alla posizione registrata in tempo reale. Dopo aver impiantato il chip cerebrale, gli operatori possono dirigere singoli uccelli o interi stormi a seguire rotte specifiche. Durante tutto il processo, il piccione continuerà a credere di volare di sua spontanea volontà, un aspetto che ha suscitato le proteste dei gruppi animalisti. Neyri, da parte sua, ha deviato il dibattito sulle possibilità della sua invenzione: ogni piccione sarà in grado di percorrere fino a 500 chilometri al giorno e 2.900 chilometri in una settimana (a condizione che le condizioni siano favorevoli e che la carica solare mantenga il sistema operativo).Per l’azienda, l’uso dei piccioni è logico e giustificabile, poiché sostiene che sono abbondanti nelle città russe e passano inosservati. Di conseguenza, sostengono che saranno in grado di portare telecamere o sensori vicino a installazioni sensibili senza destare sospetti. Sorprendentemente, sembra che le teorie di spionaggio legate agli uccelli non fossero poi così fuorvianti, dato che il loro piano di espansione li porta a considerare altre opzioni come i corvi (per il trasporto di carichi pesanti), i gabbiani (per la sorveglianza delle coste) e gli albatros (per pattugliare ampie aree oceaniche).Un dibattito etico senza una risposta chiaraNeiry, in relazione alla sicurezza dei piccioni, sostiene che il rischio di incidente non supera quello di un normale uccello che muore in volo, in quanto il solo impianto “orienta” decisioni, mantenendo intatte le capacità di volo. Tuttavia, poiché si tratta di interventi chirurgici invasivi e non esiste un piano pubblico, ad esempio, sui tassi di mortalità o sulle complicazioni del progetto, sono state sollevate molte critiche etiche. Con la sua idea, Neiry cerca di ribaltare l’uso dei piccioni. Più di 2.300 anni fa, diversi documenti provenienti dall’Egitto indicano che questi uccelli venivano utilizzati per portare messaggi, una pratica che molti appassionati continuano a sfruttare ancora oggi. Ora, con l’avvento dei chip cerebrali, l’azienda russa intende modificare neurologicamente gli uccelli con l’intento di utilizzare le loro prestazioni per una varietà di scopi. Immagine principale da 3DJuegos In 3DGames | Due clan di hacker russi in lotta dal 2013 hanno messo fine alla loro faida nel modo più inaspettato possibile In 3DGames | La Russia voleva stupire il mondo con il suo primo robot umanoide. Pochi minuti dopo, il robot baciava il suolo

