mercoledì, Gennaio 14, 2026
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La Germania era determinata a distruggere Gibilterra e per farlo costruì un cannone grande come un palazzo

Che la Seconda guerra mondiale sia stata un’epoca in cui l’ingegneria bellica è stata portata agli estremi più insensati non è certo una sorpresa per nessuno oggi. I carri armati volanti dell’Unione Sovietica ne sono un buon esempio, ma purtroppo, date le connotazioni di queste armi, non è l’unico. La storia dello Schwerer Gustav è sulla stessa linea. A metà degli anni Trenta, quando l’alto comando tedesco prevedeva che la guerra fosse all’orizzonte, il Terzo Reich si rivolse a una ricca famiglia tedesca, i Krupp, per trovare una soluzione che permettesse loro di sfondare la Linea Maginot in Francia. La sfida era enorme, perché si trattava di sfondare un muro di fortificazioni fatto di 7 metri di cemento armato e 1 metro di acciaio, ma i Krupp non avevano intenzione di deludere il loro capo. Un cannone grande come un edificio La macchina bellica tedesca ebbe un’idea tanto assurda quanto sorprendente. Se i cannoni navali di una nave da guerra potevano operare con un calibro di 460 mm, per penetrare il muro francese che i Galli avevano costruito ai confini della Germania dopo la Prima Guerra Mondiale ne sarebbe servito quasi il doppio. Ma come si fa a lanciare un proiettile di 800 mm? Con un cannone alla sua altezza. Con un peso di 1.350 tonnellate, l’altezza di un edificio e un cannone di 32,5 metri, Krupp presentò lo Schwerer Gustav, il Gustav pesante, alle truppe tedesche alla fine del 1941. Il fatto che il magnate della compagnia d’armi abbia dato al cannone il suo stesso nome dà già un’idea di quanto l’ego e l’ombelico di queste persone fossero degni di essere studiati. In effetti, mantenne la promessa. Il Gustav era un’impresa ingegneristica così imponente che sarebbe stato in grado di sparare proiettili perforanti del peso di oltre 7 tonnellate da quasi 40 chilometri di distanza e, naturalmente, di penetrare pareti di cemento fino a 7 metri. Di fronte a proiettili esplosivi, la sua capacità distruttiva avrebbe raggiunto obiettivi fino a quasi 50 chilometri di distanza, creando enormi crateri profondi 10 metri e larghi altri 10 metri. Alla fine del 1941 il cannone era stato costruito, ma a quel punto la Francia era già caduta e la Germania pensò che fosse un peccato non portarlo a spasso. Fu allora che decisero di puntarlo in un’altra direzione. Verso un massiccio roccioso pieno di gallerie e batterie costiere dominato dalla marina britannica che, se conquistato, avrebbe dato loro il controllo totale dell’ingresso al Mediterraneo: la Rocca di Gibilterra. La Germania contro Gibilterra Il piano tedesco divenne noto come Operazione Felix, ma per realizzarlo la fanteria tedesca doveva attraversare la Spagna e posizionarsi vicino a Tarifa o Algeciras per bombardare la rocca da una distanza di sicurezza. Non fu facile in entrambi i casi, perché per spostarsi da un luogo all’altro il Gustav aveva bisogno di due binari ferroviari, date le sue dimensioni, e richiedeva 500 uomini per manovrarlo e altre 5.000 truppe per difenderlo, montarlo e smontarlo. Quando Hitler si incontrò con Franco per chiedere l’ingresso della Spagna nella Seconda Guerra Mondiale, o almeno per avere mano libera per le sue truppe di raggiungere Gibilterra attraverso la penisola, il dittatore spagnolo avanzò così tante richieste sotto forma di rifornimenti e territorio che i tedeschi se ne andarono infuriati. Da quell’incontro, Hitler disse notoriamente a Mussolini: “prefiero que me saquen las muelas a volver a entrevistarme con Franco”. Con il fallimento dell’Operazione Felix, la Germania rivolse il cannone Gustav verso il fronte orientale. Nel 1942, l’assedio di Sebastopoli fu l’unica vera azione di combattimento che il monumentale cannone sperimentò. Si dice che durante quella battaglia abbia sparato 48 proiettili al ritmo di un colpo ogni 45 minuti. Di ogni cinque colpi sparati, solo uno colpiva il bersaglio. Tuttavia, quando lo faceva, il colpo era devastante. Si dice che una singola granata abbia perforato 30 metri di terra e roccia e che l’esplosione sia stata così forte da sembrare un terremoto la cui onda anomala abbia affondato diverse navi. Tuttavia, mentre gli Alleati avanzavano, i tedeschi decisero che quella mostruosità era un bene abbastanza prezioso per cadere nelle mani di qualcun altro, così il 14 aprile 1945 gli ingegneri la fecero saltare in aria per impedirne la cattura. In 3DGames | Questa scena di Star Wars è basata su una guerra vera: fu il più imponente bombardamento della nostra storia militare In 3DGames | Come la tecnologia dei sottomarini della Seconda guerra mondiale è diventata la chiave per capire la formazione dei continenti

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