HomeNotizieRatchet & Clank su PC: come Nixxes gestirà SSD e DirectStorage

Ratchet & Clank su PC: come Nixxes gestirà SSD e DirectStorage

Ratchet & Clank: Rift Apart su PC userà DirectStorage, ma il vero nodo è la decompressione. Ecco perché l’SSD non racconta tutta la storia.

Se cliccate su un link ed effettuate un acquisto, potremmo ricevere una piccola commissione.Leggi la nostra politica editoriale.

Ratchet & Clank: Rift Apart su PC non è soltanto l’arrivo di un’altra esclusiva PlayStation su una nuova piattaforma. Per Digital Foundry, è soprattutto un banco di prova per capire come il mondo PC gestirà un gioco progettato attorno all’I/O ultraveloce di PS5, alla decompressione hardware e ai caricamenti istantanei che hanno definito l’identità tecnica dell’avventura di Insomniac.


Ratchet and Clank Rift Apart su PC

Ratchet & Clank Rift Apart su PC: perché DirectStorage conta davvero

Il punto centrale emerso dal nuovo DF Direct Weekly è che il porting firmato Nixxes userà DirectStorage, l’API Microsoft pensata per avvicinare il PC al comportamento delle console di nuova generazione. La notizia, però, non riguarda solo la velocità dell’SSD: il fattore davvero interessante è il modo in cui il gioco sceglierà dove svolgere il lavoro di decompressione dei dati.

Secondo l’analisi di Digital Foundry,Ratchet & Clank: Rift Apart potrebbe valutare al volo la configurazione del sistema e decidere se affidare il compito soprattutto alla GPU oppure alla CPU. In pratica, un PC con processore molto potente ma una scheda grafica meno adatta potrebbe spostare parte del carico sulla CPU, mentre una macchina con una GPU più prestante potrebbe sfruttare maggiormente l’accelerazione grafica. È un approccio intelligente, perché rende il gioco più flessibile e soprattutto più scalabile.

Requisiti PC e SSD: quanto conta davvero l’archiviazione

Uno dei passaggi più interessanti riguarda proprio il peso reale dell’unità di archiviazione. Digital Foundry ricorda di aver già messo alla prova Ratchet and Clank: Rift Apart sul peggior SSD compatibile con PS5, ottenendo comunque risultati sorprendenti. Persino con una velocità ridotta a circa 1,7 GB/s, il gioco ha continuato a funzionare bene.

Questo porta a una conclusione importante: non è solo la presenza di un SSD a fare la differenza, ma tutto il sistema che gira intorno allo streaming degli asset. In altre parole, la versione PC di Nixxes potrebbe dimostrare che la gestione della decompressione e dell’I/O è più importante del semplice numero riportato sulla scheda tecnica dell’unità.

Video DF Weekly:guarda l’episodio completo su YouTube.

Gli argomenti trattati nel video di DF Weekly

  • 00:00:00 Introduzione
  • 00:00:48 Ratchet & Clank: i requisiti PC di Rift Apart
  • 00:29:11 I contenuti tagliati di Halo tornano nella Master Chief Collection
  • 00:35:40 I problemi del dispositivo retro X68000 Mini
  • 00:38:26 Limited Run Games presenta nuovi e vecchi titoli
  • 00:47:02 Un documento trapelato mostra le difficoltà di Sega of America
  • 01:05:40 HDMI 2.1 e registrazione 4K120 su PC
  • 01:12:10 I guadagni prestazionali del software console nel tempo
  • 01:15:42 Perché Nvidia si è sfilata dalle console, Switch escluso
  • 01:23:24 Il misterioso caso del profilo Twitter di Digital Foundry
  • 01:26:32 Domande finali della community

Nixxes ha presentato requisiti PC molto più utili del solito

Un altro aspetto promosso da Digital Foundry riguarda il modo in cui Nixxes ha comunicato i requisiti di sistema. Troppo spesso i publisher pubblicano configurazioni minime e consigliate senza dire nulla su risoluzione, frame rate, preset grafici o tecnologie di upscaling previste. Senza quel contesto, le specifiche valgono poco.

Nel caso di Ratchet & Clank: Rift Apart, invece, il quadro è più chiaro: ogni configurazione è associata a un obiettivo realistico e a un livello qualitativo preciso. C’è persino spazio per indicazioni legate al ray tracing e alle tecniche di upscaling supportate. In un mercato in cui le liste hardware sono spesso pura facciata, questa è una differenza concreta.

Si potrà giocare anche senza SSD, ma con compromessi evidenti

La vera sorpresa è che, sui preset più bassi, il gioco dovrebbe avviarsi anche senza SSD. Questo non significa che le vecchie affermazioni su PS5 fossero sbagliate: significa piuttosto che Nixxes ha lavorato per rendere il titolo più accessibile su configurazioni differenti, anche a costo di ridurre sensibilmente il livello dell’esperienza.

Su hardware meno prestante, quindi,Ratchet & Clank potrebbe girare anche con storage tradizionale, ma sarebbe ingenuo aspettarsi lo stesso comportamento della versione PlayStation 5. La scalabilità è il vero punto della questione: non replicare in modo perfetto il modello console, ma trovare compromessi sensati per un ecosistema PC molto più frammentato.

Test SSD su PS5:qui trovi il video del test di Digital Foundry, citato nell’articolo.

Il confronto con Starfield mette ancora più in luce il lavoro di Nixxes

Nel video si apre anche un paragone interessante con la comunicazione di AMD su Starfield. Secondo Digital Foundry, le specifiche consigliate diffuse per la partnership sono apparse poco trasparenti e scollegate da riferimenti chiari su risoluzione, frame rate e impostazioni. Un contrasto netto con l’approccio adottato da Nixxes per Ratchet & Clank.

Non è una questione di tifo tecnologico, ma di chiarezza verso il pubblico. Quando un team spiega con precisione che cosa aspettarsi da una certa configurazione, aiuta davvero i giocatori a capire se il proprio PC è adeguato. Ed è proprio questo che rende più interessante il debutto di Rift Apart su computer.

Perché questa versione PC va seguita con attenzione

In definitiva, il porting di Ratchet & Clank: Rift Apart potrebbe diventare un caso di studio per il futuro dei giochi PC costruiti con una mentalità da console current-gen. Non solo per la presenza di DirectStorage, ma per il modo in cui CPU, GPU e sistema di archiviazione collaborano per sostenere mondi più ricchi, caricamenti rapidissimi e passaggi istantanei fra ambientazioni.

Se Nixxes manterrà le promesse, potremmo trovarci davanti a uno dei porting tecnicamente più interessanti degli ultimi anni. E non solo per chi ama la serie Insomniac, ma per chiunque voglia capire dove sta andando davvero il PC gaming sul fronte dell’I/O e della gestione degli asset.

Per saperne di più

Redazione GamingParkRedazione GamingPark
Redazione GamingParkhttp://www.gamingpark.it
Da oltre 10 anni, portiamo le migliori notizie e guide sui videogiochi.
RELATED ARTICLES

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam.Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.