Che i giapponesi siano appassionati della cultura ispanica in generale non è certo un segreto. In diverse opere manga-anime e in non pochi videogiochi hanno messo come protagonisti personaggi originari della Spagna o di altri luoghi che attingono alla cultura latina (Vega in Street Fighter 2, gli antagonisti dell’arco del Hueco Mundo in Bleach…), e c’era già il sospetto che anche la protagonista della saga Bayonetta di Hideki Kamiya e Platinum Games avesse una certa origine ispanica. Un utente di X ha pubblicato un curioso confronto tra mappe: quella del primo gioco della saga con una della penisola iberica, sostenendo che l’area che vediamo sullo schermo tra i livelli del gioco è chiaramente ispirata a quella che sarebbe la Galizia.Bayonetta, la strega galiziana?Nel thread di X pubblicato da @LuzbelMCDXI si può leggere quanto segue:Bayonetta è originaria del nord della Spagna, in Galizia. Vigrid si trova in un territorio fittizio adiacente alla Galizia, e la stazione di Vigrid è situata a nord di Lugo. In questa parte, è probabile che le streghe e i saggi abbiano una cultura mista spagnola e francese.Se effettivamente confrontiamo l’area del gioco con una mappa della Galizia, è difficile non notare le analogie tra le linee costiere della comunità nord-occidentale del territorio spagnolo. Sembra che abbiano ispirato la creazione di Vigrid, nonostante il nome provenga dalla cultura nordica o celtica, cultura ugualmente molto radicata in tutto il nord della penisola.
Altre caratteristiche che denotano l’origine “quasi” spagnola della zona in cui si svolge il primo gioco è il nome del mare che circonda questa massa di terra: Celtíbero, e altri dettagli possono essere visti anche nei principali punti di interesse della stessa e che Bayonetta percorre durante il gioco. Vigrid, la Città Santa, sarebbe La Coruña, capitale che, come nella mappa che si vede nel gioco, ha anche un osservatorio e un colosseo. Per di più, nella zona della mappa in cui si può vedere il Santuario di Luma e il Sole – luogo legato alla tradizione del gioco e dove le Streghe di Umbra tenevano le loro riunioni – si trova quella che sarebbe Pontevedra, che contiene un buon numero di leggende legate alle “meigas” (streghe in galiziano). E un po’ più a sud-ovest si troverebbero Vigo e il suo porto (che compaiono anche all’inizio dell’atto finale del gioco).
Nel gioco, l’intera zona è descritta come Vigrid e, sebbene Bayonetta sia nata in quella zona, ha trascorso la sua infanzia principalmente nella zona del Santuario di Luma e del Sole. Vigrid si troverebbe a La Coruña e, sovrapponendo la mappa del gioco a questa, le località di Pontevedra e Vigo coincidono abbastanza con altri luoghi importanti del gioco, essendo il Santuario di Luma e il Sole la località “natal” di Cereza.
– Immagine: Google Earth Naturalmente, nulla di tutto ciò è stato confermato ufficialmente da Platinum Games, che in ogni caso si è ispirata a città e territori europei in stile barocco e rinascimentale per creare molti degli scenari del gioco, ma è difficile non notare le analogie tra le due mappe, il nome della protagonista e il fatto che la Galizia sia una terra ricca di leggende legate agli aquelarres. Il fascino del Giappone per la cultura ispanica In ogni caso, Bayonetta non sarebbe un fenomeno isolato. La cultura popolare giapponese ha mostrato in molte occasioni un’evidente attrazione per l’ispanico e il latino. Già all’inizio abbiamo menzionato Vega in Street Fighter II – archetipo del lottatore spagnolo stilizzato e teatrale – o l’uso sistematico dello spagnolo nell’arco narrativo di Hueco Mundo di Bleach, con nomi, attacchi e terminologia in castigliano che rafforzano la costruzione di un’alterità “latina”, anche se, ad essere onesti, l’ispirazione qui è chiaramente messicana, con esempi come Chad, il gentile gigante amico di Ichigo. A ciò si aggiunge la presenza di personaggi di origine ispanica in altri franchise, come Miguel Caballero Rojo in Tekken 6, la cui estetica ricorre ancora una volta a stereotipi associati alla Spagna, come la tauromachia. Il caso di Resident Evil 4 è uno dei più evidenti: l’ambientazione del gioco è inequivocabilmente situata in una zona rurale della Spagna, reinterpretata per enfatizzare l’immaginario cattolico, l’architettura tradizionale e un clima di fanatismo religioso che funge da base per il terrore. Nel campo dei manga e degli anime, l’arco narrativo di Dressrosa in One Piece ricorre ancora una volta a riferimenti chiaramente spagnoli, dal nome stesso di Donquixote Doflamingo alla presenza di un colosseo di ispirazione taurina, anche se tutto questo passa attraverso il consueto filtro caricaturale dell’opera di Eiichirō Oda.
Aggiungere la possibilità – non ufficiale, ma suggestiva – che Bayonetta possa essere interpretata come una “strega galiziana” non fa che rafforzare questa lunga tradizione di appropriazioni culturali, reinterpretazioni e omaggi velati che la cultura popolare giapponese ha realizzato sull’hispanico. Un dettaglio simpatico, quasi un gioco di specchi, che invita a chiedersi quale sarà la prossima grande saga giapponese che tornerà a guardare a “noi” per dare forma al suo prossimo personaggio, scenario o mito.In 3DJuegos | “Mi novia me gritaba casi llorando”. Non è il miglior film di Alien, ma ha anche provocato svenimenti In 3DJuegos | Siamo di fronte a uno dei migliori Steam Next Fest della storia. Un premio Nobel ha già dimostrato perché sempre più spesso non ti importa nulla