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Oltre un semplice reboot: l’arte di Pokémon Let’s Go

Con gli ultimi due capitoli del brand Pokémon: Let’s Go, Pikachu! e Pokémon: Let’s Go, Eevee! (e i primi ad approdare su Nintendo Switch) ormai alle porte, è giusto ritagliarsi uno spazio per celebrare il percorso artistico di un brand che più e più volte è stato in grado di reinventarsi, modificare le sue stesse fondamenta e, molto più semplicemente, adattarsi al contesto storico nel quale un dato titolo ad esso appartenente veniva rilasciato.

La serie Pokémon ci accompagna da quasi 22 anni, partendo come umile progetto nato dalla mente di un ragazzino amante del collezionismo e dall’aiuto del suo migliore amico, e riuscendo a diventare uno dei pilastri di Nintendo, con oltre 122 titoli rilasciati tra giochi della serie principale e spin-off, quali giochi dedicati al Gioco di Carte Collezionabili, Pinball e molto altro ancora.

Le umili origini

Caratterizzati dalla classica visuale isometrica dei GDR di metà anni ’90, i primi titoli della serie sono riusciti, nella loro spartana semplicità, a conquistare il pubblico con atmosfere estremamente differenti l’una dall’altra, risultato di una sapiente miscela tra impostazione di città, percorsi e musiche che ancora oggi risuonano nelle orecchie dei fan più stagionati grazie alla loro riconoscibilità. Addirittura privi di colore nel corso della prima generazione, si sono colorati solo con l’arrivo della seconda, in cui abbiamo potuto apprezzare gli sprite per i mostriciattoli tascabili con delle parziali animazioni. Pokémon Rosso, Blu, Giallo, Oro, Argento e Cristallo hanno avuto l’onere di fungere da punto d’origine dell’intera serie, seppur privi di una grafica sbalorditiva o caratteristiche strabilianti, e si può dire con sicurezza che lo hanno fatto nel migliore dei modi.

Il mondo si espande

La prima evoluzione del brand dal punto di vista grafico si è avuta in occasione dell’arrivo della terza generazione: Pokémon Rubino, Zaffiro e Smeraldo hanno permesso, grazie a una grafica superiore supportata dal Game Boy Advance, di avere sprite per i Pokémon e scenari molto più colorati e dettagliati, animazioni più fluide e un campionamento dell’audio di una spanna superiore a quanto visto sul Game Boy. Hanno fatto la loro prima comparsa spiagge e banchine, vulcani attivi e foreste tropicali, ed è stato addirittura possibile esplorare il fondale marino della esotica Hoenn.

L’anello di congiunzione

Nintendo DS ha rappresentato la sublimazione della pixel-art che a quei tempi dominava il brand Pokémon, offrendo un crescendo che ci ha portati da essa ai primi esperimenti di grafica 3D svolti per le ambientazioni di Diamante, Perla e Platino, fino a portarci al solido motore grafico di Pokémon Bianco e Nero. Questi titoli, sviluppati in un periodo in cui Nintendo 3DS era già disponibile sul mercato, sono stati addirittura in grado di offrire sprite perennemente animati, luce dinamica in grado di cambiare in base all’orario e addirittura l’introduzione (finora mai più replicata) delle stagioni, e riuscendo a offrire un’esperienza ancora oggi ricordata con piacere dai fan Nintendo.

Il mondo diventa 3D

La quinta generazione, da molti considerata un “anello di congiunzione” che ha connesso l’epoca DS e quella 3DS di Nintendo, ha reso chiaro quale fosse il prossimo passo per il brand: portare il mondo Pokémon in 3D. La nuova console portatile ha, infatti, concesso l’abbandono degli storici sprite, sostituiti con veri e propri render 3D, e popolato le città con elementi nuovi, strutture circolari e Palestre Pokémon con architetture prima impensabili. Ai giocatori è stato possibile muoversi lateralmente anziché seguire il tradizionale tragitto “a croce“, pattinare e interagire con l’ambiente in molti modi diversi. Pokémon Sole, Luna, Ultrasole e Ultraluna hanno poi rotto uno dei più solidi canoni della serie, permettendo di esplorare stradine minuscole e dotando il mondo di coste e rilievi montuosi che, con la loro irregolarità, sono apparsi estremamente naturali e veritieri.

I Pokémon sullo schermo televisivo

Adesso è tempo di una nuova, grandissima rivoluzione per il brand. Pokémon: Let’s Go, Pikachu! e Let’s Go, Eevee!, i primi titoli rilasciati per Nintendo Switch, porteranno per la prima volta un titolo della serie principale, nata e cresciuta su console portatili, sullo schermo televisivo, al contempo mantenendo la classica esperienza portatile alla quale la Grande N ci ha ormai abituati. La superiore capacità grafica della console ibrida ha permesso l’introduzione di texture a 1080p e animazioni in grado di raggiungere gli ambitissimi 60 frame al secondo.

I numerosi trailer pubblicati da Nintendo non lasciano dubbi a riguardo: la “nuova” Kanto sviluppata per Pokémon: Let’s Go è estremamente ricca di dettagli, dalla schermata di lotta, ormai avvolta e incorporata nello scenario corrispondente a dove essa si sta svolgendo, a dettagli che mettono in mostra lo sforzo, da parte della Casa di Kyoto, per presentare la migliore Kanto possibile.

Azzurropoli sembra aver ricevuto lo stesso trattamento riservato alla Ciclamipoli di Pokémon Rubino Omega e Zaffiro Alpha: adesso è diventata una vera e propria capitale brulicante di vita, dove ogni angolo è una storia ed è data attenzione anche ai più piccoli dettagli, come i poster presenti nel Casinò, le Poké Ball disegnate sui cabinati arcade (che hanno sostituito le slot machine) e il gigantesco muro che circonda la Palestra di Erika. Nelle altre città già svelate, non possiamo non ricordare i trampolini nella Palestra di Misty a Celestopoli e gli spalti presenti in ogni Palestra, a strizzare gli occhi ai fan più accaniti della serie animata.

Pokémon: Let’s Go sembra essere una lettera d’amore verso i fan storici della serie: una collezione di elementi passati e novità inedite, con il ritorno dei Pokémon che seguono l’allenatore nell’overworld (caratteristica presa in prestito dalle versioni Oro Heart Gold e Argento Soul Silver) e al contempo la nuovissima possibilità di incontrare Pokémon selvatici anche al di fuori dell’erba alta, il ritorno di una rinnovata versione dell’apprezzatissimo PokéPassaggio di settima generazione e la modifica del sistema di cattura atta a rendere la meccanica interessante anche dopo numerose ore di gioco.

Pokémon Let’s Go è un impavido progetto che ha il coraggio, ancora una volta, di cambiare le carte in tavola e portare qualcosa di nuovo nella storia di un brand che accompagna piccoli e grandi da oltre un ventennio, e che promette di continuare a farlo per molti anni a venire.

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