È inevitabile ricordare Mary Shelley per Frankenstein, ma sarebbe un errore fermarsi a quel solo capolavoro, soprattutto considerando che lo scrisse a soli 20 anni. Otto anni dopo il suo romanzo più celebre,Mary Shelley ci ha regalato un’opera ancora più intima e potente, che si preannuncia di due secoli rispetto a quello che più tardi è diventato The Last of Us, il videogioco di sopravvivenza più amato dal pubblico italiano.

Nel 1826 arrivò in libreria The Last Man, un romanzo che proiettava i lettori dell’epoca fino alla fine del XXI secolo, quando una guerra colossale fu seguita da una pandemia ancor più devastante, lasciando l’umanità sull’orlo dell’estinzione. È probabile che Shelley non conoscesse il cordyceps, ma gran parte di ciò che viviamo con Joel ed Ellie era già presente nella narrativa post‑apocalittica.
Come un dramma politico,The Last Man descrive le nazioni dell’epoca impegnate in una guerra incessante, interrotta solo dall’arrivo di qualcosa di peggiore, introdotto con un “tienimi il bicchiere”. Nei pressi di Costantinopoli inizia a diffondersi una malattia che salta dai campi di battaglia alle istituzioni e, da lì, si propaga di paese in paese finché non annienta tutto.
Proprio come in The Last of Us, la pandemia diventa, in un certo senso, un ulteriore ostacolo, a cui si aggiungono l’avidità umana, l’incapacità delle istituzioni di gestire il deterioramento e il crollo delle società, mentre le città si svuotano sempre di più. Alla fine, come in una trama simile, al protagonista non resta che imbarcarsi su una nave e partire alla ricerca di altri sopravvissuti, temendo di diventare l’ultimo uomo sulla Terra.
Il romanzo, disponibile gratuitamente grazie a iniziative come Project Gutenberg, è particolarmente rivelatore per il modo in cui Shelley riflette sulla storia dopo la perdita del marito e del figlio. È quasi come se l’idea di essere l’ultima persona sulla Terra, di provare quella solitudine, non fosse nata dal nulla.
Ciò che sorprende davvero è come, 200 anni fa, anche se Shelley non ha scritto The Last of Us, abbia tracciato la strada affinché la storia del gioco potesse esistere, confermando il legame tra letteratura classica, horror gotico e videogiochi di sopravvivenza.
