Álvaro Morte ha trascorso le riprese di Immaculate tra suore e tonache, ma nel suo salotto l’horror non ha spazio. Nel film di Michael Mohan, uscito nel 2024, interpreta Padre Sal Tedeschi, il sacerdote che accoglie la novizia interpretata da Sydney Sweeney in un convento italiano. Durante la campagna promozionale ha ribadito in diverse interviste che il genere horror non è adatto a lui. Il suo caso dimostra un fenomeno comune nella professione: recitare in un genere non significa necessariamente apprezzarlo da spettatore.

Due classici gli sono bastati– Tutto è iniziato con due pellicole che ogni appassionato di horror conosce a memoria. In un’intervista a El Español ha raccontato di aver visto El exorcista(The Exorcist) a 12‑13 anni e, poco dopo,El resplandor(The Shining). “Non sono uno che si mette a guardare un film horror a casa”, ha concluso. Lo stesso commento è ricomparso su Terror Weekend, dove ha aggiunto un “ok, basta così, sufficiente per me” tra le risate.
È curioso che un sito specializzato in horror gli abbia chiesto il suo film preferito e abbia ricevuto quella risposta. In dichiarazioni a EFE ha precisato che, da spettatore, predilige commedie romantiche e musical. Nulla di tutto ciò gli ha impedito di accettare il ruolo in Immaculate. Perché, allora, ha detto sì?
Non lo guarda, ma rispetta il mestiere di chi lo crea– In un’intervista a eCartelera ha ammesso che il genere di solito non lo attira, ma che trasmettere paura sullo schermo è “un esercizio difficilissimo”. Su El Español ha sottolineato la maestria necessaria a un regista per far provare una vera paura al pubblico.
Il suo rifiuto è da spettatore, non da professionista. Inoltre, il ruolo gli è stato offerto da Sydney Sweeney, anche produttrice del film, settimane dopo che si erano incontrati a una cerimonia di premiazione a Madrid.
Girare il film, per inciso, non ha nulla a che fare con il suo gusto personale. Morte ha raccontato che lui e Sydney Sweeney hanno trascorso le riprese facendo i “birbanti”, tra trucco e scherzi. La paura che si percepisce dalla poltrona è frutto di tecnica, ripetizioni e mestiere; chi la crea non deve necessariamente godersela a casa.
Quanti di voi hanno una “quota” di horror esaurita in adolescenza? La sua si è chiusa decenni fa: Regan, l’Overlook e basta.
