PokéQuark: Il viaggio di Mewtwo nella solitudine (con Mitsuhiro Arita)

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Né uomo né Pokémon. Mewtwo non riesce a identificarsi in alcuna specie e in nessun luogo. Il Pokémon Genetico è infatti un viaggiatore solitario, un viandante senza patria alla ricerca di un posto nel mondo che, fin dai primi istanti di vita, ha capito essere corrotto e malvagio. In questo speciale episodio di PokéQuark andiamo oltre i dati noti e le statistiche superflue, poniamo invece lo sguardo su una delle caratterizzazioni più umane e profonde del mondo Pokémon.

Risveglio

“Queste voci… vengono da fuori. Dove io dovrei stare”.

Ognuno di noi affronta almeno un “risveglio” nella propria vita. Un giorno qualunque, qualcosa si muove nella nostra psiche e così maturiamo, ci evolviamo. Rabbia, tristezza, solitudine, gioia, volontà e orgoglio. Possono essere diversi i motivi che improvvisamente generano in noi una scossa. Sebbene possa sembrare del tutto casuale, il seme dell’evoluzione è sempre in costante movimento. Tuttavia, distratti dalla routine, ci rendiamo conto di essere migliorati solo al traboccare del vaso, allo scoccare del nuovo livello, al momento dell’evoluzione. Il primo risveglio di Mewtwo avviene nel laboratorio della Villa Pokémon situata sull’Isola Cannella (Kanto) e, sfortunatamente, a innescarlo è il feroce sentimento di collera.

Collera

“È questo il mio futuro, essere solo un esperimento? Una cavia da laboratorio? Questo non può essere il mio destino”.

Fanart di Ichigo Kurosaki

Padrone del proprio destino. Mewtwo raggiunge la consapevolezza di essere circondato da scienziati opportunisti e schiavisti, personalità inferiori al suo potenziale che tentano di persuaderlo ad accettare un futuro imposto con la forza. Il crudele impatto con la realtà è tale da portarlo a reagire con altrettanta violenza e collera, l’unico sentimento conosciuto fino a quel momento della sua vita. La Villa Pokémon viene ridotta in macerie, gli scienziati presenti perdono la vita e il Pokémon Genetico conquista la libertà, pronto ad affrontare la solitudine.

Solitudine

“Io non sono nato Pokémon, sono stato creato. I miei creatori mi hanno usato e tradito. Perciò ora andrò avanti da solo”.

Fanart di lord-phillock

Il percorso introspettivo di Mewtwo giunge a una fase delicata. La solitudine è una condizione che ci illudiamo di poter accettare e gestire, orgoglio e arroganza non ci permettono di vedere invece che si tratta di un veleno che lentamente ci annienta. Non possiamo e non dobbiamo credere di poter crescere e maturare senza relazionarci con personalità, pensieri e menti differenti dalla nostra. Mewtwo, tuttavia, ha perso la fiducia nel genere umano e nei Pokémon che, a suo dire, si sottomettono. Il viandante crea quindi esseri geneticamente modificati simili a lui per potersi finalmente sentire parte di una famiglia. Sarà l’arrivo di un giovane Allenatore ad aprirgli finalmente gli occhi tramite il rapporto sincero con il suo compagno di viaggio Pikachu. Mewtwo scoprirà dunque un nuovo risveglio sotto la scintilla del riscatto.

Riscatto

“Il modo in cui si viene al mondo è irrilevante, è quello che fai del dono della vita che stabilisce chi sei”.

Fanart di elyoncat

Non importa il luogo da cui provieni, non importa se sei Pokémon o essere umano, non importa il colore della pelle né la religione, non importa il tuo orientamento sessuale né politico, non importa ciò che gli altri vogliono che tu sia. Ciò che conta è come ti relazioni con il prossimo, le strade che intraprendi, l’individuo che decidi di essere. Perché, dopotutto, è quello che fai del dono della vita che stabilisce chi sei. Mewtwo pronuncia la citazione più celebre e significativa dell’animazione Pokémon e realizza, dunque, che in fondo quello che ha sempre cercato è la libertà di poter scegliere chi essere in un mondo di luci e ombre.

In occasione di questa speciale rubrica, abbiamo il piacere e l’onore di presentarvi il contributo di un ospite davvero eccezionale: Mitsuhiro Arita, storico illustratore del Gioco di Carte Collezionabili Pokémon oltre che di altri brand del calibro di Final Fantasy, Monster Hunter e Berserk. Il maestro Arita ha concesso infatti a Pokémon Millennium una breve ed esclusiva intervista per coronare questo approfondimento su Mewtwo.

1 – Mewtwo è notoriamente il tuo Pokémon preferito, per quale motivo?

Arita: “Perché è cool, me ne sono innamorato fin dal primo film”.

2 – MegaMewtwo X o MegaMewtwo Y?

Arita: “Nessuno dei due”.

3 – I fan si sono innamorati della tua meravigliosa illustrazione di Mewtwo nel laboratorio dall’espansione Shining Legends (Leggende Iridescenti), puoi raccontarci com’è nata?

Arita: “Mi è stata assegnata per celebrare il ventesimo anniversario del primo film Pokémon: Mewtwo colpisce ancora (o Mewtwo contro Mew)”.4 – Mewtwo affronta la solitudine ed è alla ricerca di un posto nel mondo, tematiche molto umane e contemporanee. Qual è la tua opinione a riguardo?

Arita: “Ritengo sia un peccato, ne sono davvero molto dispiaciuto”.

5 – Un saluto per i tuoi fan italiani e Pokémon Millennium?

Arita: “Grazie a tutti per i vent’anni d’affetto. Proseguiremo a produrre contenuti con grande entusiasmo, perciò continuate a seguirci!”.

Traduzione a cura del nostro Simone Pezzulla.

E noi, naturalmente, non possiamo che essere pienamente d’accordo con quest’ultima risposta del maestro Arita.

La rubrica termina qui. Diversa, sperimentale, personale. Ho deciso di non pubblicare nulla di scontato per dare rilievo a un personaggio fondamentale del mondo Pokémon, analizzandolo solo per ciò che lo contraddistingue da ogni altro mostriciattolo tascabile: la presenza di umanità, in tutti i suoi pregi e i suoi difetti.

L'articolo PokéQuark: Il viaggio di Mewtwo nella solitudine (con Mitsuhiro Arita) proviene da Pokémon Millennium.

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