Assassin’s Creed Unity – Recensione

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Assassin’s Creed Unity è uno dei prodotti più aspettati di questi ultimi mesi. Ora che l’arrivo è imminente, vi invitiamo a scoprirlo insieme a noi.

Napoleone Bonaparte diceva che la rivoluzione francese è stata un prodotto della vanità, e che la libertà era solo un pretesto per agire, una pantomima da giornalino che giocava con la delicata situazione dell’epoca per aumentare un qualche ego.

Assassin's Creed Unity Recensione Art

Molti considerano la presa della Bastiglia come il fatto simbolico che rappresenta la caduta di un regime despotico e autocompiacente che aveva sostenuto tutta l’Europa (ed influenzato tutto il mondo) per secoli, ma altri sostengono che sono state le oligarchie finanziarie a dare man forte alla Rivoluzione e si sono presi cura della permanenza romantica nella storia, che tutto, alla fine, non è stato altro che un affare, come la crisi virtuale che ci tiene in una morsa attualmente.

Appare simbolico che Assassin’s Creed Unity sia incentrato proprio sulla rivoluzione francese, perché Ubisoft, che è un’azienda francese, vuole che il gioco rappresenti il culmine di una formula che è stata perfezionata col passare degli anni e che ora ha deciso di riprendere le redini della propria identità e del proprio futuro. Forse la compagnia ha anche peccato un po’ di vanità e arroganza con Assassin’s Creed, una serie che si è fidata fermamente di una base inamovibile per continuare a piacere al suo pubblico e che conta ben 8 capitoli principali e più di 5 spin off vendendo numeri da capogiro. Assassin’s Creed Unity non è come la rivoluzione che ricrea, ma cambia un po’ l’ordine a cui ormai eravamo abituati per darci qualcosa di più genuino e riportarci all’origine delle cose.

Assassin's Creed Unity Recensione
La riproduzione di Parigi è la più fedele mai vista nella serie, e il sistema d’illuminazione è eccezionale.

Assassin’s Creed Unity è pur sempre un Assassin’s Creed, e continua a portarsi dietro tutte quelle cose, buone e non, che ormai sono un segno distintivo della serie ormai da 7 anni. Ma, forse per il cambiamento generazionale, dà la sensazione che Ubisoft abbia voluto indirizzare la saga verso la maturità, anche se timida e precoce, ma con cambiamenti piccoli qua e là che finiscono per incidere in modo sostanziale sull’insieme. Assassin’s Creed Unity ripropone le cose da zero, ma senza dimenticare i predecessori. Tanto per cominciare, esiste un sistema di abilità secondo il quale sblocchiamo nuove azioni – che erano predeterminate nelle saghe anteriori – come lanciare sacchetti di denari a terra per confondere i nostri inseguitori o effettuare un doppio assassinio dall’aria. Questo implica che il senso di vulnerabilità sarà presente fin dall’inizio, e quelli che saranno abituati a danzare nelle strade lasciandosi dietro fiumi di sangue dovranno ripianificare la propria strategia.

Il combattimento è più lento, più fisico e pesante, ed è più complicato fermare gli assalti dei nemici, quindi evitare problemi e scappare di corsa è un’opzione molto più necessaria. Il sistema di progressione è particolarmente interessante perché anche se possiamo personalizzare Arno fin dal principio, le opzioni dell’inventario si sbloccano man mano che avanza la storia, quindi è importante (o necessario) realizzare attività secondarie e missioni cooperative per guadagnare soldi e punti con cui aggiornare il nostro inventario e le nostre abilità. Assassin’s Creed Unity non ha un albero delle abilità in quanto tale, ma ha diversi menu in cui imparare le abilità nell’ordine che preferiamo. Queste opzioni, assieme alle quattro specializzazioni disponibili (a distanza, pesante, corpo a corpo e salute) ed una quantità considerevole di abiti, che a loro volta possono potenziare le suddette abilità, ci permettono di creare la nostra versione di Arno centrandoci sulle cose che ci riescono meglio. C’è anche un nuovo tipo di potenziamenti per il modo cooperativo che passa dal condividere la vista d’aquila a guarire il gruppo, e che sono specialmente importanti poiché la prima adesso è limitata e non può essere usata in modo assiduo come negli scorsi capitoli.

Assassin's Creed unity Recensione
Arno Dorian pecca sempre di salti impossibili e di una gravità un pelino permissiva che gli permette di muoversi facilmente tra palazzo e palazzo. Ora è presente anche un nuovo sistema Stealth reo di alcuni dei momenti più frustranti nel gioco.

Ci troviamo davanti ad un gioco più esigente del terzo capitolo o anche del acclamato Black Flag, ma ciò non implica che non sia accessibile: è relativamente semplice raggiungere un livello accettabile in poco tempo, e a portarci al massimo livello ci penseranno le abbondanti (in modo quasi offensivo, bisogna dirlo) missioni ed attività secondarie che hanno, se possibile, un peso molto maggiore questa volta. Ce ne sono tante ed alcune sono molto interessanti. Nelle Storie di Parigi, ad esempio, realizziamo alcune missioni relazionate con il Marchese di Sade o con Denis Diderot che non nascondono, com’è giusto, il flirt con l’immaginazione per risultare più fantasiose. Assassin’s Creed Unity è anche un Assassin’s Creed più crudo e viscerale, più grafico con la violenza e più oscuro nel tono. È possibile che il contesto della rivoluzione francese aiuti a fare in modo che sia così, ma anche così dà la sensazione che certi guinzagli siano stati sciolti. Una di loro era nell’aria da tempo, il modo stealth. È inspiegabile che in una serie di giochi basati su assassini che, ricordiamo, si dedica ad uccidere gente senza essere visto, non sia stata implementata prima una modalità stealth, ma finalmente Assassin’s Creed Unity lo fa, anche a costo di qualche frustrazione coi controlli.

La riproduzione in scala della Parigi durante la rivoluzione francese offre uno scenario quattro volte superiore al territorio esplorabile di Black Flag e permette di giocare meglio anche con gli strati sociali, la città è divisa in sette distretti, ed ognuno di essi possiede delle caratteristiche peculiari, dal più trascurato dei barboni al ultimo figlio della culla più nobile. È una riproduzione con la maggior fedeltà possibile alla città dell’epoca che gioca con un sistema di illuminazione straordinario per regalare un aspetto visivo caldo ed accogliente. Un lavoro immenso che raccoglie ogni dettaglio al millimetro e che trasuda bellezza da ogni poro, ma che per ogni faccia sorpresa ci regala un biglietto di sola andata alla realtà per i tipici dettagli grafici che continuano a mancare. Ci sono oggetti e persone che compaiono all’improvviso davanti a noi, caricamento delle texture irregolari, quei glitch che ci fanno tanto ridere e alcune cadute di frame rate inacettabili quando si trova a processare molto informazioni che sono (a quanto ci dicono) persino più marcate su PlayStation 4. Anche in questi dettagli continua ad essere un Assassin’s Creed. Ma lasciando da parte preferenze personali o astio con le meccaniche, l’insieme è sempre al di sopra di tutto, e per questo motivo Assassin’s Creed Unity risulta così divertente e coinvolgente.

Gli scenari sono molto più elaborati ed offrono diverse rotte per giungere al nostro obiettivo. Unity ti dà gli strumenti, e dipende da te come li utilizzerai.

Ci sono meccaniche nuove, non tante, e forse nemmeno tanto nuove quanto sarebbe necessario, e in find ei conti non smette di essere un Assassin’s Creed come gli altri più grande e molto più carino. Ma la presentazione, lo sfondo, è cambiato. Assassin’s Creed Unity è un ritorno alle origini, o un’origine di per se. Una mano tesa al primo Assassin’s Creed e alle missioni aperte centrate sull’assassinio di un obiettivo, nella ricerca intrinseca di rotte e strategie in una sola città. Per molti quest’idea di ritornare a tenere i piedi in terra ferma è un passo indietro dopo le avventure che ci hanno dato i Kenway, ma il piano di Ubisoft era quello di ridare l’essenza a Assassin’s Creed  e disfare ciò che, per accumulo, si sono caricati nelle spalle. In Assassin’s Creed Unity il nostro ruolo di assassino è molto più credibile, e si capisce meglio ciò che Ubisfot voleva fare con la saga fin dall’inizio.

L’obiettivo, come già raccontato dal creative director Alex Amancio era ritornare a ciò che ha dato origine al franchise, ma anziché farlo con caratteristiche periferiche, come la nave di Black Flag, farlo col nucleo del gioco. Ora Arno è la nostra nave, ed è lo stesso personaggio a trarre beneficio dalle nostre azioni. È una storia sulla sua vita e sul suo viaggio verso la maestria contornata da qualche scorciatoia che, oltre che dipendere nuovamente dal eroe bianco, bello ed eterosessuale, ricorre anche a sentite perdite (quella di suo padre e patrigno, rispettivamente), per dare un senso ad una storia di vendetta personale che non è mai all’altezza del contesto.

Assassin’s Creed Unity  intrattiene ed offre ore e ore di contenuti secondari nel migliore e più vivo scenario della serie, ed i cambiamenti realizzati, come la discesa veloce dalle facciate o il combattimento più lento, sono notevoli perché nuovi, ma in nessun momento marcano la strada a seguire ne comportano un peso sufficiente. Forse il miglior complimento che si possa fare ad Assassin’s Creed Unity è che la riproduzione di Parigi nel secolo XVIII è impeccabile, ma è un complimento a doppio filo: quando ammiri come la luce dell’alba bagna con la sua lucentezza l’enorme facciata della cattedrale di Notre Dame sai di essere davanti a qualcosa di grande, ma anche che tutto il resto rimarrà inevitabilmente in secondo piano.

Unity sarà disponibile dal 13 novembre 2014 su PlayStation 4, Xbox One e PC.

Assassin's Creed Unity

59,99 €
8

Giocabilità

7.5/10

Grafica

9.0/10

Sonoro

8.0/10

Innovazione

7.5/10

Pro

  • L'ambientazione, tra le migliori della serie.
  • Lo stealth finalmente fa la sua comparsa, ed i combattimenti migliorano.
  • Il cooperativo è molto interessante ed ha missioni dedicate.
  • La personalizzazione è migliorata, non essendo più puramente estetica.

Contro

  • Trama intrascendente. La rivoluzione francese rimane in secondo piano.
  • Numerose dimenticanze tecniche che sporcano il risultato finale.
  • Errori classici della serie sempre presenti.
  • Tempi di caricamento infiniti.

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