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Ad Astra, il regista James Gray si dissocia dal flop con Brad Pitt

Brad Pitt non basta a salvare questo flop di fantascienza: la confessione del regista di Ad Astra

Solo poche settimane fa vi parlavamo di quella straordinaria ondata di film spaziali che ha attraversato la metà dello scorso decennio, con Gravity(2013),Interstellar(2014) e The Martian(2015) che hanno non solo incassato milioni, ma hanno anche ridefinito gli standard visivi e narrativi della fantascienza moderna. Fu un periodo d’oro per il genere, ma Ad Astra— nonostante avesse Brad Pitt come protagonista — non è riuscito a prolungare quella magia. Anzi, il regista James Gray ha ora preso le distanze dal film, come se non fosse mai esistito.

Le sue dichiarazioni, però, non ci sorprendono affatto. Il regista di Z la città perduta e La notte è nostra ha vissuto un vero e proprio calvario durante la lavorazione di questa ambiziosa produzione spaziale. Voci di tensioni creative tra regista, produzione e star si sono susseguite, accompagnate da reshoots prolungati con un altro regista dietro la macchina da presa. Tutto questo ha trasformato Ad Astra in un esempio lampante di come una superproduzione possa crollare all’ultimo momento per mancanza di coesione.

«Non vedo produttivo che ti cambino tutto il film e poi, comunque, la colpa te la prendi tu», ha dichiarato Gray in un’intervista a Brut, raccolta da World of Reel. Il regista ha spiegato come il progetto gli sia sfuggito di mano durante una vera e propria tempesta corporativa.

In particolare, ha ricordato che mentre Paper Tiger, il suo nuovo progetto, gli ha permesso di avere il pieno controllo, con Ad Astra è successo l’esatto opposto: l’acquisizione della 20th Century Fox da parte di Disney, le discussioni interminabili e un budget di 80 milioni di dollari hanno aperto la porta a troppe ingerenze.

«Per questo preferisco lavorare a questa scala, perché non credo sia produttivo che la gente stravolga il tuo film dall’inizio alla fine e poi, comunque, la colpa te la prendi tu», ha continuato Gray. E cosa sarebbe stato diverso se avesse mantenuto il controllo?

«Prima di tutto, sarebbe 12 minuti più corto. Sono l’unico regista che realizza un director’s cut più breve del montaggio originale», ha risposto, ammettendo che ci sono comunque aspetti del film di cui va fiero.

Al momento non ci sono piani per una riedizione, ma chissà, forse un giorno Disney deciderà di sfruttare il successo del regista o della star, Brad Pitt. Secondo le voci, però, proprio la presenza di quest’ultimo sarebbe stata una delle cause del suo allontanamento durante la post-produzione.

Con un budget di 80 milioni di dollari,Ad Astra ha incassato appena 131 milioni in tutto il mondo, una cifra insufficiente per definirlo un successo. La trama ci porta a seguire Roy McBride in una missione disperata attraverso il sistema solare per scoprire cosa sia successo a suo padre — interpretato da Tommy Lee Jones — e a quella spedizione perduta che, trent’anni dopo, minaccia la stabilità dell’universo.

Non ha convinto il grande pubblico, forse per il suo tono introspettivo e il ritmo contemplativo, ma se hai un paio d’ore libere — e non ti addormenti facilmente — resta una proposta profonda, malinconica e visivamente impeccabile che puoi gustarti comodamente da casa su Disney+.

Redazione GamingParkRedazione GamingPark
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