A circa 54 chilometri da Valladolid si trova uno dei castelli più sconosciuti e, allo stesso tempo, importanti della storia della Spagna. È il castello di La Mota, a Medina del Campo, la fortezza militare che ci ha insegnato che le principesse imprigionate nei castelli non si limitano solo alle favole omaggiate dai film Disney. Per quasi due anni divenne la prigione di Juana la Loca per ordine di sua madre. Lo spettacolare castello di La Mota ha tutto ciò che si può chiedere a un imponente edificio medievale, dal doppio recinto con fossato al torrione alto 38 metri che sembra lo scenario perfetto per una principessa che si affaccia alla finestra in attesa dell’arrivo del suo principe azzurro. A differenza della Fiona di Shrek, però, il salvatore di Giovanna la Pazza non aveva alcuna intenzione di apparire. Valladolid e la principessa chiusa in un castelloAll’inizio del XVI secolo, Juana aveva già tre figli di Filippo il Bello che, una volta cresciuti, vivevano con i genitori nelle Fiandre, dove Filippo il Bello era il sovrano dei Paesi Bassi. Quando Juana tornò in Castiglia per prestare giuramento come erede della Corona, Isabella la Cattolica le impedì di tornare dalla sua famiglia. Nonostante l’insistenza di Juana nel voler tornare con lui, Isabella ordinò che “guardarla” di impedirle di recarsi nelle Fiandre. Con la scusa che Giovanna era emotivamente instabile e che la sua malinconia poteva giocarle un brutto tiro. Nel bel mezzo del conflitto per la successione, rischiare un attacco dalla Francia durante il viaggio avrebbe messo in pericolo la Corona, così la madre optò per imprigionarla. Anche l’insistenza di Filippo il Bello affinché la moglie si recasse nelle Fiandre aveva un doppio senso, in quanto cercava di consolidare la sua posizione di re consorte di Castiglia. Lungi dall’essere un lieto fine, il conflitto fu seguito da mesi di tensione e persino da un tentativo di fuga da parte di Juana, che fu prelevata a piedi nudi e senza cappotto nel cuore della notte dopo essere riuscita a scappare. Nel 1504, dopo la morte di Isabella la Cattolica, la regina avrebbe visto realizzato il suo obiettivo: la principessa era rimasta in Castiglia per consolidare la sua posizione. In seguito, Juana ottenne il permesso di tornare da Filippo e due anni dopo sarebbero tornati in Castiglia con la loro corte, ma i contrasti tra i sovrani non si fermarono lì e il padre di lei, Ferdinando il Cattolico, non era contento di permettere a Filippo di regnare. Fortunatamente per lui, la febbre tifoidea lo portò via, lasciando Juana ad affrontare una tempesta politica che aggravò ancora una volta la sua situazione. Per garantire il controllo e per proteggere il regno, Ferdinando ordinò che Giovanna fosse nuovamente imprigionata, questa volta a Tordesillas, dove rimase reclusa fino alla morte, avvenuta nel 1555. Un altro esempio di come la politica sia in grado di distruggere qualsiasi fiaba, e di come la bellezza dei castelli restituisca uno scenario molto meno accattivante di quello che le sue mura o le storie bucoliche raccolte per anni nel mondo dell’animazione mostrano a prima vista. Immagine | Wikimedia In 3DJuegos | Il castello a mezz’ora da Madrid che ha ispirato la Disney non aveva principesse. Il suo passato era molto più oscuro In 3DGames | Anche il Medioevo aveva i suoi Vendicatori Marvel. Si chiamavano i Nove della Fama

