Harvey Smith e Ben Horne hanno fondato Black Pony Immersive, studio indie che sviluppa un nuovo gioco finanziato da un editore ancora da annunciare.
Da più di un anno lo studio sta sviluppando un nuovo videogioco, finanziato da un editore che deve ancora essere annunciato.

Harvey Smith e Ben Horne sono i co‑fondatori di Black Pony Immersive.
Smith, celebre per aver ricoperto la carica di direttore creativo nella saga Dishonored e di lead designer in Deus Ex, ha diretto Arkane Austin fino alla sua chiusura, avvenuta nel 2024 per decisione di Microsoft, pochi mesi dopo il deludente risultato commerciale di Redfall.
Come riportato da GamesIndustry.biz, Black Pony Immersive è nata più di un anno fa e conta attualmente 26 collaboratori. Pur non rivelando ulteriori informazioni, il team sta sviluppando un nuovo titolo supportato da un editore che deve ancora essere annunciato.
Ben Horne, co‑fondatore, ha ricoperto il ruolo di produttore nella serie NBA 2K e, in seguito, è entrato in Arkane, dove ha diretto la produzione di Redfall. Prima di lanciare Black Pony Immersive, ha prodotto Marvel Deadpool VR per lo studio ormai defunto Twisted Pixel, chiuso a gennaio di quest’anno insieme ad altre due realtà interne di Meta.
Smith ha dichiarato: “Abbiamo avviato lo studio nel periodo più difficile della storia”. Horne ha spiegato che, per assicurarsi i finanziamenti, hanno dovuto declinare numerose proposte in un “contesto terribile”, tra cui progetti legati a blockchain e NFT.
Dalla chiusura di Arkane Austin hanno tratto numerose lezioni, tra cui la necessità di limitare le interferenze dei dirigenti e di concentrarsi su ciò che li appassiona davvero. Smith sottolinea l’importanza di mantenere il gruppo unito, affermando: “Chi chiude gli studi non comprende ancora ciò che ha perso”.
Non tutti i membri del team provengono da Arkane Austin; alcuni hanno radici nella scena indie, tra cui il direttore artistico, di cui parleremo in un prossimo articolo.
Sul nuovo titolo, hanno precisato: “Avevamo già il pitch prima di costituire la società”. Il genere non è un mistero: il termine “immersive” nel nome dello studio richiama direttamente le immersive‑sim.
