Aptoide batte Google! Play Protect non potrà eliminarla dai telefonini

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Lo store alternativo Aptoide che permette di scaricare app gratis ha battuto Google in tribunale. Play Protect non potrà più eliminare l’applicazione dagli smartphone in cui è installata.

Verso la metà dell’anno corrente, Aptoide, la famosa alternativa made in Portugal all’app store di Google ha presentato una causa contro il colosso di Mountain View perché Play Protect stava eliminando l’app dagli smartphone degli utenti senza permesso.

Aptoide

Oggi, diversi mesi dopo, abbiamo il verdetto del tribunale: Google dovrà smettere di farlo.

Google Play Protect non solo avvisava gli utenti che installavano Aptoide del fatto che potevano essere spiati dall’app, ma limitava il suo funzionamento impedendo di scaricare apk perché considerate “malevole e dannose”.

Non bisogna temere Google

Paulo Trezentos, direttore esecutivo di Aptoide, ha dichiarato a Reuters che “la decisione di questo tribunale è un segnale per le start up di tutto il globo” e che “se la ragione è dalla tua parte, non devi temere di sfidare Google”.

Google Play

Carlos Nestal, avvocato dell’azienda, afferma che “questo può essere applicato ad altre situazioni in cui Google ha competenza” e che la decisione è applicabile in 82 paesi.

Inoltre, Nestal crede che la sentenza è positiva dato che permette alle alternative a Google Play (tra cui spicca proprio Aptoide) di competere contro Big G.

Sebbene è vero che la concorrenza è sana, dato che costringe a migliorarsi, servizi come Aptoide spesso sono associati al download illegale di app (dato che da Aptoide si possono scaricare app a pagamento gratis) e giochi a pagamento, quindi è normale che la decisione del tribunale sollevi qualche polemica. Google, dal canto suo, per il momento non si è espressa a riguardo.

Questa sentenza però pone le basi per altri casi simili e si aggiunge alla nota sentenza dell’Unione Europea che costringeva Google a pagare 4.340 milioni di euro. Questo ha costretto l’azienda di Mountain View a pretendere il pagamento di un canone per installare la propria suite di app che potrebbe costare ai fabbricanti fino a 40$ per dispositivo venduto.

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