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Denshattack! recensione: platform arcade veloce su treni cyber‑punk

Denshattack! è un platform arcade indie che trasforma i binari giapponesi in piste veloci, con 60 livelli e colonna sonora di Tee Lopes e compositori.

Tutti a saltare!

GamingPark - Recomendado sello
Denshattack! è un platform arcade indie che trabocca di stile e sprigiona un’energia contagiosa in ognuno dei suoi vertiginosi livelli, una vera chicca per gli amanti dei giochi su treni e della cultura cyber‑punk giapponese.

Blu e giallo sono i due colori che, per me, definiscono un certo approccio al game design, grazie a due uscite che hanno segnato i miei gusti per tutta la vita:Crazy Taxi e Jet Set Radio. Condividendo la stessa console, entrambi i titoli puntavano su velocità, punteggi e, soprattutto, su energia e stile. Sebbene Sega abbia deciso di utilizzare l’IA generativa per rispolverare Crazy Taxi e io nutra qualche dubbio sui loro ritorni ufficiali, lo spirito originale non è scomparso: dagli studi indie sono arrivati numerosi giochi “blu e gialli”, come Bomb Rush Cyberfunk o il titolo di cui parliamo, l’ultima proposta dello studio barcellonese Undercoders (noti per Mail Mole e Koa and the Five Pirates of Mara).

Denshattack! ci catapulta in un Giappone distopico, dove l’inquinamento è così grave che l’élite si rifugia sotto enormi cupole erette dalla corporazione Miraido. La maggior parte della popolazione vive all’esterno e utilizza le linee ferroviarie abbandonate per spostarsi. Nascono così diverse bande dedicate al Denshattack, corse in cui non basta tenere il treno sui binari: occorre eseguire trucchi per dimostrare la propria abilità di fronte agli altri piloti. In questo scenario appare un’inaspettata eroina: Emi, una giovane fattorina di ramen che, grazie al suo eccezionale controllo del treno, conquista rapidamente popolarità.

Ogni capitolo introduce bande locali legate a tribù urbane, familiari a chi conosce la cultura pop giapponese. Emi incrocia gyaru alla moda, sukeban minacciose e rockabilly d’altri tempi; con il suo ottimismo contagioso riesce a unire i rappresentanti di questi gruppi in un unico team per affrontare Miraido. La trama non è particolarmente complessa, ma funziona perché i personaggi sprigionano carisma e simpatia: è il tipo di storia che non stanca mai quando celebra il potere dell’amicizia.

Prima di lanciarsi nel Denshattack, Emi propone un tutorial che spiega le meccaniche di base: il treno si muove automaticamente, ma bisogna tenere premuto un pulsante per frenare nelle curve ed evitare il deragliamento; rilasciando il freno al momento giusto si ottiene una spinta. È possibile saltare e cambiare binario, ma è fondamentale non fermare il treno e mantenere la massima velocità. Man mano che la competizione avanza, ogni capitolo aggiunge nuove meccaniche – trick con lo stick destro in stile skate, grind da bilanciare, manuals per allungare le combo – e per ottenere punteggi alti è indispensabile variare i trick e sfruttare al meglio il design dei livelli.

Il gioco offre circa sessanta livelli distribuiti in tutte le prefetture reali del Giappone, reinterpretate come percorsi vertiginosi sui binari. Sebbene lo sviluppo sia avvenuto in Italia, si percepisce una grande cura nel rendere riconoscibili i punti di riferimento più famosi: dalla Torre di Tokyo al canale Dotonbori di Osaka, fino a regioni più remote dai circuiti turistici. La maggior parte dei livelli è lineare (con inizio e fine ben definiti), ma lungo il percorso compaiono strade alternative. Per aggiungere varietà, ci sono anche circuiti chiusi, gare di trick e livelli a missione multipla, dove è possibile seguire un percorso indicato e cambiare binario al momento giusto. In questi ultimi, l’alta velocità può rendere difficili i segnali: il mio consiglio è di concentrarsi sul colore dei cartelli piuttosto che sulla loro dimensione.

Ogni livello propone sette obiettivi opzionali, che aumentano notevolmente la longevità del gioco. Completare la campagna richiede circa sette ore, se non si punta a completare tutti gli obiettivi o a conquistare le medaglie di rango più alto in punteggio e tempo. Denshattack! è chiaramente uno sport arcade orientato al replay, al perfezionamento della tecnica e alla scoperta delle rotte ottimali per ogni schermata. Il gioco risponde offrendo ulteriori sfide a chi dedica tempo, anche se sarebbe utile introdurre opzioni per ripetere certi livelli senza dover rivedere tutorial o sezioni narrative; speriamo in una patch post‑lancio che aggiunga queste funzionalità.

Il replay è fluido, grazie alla progettazione di Undercoders che punta a una velocità costante. Molti livelli si completano in pochi minuti, mentre i più lunghi includono set‑piece spettacolari che alzano costantemente l’asticella. I boss finali coronano l’esperienza con scontri contro mecha formati da treni, castelli feudali trasformati in veicoli da combattimento o escavatori da guerra. Anche se la trama si ferma occasionalmente, il ritmo rimane vertiginoso.

Talvolta questo ritmo può risultare controproducente: la prima volta che si affronta un livello è raro riuscire a completarlo senza almeno un deragliamento, poiché è difficile reagire in tempo a certi ostacoli. In alcune situazioni, la posizione prominente del treno sullo schermo rende quasi impossibile anticipare gli ostacoli mentre si esegue un manual o un grind. Sebbene la struttura incoraggi la memorizzazione e la previsione degli ostacoli per raggiungere obiettivi più complessi, sarebbe utile introdurre avvisi più anticipati in casi specifici.

Denshattack! si distingue per un’impulso energetico travolgente, soprattutto grazie a una colonna sonora di altissimo livello. La maggior parte dei brani è opera di Tee Lopes (noto per Sonic Mania e Teenage Mutant Ninja Turtles: Shredder’s Revenge), Sean Bialo (Mighty Morphin Power Rangers: Rita’s Rewind) e Andrew One (G.I. Joe: Wrath of Cobra). Il panorama delle collaborazioni, però, è ancora più ampio: Richard Jacques (Jet Set Radio), Shoji Meguro con Lotus Juice (Persona), Harumi Fujita (Tombi!), Kohta Takahashi (Ridge Racer, Ace Combat) e Ryo Nagamatsu (frequente collaboratore Nintendo) hanno tutti lasciato il loro segno. Il risultato è una sinergia sorprendente: tre compositori ricorrenti riescono a fondere le diverse influenze di Jet Set Radio – funk, acid jazz, elettronica e J‑pop – mentre i contributi degli ospiti arricchiscono momenti chiave, come l’introduzione di nuove bande o i combattimenti contro i boss finali.

Il fascino visivo di Denshattack! è altrettanto marcato. I colori vivaci, in particolare il blu e il giallo, evidenziano con chiarezza gli elementi fondamentali di ogni scenario. Il gioco cattura l’attenzione in ogni istante, dal design dei personaggi alle animazioni di transizione tra i capitoli, passando per le decorazioni dei treni – è possibile sbloccare nuove locomotive per personalizzare il proprio stile di gioco – fino alle fanzine realizzate da diversi artisti che illustrano ogni tappa dell’avventura di Emi, senza dimenticare le prelibatezze gastronomiche tipiche di ciascuna regione giapponese.

Denshattack! attinge al passato per trarre ispirazione, ma utilizza quell’impulso per forgiare un’identità tutta sua. La proposta di piattaforme è vertiginosa, ricca di sfide e trabocca di stile. Alcuni dettagli legati alla velocità potrebbero essere affinati, ma non compromettono l’esperienza di un titolo che sprigiona energia, ha il cuore al posto giusto e non si affida esclusivamente alla nostalgia.

Redazione GamingParkRedazione GamingPark
Redazione GamingParkhttp://www.gamingpark.it
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