George Lucas consiglia il regista del più grande flop di Star Wars: “Non dimenticarlo, è per ragazzi di 12 anni”
Si può parlare a lungo di Han Solo: Una storia di Star Wars, ma alla fine è un’avventura spaziale che riesce a divertire. Il film, però, è stato probabilmente penalizzato dal cattivo riscontro suscitato dal debutto di I ultimi Jedi, l’Episodio VIII che ha deluso una parte consistente del pubblico, sebbene non tutti gli spettatori sui social ne abbiano condiviso la critica. In realtà, il prequel incentrato su Han Solo si è rivelato un vero incubo per Lucasfilm. A pochi mesi dalla data di uscita, la casa di produzione ha dovuto sostituire il regista e ricostruire quasi l’intero film, affidandolo a un vecchio amico di George Lucas e a uno dei registi più affidabili di Hollywood:Ron Howard.
Un set di riprese segnato dal caos
Secondo i colleghi di Gamestar, la produzione di Solo è stata turbolenta fin dall’inizio.Phil Lord e Chris Miller, inizialmente al timone del progetto, sono stati allontanati a causa di divergenze creative con Lucasfilm.
Lo studio riteneva che il loro approccio, troppo leggero e comico, non si sposasse con la sceneggiatura di Jonathan Kasdan. In quel frangente Kathleen Kennedy ha chiamato Ron Howard(regista di Apollo 13 e Una mente meravigliosa), il quale ha accettato la sfida di rifare gran parte della pellicola, consapevole di dover gestire materiale già girato e aspettative enormi.
L’idea di raccontare le origini di Han Solo non era quella che i fan cercavano
In un’intervista esclusiva a Vulture, Ron Howard ha rivelato di aver chiesto consiglio al suo amico George Lucas prima di accettare il progetto. Il creatore della saga, pur non essendo più coinvolto direttamente, gli ha dato una risposta schietta: “Non dimenticarlo, è per bambini di 12 anni”. La frase sintetizza la filosofia alla base di Star Wars: un cinema d’avventura spaziale pensato per stimolare l’immaginazione dei più giovani. Howard ha cercato di rispettare quello spirito, ma ammette che il risultato è risultato troppo nostalgico e che, forse, l’idea di narrare le origini di Han Solo non era ciò che i fan desideravano in quel periodo.

Il retaggio di un fallimento ingiusto
Solo: Una storia di Star Wars ha incassato appena 393 milioni di dollari contro un budget di circa 275 milioni, diventando il primo grande flop commerciale della saga.
Nonostante i numeri, Howard afferma di aver apprezzato il percorso creativo, di aver sempre rispettato il lavoro di Lord e Miller e di rimpiangere le complicate circostanze che hanno caratterizzato la produzione. Oggi la sua valutazione è chiara: si trattava di due visioni distinte che non hanno mai trovato un punto d’incontro.
Curiosamente, il cognome Howard rimane legato alla saga.
Bryce Dallas Howard, figlia del regista, è diventata una delle professioniste più apprezzate dai fan grazie al suo contributo dietro le quinte in The Mandalorian. È possibile che il futuro di Star Wars al cinema e in televisione passi proprio attraverso di lei.
Nel frattempo, sia Han Solo: Una storia di Star Wars sia gli altri film e le serie della saga sono disponibili su Disney+, pronti per lo streaming e per le maratone dei fan di fantascienza.
