Brawlout – Recensione

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Abbiamo provato per voi Brawlout, un party fight vecchia scuola che farà la gioia degli amanti del genere. Ecco le nostre impressioni!

Cos’è un “arcade”? Wikipedia definisce il termine “gioco arcade” come “videogioco da sala giochi”. Tecnicamente l’aggettivo sta a indicare una galleria commerciale, ritrovo tipico delle prime sale giochi, dove era possibile tuffarsi negli antecedenti dei complessi capolavori a cui siamo abituati nel 2017. Oggi il termine con riferimento all’ambito gaming descrive un genere in particolare, quello che appunto rappresentava la quasi totalità dei giochi, all’epoca in cui per goderseli bisognava chiudersi negli antri fumosi delle gallerie commerciali, o nel mio caso dei bar, e finire così una busta intera di gettoni. A distinguerli c’era un elemento in particolare, la quasi totale assenza del comparto narrativo. Basti pensare a mitici precursori come Pacman, Bomberman, Puzzle-Bobble e altri.  Dopotutto chi si trovava fuori casa e aveva poco tempo non voleva spenderne metà sentendosi raccontare la storia dei personaggi. Dunque ciò che contava era il gameplay, frenetico ed essenziale, oppure complesso e ragionato.

Brawlout

Cominciando per la prima volta un match su Brawlout quel che viene da pensare è “non ho mai compreso a fondo il significato del termine arcade come ora”.  Il gioco non è ancora uscito nella versione completa, più avanti gli sviluppatori della Angry Mob Games introdurranno qualcosa di simile ad una campagna, ma per adesso dalla schermata iniziale le uniche opzioni di gioco disponibili sono “match locale / offline / online”. Zero chiacchiere, scegli come, scegli il personaggio e se ti va scegli pure l’arena fra le cinque disponibili. Dopodiché picchia. Il gioco consiste in questo, è un picchiaduro strutturato su due dimensioni, le mosse base consistono in: salta, attacca, schiva, mossa speciale e modalità rage.

Brawlout

C’è la possibilità di salire e scendere da delle pedane sospese, quindi di performare attacchi aerei. Niente di più semplice. Volendo classificarlo rientrerebbe sicuramente nella categoria degli arcade frenetici dal gameplay essenziale. Riflessi è la parola d’ordine. Vince chi riesce a mandare fuori dalla pedana tutti gli avversari. Non c’è una barra della vita, ma una percentuale che per ogni combattente aumenta all’aumentare dei colpi subiti. Più è alta più si viene lanciati lontano dalle mosse dei nemici, e quindi si rischia di cadere. Allo stesso modo più colpi vanno a segno più forte diventa il personaggio, aumentando così la barra che indica il suo livello di “rage”. Così facendo si rendono disponibili attacchi speciali, o la capacità di sfuggire alle combo (indispensabili in ogni picchiaduro degno di questo nome).

Brawlout

Rispetto quelli più famosi Brawlout offre una scelta di personaggi alquanto scarsa, ma piuttosto originale. Attualmente sono sette, tutti immediatamente disponibili, ed è prevista l’introduzione in futuro di altri due combattenti. Per lo più si tratta di creature animalesche umanoidi. Rane muscolose a quattro braccia, lupi sciamani col pallino per i bonghi, un tizio nerboruto con baffi e pellicciotto che a ben guardare sfoggia due grosse zanne e tiene un pinguino sulla schiena, quindi con tutta probabilità rappresenta un tricheco.

Come da regola ogni personaggio ha differenti caratteristiche fisiche e mosse speciali personalizzate. L’uomo falco è agile e veloce, il tricheco baffuto è lento ma forte, e può creare intorno a sé uno scudo di ghiaccio in grado di proteggerlo, il lupo che suona i bonghi come attacco speciale… suona i bonghi, e così via. Quel minimo di comparto narrativo presente nel gioco lo si trova entrando nella sezione “extra”, dove è possibile informarsi sulle biografie dei personaggi.

Brawlout

Le cinque mappe disponibili sono tutte in tema naturalistico, foreste lussureggianti, laghi antartici… oltre allo scenario sullo sfondo variano (di poco) le pedane sospese e la stabilità del terreno. L’accompagnamento musicale è discreto ma non degno di nota.
La grafica è semplice ma piacevole da guardare, lo stile morbido e cartoonato testimonia il buon lavoro fatto dalla direzione artistica, e rende il titolo leggero per la gpu.

Di nuovo, al pari degli altri picchiaduro, anche su Brawlout quando si viene colpiti il personaggio subisce dei millisecondi di stun, espediente necessario a consentire lo sviluppo di una combo. Ma a differenza degli altri titoli l’effetto stun è molto leggero e non appesantisce la fluidità dei movimenti, cosa che rende piacevole il gioco. Le meccaniche come accennato premiano i riflessi e non molto la tattica, ma richiedono lo stesso un certo livello di velocità e prontezza, non basta pigiare a caso e avere fortuna.

Brawlout

Ogni scontro prevede un massimo di 4 partecipanti, è possibile allenarsi giocando in single contro l’IA del programma, decisamente infame tra l’altro. Sfortunatamente la community multiplayer è ancora disabitata, quindi si fatica a trovare sfidanti on line. Consiglio di prenderlo se si ha la possibilità di giocarlo in locale con i propri amici, dato che non merita di essere comprato esclusivamente per il single player.

Brawlout

I comandi su tastiera risultano decisamente scomodi, per goderselo è necessario un pad.
Quanto al resto non passerà alla storia per la complessità delle meccaniche, gli attacchi e le combo disponibili sono pochi, né per l’originalità del gameplay, dato che offre cose già viste più e più volte in altri giochi, ma resta un titolo divertente, seppur di poche pretese, adatto al giocatore occasionale e a chi si aspetta di trascorrere in compagnia qualche ora davanti allo schermo.

Brawlout

19,99 €
Brawlout
7.1

Grafica

8/10

Giocabilità

8/10

Varietà

6/10

Longevità

7/10

Pro

  • Comparto visivo attraente.
  • Fluidità dei movimenti che rende piacevole il gioco.
  • Iimmediatezza.

Contro

  • Poco originale.
  • Meccaniche troppo semplici,
  • Opzioni di gioco limitate.

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