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Servant of the Lake” è un altro magnifico pretesto per addentrarsi nell’universo surreale di Rusty Lake

Legami di sangue.

Legami di sangue.

Sebbene sia ormai più di un decennio che gioco alle avventure grafiche point-and-click dello studio olandese Rusty Lake, è solo nel 2026 che mi sono reso conto di non aver mai scritto nulla su questa antologia di enigmi, a parte un paio di notizie. Un’omissione imperdonabile se penso alla quantità di titoli che hanno lanciato nel corso degli anni, inizialmente come giochi gratuiti per browser. Qualche giorno fa hanno lanciato Servant of the Lake, un nuovo capitolo che mi servirà da pretesto per parlare un po’ di una saga che è cresciuta poco a poco fino a dispiegare un enorme universo surreale attorno alla strana famiglia Vanderboom.

La serie Rusty Lake, che prende il nome dallo stesso studio, nasce nel 2015 con *Cube Escape: The Lake* e *Cube Escape: Seasons*, due avventure sviluppate in Flash. Entrambe avevano come protagonista Laura Vanderboom, il primo membro che ci veniva presentato di questa prolifica famiglia. Intrappolati rispettivamente in una baita sul lago e in una stanza, sia in *Lake* che in *Seasons* dovevamo combinare oggetti in modi inaspettati: tagliando un pesce si apriva un varco in un albero, ma per trovare una mela spuntava il fianco di una creatura oscura che emergeva dall’acqua.

I primi due giochi erano collegati tra loro; per ottenere il vero finale in *The Lake*, era necessario trovare un codice in *Seasons*. L’abitudine di collegare i giochi tra loro ha permesso allo studio di costruire poco a poco una storia attorno ai diversi membri della famiglia Vanderboom, una saga di personaggi eccentrici interessati all’alchimia e all’occultismo. Trasformazioni, viaggi nel tempo, reincarnazioni: nulla è fuori dalla portata dei Vanderboom quando se lo propongono, anche se non sono esenti da conseguenze sanguinose.

Il team olandese ha apertamente riconosciuto l’influenza di David Lynch, in particolare della serie Twin Peaks, nelle proprie avventure. Forse è uno degli studi che meglio ha saputo trasporre il suo immaginario nei videogiochi: di solito si trasferiscono dettagli estetici (il caffè, il pavimento della stanza rossa), ma è più raro trovare giochi che colgano il modo in cui Lynch lavora l’oscurità che si nasconde dietro la quotidianità non appena ci fermiamo a osservare. Gran parte di *Cube Escape* e *Rusty Lake* si svolge in cucine, salotti e camere da letto; i loro enigmi richiedono di interagire con fotografie, posate e forni. Ma, non appena ci fermiamo a osservare come questi elementi interagiscono tra loro, la patina di normalità va in frantumi, mettendo a nudo il risultato tenebroso delle azioni dei Vanderboom.

Ci sono diversi modi per avvicinarsi alla saga: la Cube Escape Collection raccoglie i primi nove giochi, mentre Rusty Lake: Roots, uno dei primi giochi premium della serie, delinea un albero genealogico che funge perfettamente da punto di riferimento per comprendere meglio le relazioni tra i personaggi che compaiono nei vari episodi. La settimana scorsa è stato pubblicato Servant of the Lake, un nuovo capitolo che funge anche da porta d’accesso, poiché narra una storia indipendente che ci porta all’inizio del XIX secolo, ai tempi dei fratelli Aldous e William Vanderboom, responsabili di tutte le disgrazie che accompagneranno i loro discendenti.

Il nostro ruolo è quello di un servitore anonimo che deve soddisfare le stravaganti esigenze della famiglia per tutto il fine settimana. Non si può dire di no ai Vanderboom: nel corso di tre giorni ci trasformiamo in cuochi e addetti alle pulizie, ma anche in cacciatori e ladri. È un titolo breve (si può completare in tre orette, anche se ci sono moltissimi obiettivi extra per allungarne un po’ la durata), ma ha tempo da vendere per imprimere nella nostra retina una miriade di immagini sinistre.

A parte un cenno alla fine del gioco chiaramente rivolto ai fan più affezionati della serie, Servant of the Lake funziona sia come racconto a sé stante sia come anello di congiunzione con altre storie di Aldous e William apparse nei giochi precedenti. Ogni gioco amplia un po’ l’universo di Rusty Lake, ma se continuano ad avere successo ancora oggi, è perché i loro titoli funzionerebbero anche senza quella trama che li collega, semplicemente come una raccolta di scene surreali che nascondono segreti macabri.

Redazione GamingParkRedazione GamingPark
Redazione GamingParkhttp://www.gamingpark.it
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