Dungeons & Dragons: Dan Ayoub parla dei momenti bui e della perdita dell’essenziale
I fan di Dungeons & Dragons non hanno dimenticato la più clamorosa delle controversie che hanno scosso il mondo dei TTRPG. Il tentativo di modificare la Open Gaming License(OGL) ha scatenato un boicottaggio massiccio nel 2023, incrinando la fiducia nel marchio e cambiando radicalmente la percezione della gestione di Wizards of the Coast.

Sebbene le misure contestate non siano mai state attuate, la sola proposta ha avuto ripercussioni tali da colpire anche le divisioni di Magic: The Gathering. Come ha ammesso il capo del gioco di ruolo, si è trattato di un “errore assolutamente madornale”.
Lo ha confermato Dan Ayoub in un’intervista concessa a Wargamer, raccontando il suo primo anno alla guida di Dungeons & Dragons e i piani di Wizards of the Coast per espandere ulteriormente l’esperienza TTRPG.
Discutere del futuro, però, implica anche fare il punto sul presente: gran parte della conversazione è stata dedicata alla fiducia della community, gravemente scossa dalla questione OGL. Ayoub non giustifica la decisione presa prima della sua nomina, ma la definisce chiaramente la prova che il team ha “perso di vista ciò che era importante” e ha “ignorato chi fosse il nostro pubblico”.
Un rapido ripasso della polemica OGL del 2023
Nel 2023 una fuga di notizie ha rivelato che Wizards of the Coast stava progettando una revisione sostanziale della Open Gaming License.
L’OGL è la clausola legale che permette a editori indipendenti di creare e pubblicare moduli, “one‑shot” e campagne usando le regole base di D&D. Per decenni fan e piccole case editrici hanno arricchito l’universo di WotC, offrendo avventure e ambientazioni che hanno alimentato la crescita del gioco.
La simbiosi è stata interrotta quando è emerso che Wizards intendeva introdurre nuove restrizioni: le grandi aziende e i progetti Kickstarter che utilizzavano materiale D&D avrebbero dovuto pagare royalties sui ricavi, con aliquote comprese tra il 20 % e il 25 % per chi superava i 750 000 USD di fatturato.
La community ha reagito con un rifiuto unanime e ha lanciato una campagna di boicottaggio. Hasbro, proprietaria di Wizards, ha poi fatto marcia indietro, ma l’immagine del brand non si è più ripresa completamente.
Ayoub al timone in un momento critico
Dan Ayoub ha assunto la direzione di Wizards of the Coast proprio quando la fiducia dei fan era al minimo storico. Non si limita a riconoscere che le critiche erano legittime; riflette anche su come la controversia OGL possa diventare una lezione per il futuro di D&D.
“D&D riguarda i fan, è per loro ed è fatto da loro. Questo è il primo punto fondamentale che non dobbiamo mai perdere. Credo che, nel corso degli anni, abbiamo perso di vista ciò che era importante. Abbiamo perso di vista chi fosse il nostro pubblico”, ha dichiarato Ayoub a Wargamer.
“È stata come una truffa, vero? Molte persone e aziende si sono costruite attorno a questo.
Ci si fidava del brand e la gente, giustamente, ha sentito che le era stata tolta la terra sotto i piedi”, ha continuato.
“In alcuni casi, ha causato un danno che stiamo ancora cercando di riparare oggi”.
Ayoub conclude sottolineando che “la fiducia si costruisce in molto tempo e ci vuole solo un secondo per romperla”. “Siamo consapevoli che ci vorrà tempo per ricostruire la credibilità, ma speriamo che la community ci conceda il beneficio del dubbio mentre dimostriamo le lezioni apprese. C’è una nuova direzione, una nuova voce, spirito ed energia dietro D&D”.
Il futuro di D&D: più voci, più collaborazioni
Nel corso dell’intervista Ayoub ha assicurato che gli insegnamenti tratti dalla vicenda OGL saranno alla base delle prossime iniziative. Alla Gen Con 2026 sono state annunciate diverse novità pensate per riaccendere l’entusiasmo dei giocatori: il ritorno di personaggi iconici con la linea D&D Icons, collaborazioni con brand come World of Warcraft, nuove avventure e il tanto atteso ritorno dello scenario leggendario Dark Sun.
Tutto è stato progettato tenendo presente che D&D non nasce da una sola voce, ma dalla collaborazione di molteplici creatori.
“Non voglio che siamo l’unica voce per D&D. Parte della sfida per il brand (siamo onesti) è che finora la voce di D&D proveniva da un unico luogo, ma non è così che D&D cresce”, ha ribadito Ayoub.
