La decisione di PlayStation di interrompere la produzione di dischi fisici a partire dal 2028 ha suscitato forte dissenso tra giocatori, sviluppatori e altri operatori del settore, alimentando un acceso dibattito sul valore dei supporti tangibili in un mercato sempre più orientato verso il “solo digitale”. Piotr Babieno, CEO di Bloober Team e produttore esecutivo di Silent Hill 2 Remake e Cronos: The New Dawn, ha preso parte alla discussione insieme a Tymon Smektala, nuovo amministratore delegato di Broken Mirror Games, ricordando che le loro radici da fan sono strettamente legate al collezionismo. Per loro, il mondo dei videogiochi non può essere separato dai prodotti fisici.

In un’intervista concessa a GamesRadar+, Babieno e Smektala hanno ripercorso i loro primi passi come appassionati. “Sia Piotr che io apparteniamo a un’epoca in cui giocare significava anche collezionare”, ha dichiarato Smektala, ex responsabile della franchise Dying Light.
“Se potessi togliere la sfocatura dalla mia telecamera, vedresti una miriade di oggetti dietro di me; ne ho molti altri che non sono nemmeno inquadrati. È così che percepiamo il gaming: un’esperienza ricca di dettagli. Finché sarà possibile e finché chi prende le decisioni lo consentirà, continuerò a scommettere su questo modello.”
Babieno ha confermato la strategia di Smektala, aggiungendo: “Se possiamo produrre versioni fisiche dei nostri titoli, vogliamo farlo il più a lungo possibile”. Dal punto di vista aziendale, è evidente che Sony vede un vantaggio economico nel promuovere un futuro privo di dischi.
“Conosciamo i bilanci: la distribuzione digitale è più semplice, meno costosa e più redditizia per tutti”, ha spiegato il CEO di Bloober Team.
Parlando di Onyx: The Dark Grip, il prossimo progetto di Broken Mirror Games per la Nintendo Switch 2, e dell’ascesa dell’IA generativa nello sviluppo di esperienze digitali, Babieno ha sottolineato che siamo in un momento propizio per “esplorare nuovi sensi”. Il concept del gioco punta a “restituire il terrore nelle tue mani” in chiave fisica.
“Come esseri umani, possediamo quattro sensi in più; l’intelligenza artificiale può generare ciò che vedi e ascolti, perché non anche ciò che puoi toccare? Credo che l’aspetto fisico dei videogiochi rimarrà sempre presente.”
Ribadendo la filosofia di Smektala, Babieno ha evidenziato come il collezionismo crei un legame emotivo tra il giocatore, il titolo e lo studio. “Questo piccolo tocco emotivo è fondamentale: senza di esso perderemmo l’opportunità di rafforzare il nostro rapporto con i fan.” È proprio questa convinzione a spingerli a sostenere le edizioni fisiche finché le condizioni lo permettano.
L’industria si è mobilitata contro PlayStation e il suo colpo al formato fisico. Babieno e Smektala non sono gli unici a difendere il supporto tangibile: negli ultimi mesi, figure come Guillaume Broche (direttore di Clair Obscur: Expedition 33), Dan Houser (co‑fondatore di Rockstar), Shuji Utsumi (presidente di SEGA), Yoko Taro (creatore di NieR) e persino Hideo Kojima hanno espresso preoccupazione per la decisione di Sony.
Nonostante l’ondata di critiche, gli esecutivi di PlayStation non hanno ancora mostrato intenzioni di rivedere la loro strategia.
