Arabia Saudita acquisisce Electronic Arts con un investimento da 50 miliardi di dollari
Una delle società più iconiche nella storia dei videogiochi ha appena cambiato proprietà. Dopo mesi di trattative, il Fondo Sovrano dell’Arabia Saudita ha completato l’acquisizione di Electronic Arts(EA), portando la propria quota di controllo al 93,4% del capitale.

Il restante 6,6% è suddiviso tra Affinity Partners e Silver Lake, due società finanziarie che, tuttavia, risultano strettamente collegate al regime di Mohammed bin Salman, già oggetto di critiche internazionali per presunti crimini di guerra e per il coinvolgimento nell’omicidio del giornalista Jamal Khashoggi.
Cosa cambierà per i giocatori dopo l’acquisizione?
Al momento, non sono previsti stravolgimenti immediati per i videogiocatori. L’Arabia Saudita ha adottato una strategia di gestione “continuista” nelle acquisizioni di aziende straniere, cercando di mantenere la stabilità operativa. Nonostante le critiche interne per questioni come la tutela maschile e la limitata libertà di espressione, il paese sta cercando di proiettare un’immagine più moderna all’estero. Esempi recenti includono il sostegno al calcio femminile in Inghilterra e gli investimenti in competizioni eSport al femminile.
EA Sports FC ora sotto il controllo saudita
Un aspetto che potrebbe destare preoccupazione riguarda il finanziamento dell’operazione.
Per completare l’acquisizione, sono stati erogati fino a 18 miliardi di dollari in prestiti da parte di diversi investitori. Sebbene l’Arabia Saudita abbia la capacità di onorare questi debiti, è probabile che cerchi di massimizzare la redditività della società.
Già a marzo, i vertici di EA avevano annunciato piani di razionalizzazione dei costi, che si tradurranno in licenziamenti e una riduzione delle spese di 170 milioni di dollari all’anno. Inoltre, verranno ottimizzate le strategie di monetizzazione, con un focus sulle franchigie più redditizie. Tuttavia, è importante sottolineare che EA aveva già avviato questi processi prima dell’acquisizione.
L’Arabia Saudita rafforza il suo dominio nell’industria dei videogiochi
Il controllo saudita su Electronic Arts non è un caso isolato. Il paese sta infatti espandendo la sua influenza nel settore, acquisendo anche:
- Scopely
- SNK
- La divisione videogiochi di Niantic
- ESL FACEIT Group
Oltre a queste, detiene partecipazioni minoritarie (tra il 5% e il 10%) in colossi come Nintendo,Take-Two Interactive,Koei Tecmo,Embracer Group,Nexon e Capcom. Sono inoltre in corso rapporti strategici con Microsoft e Ubisoft.
Recentemente, l’Arabia Saudita ha chiuso un accordo da 6 miliardi di dollari per l’acquisizione di Moonton Games, sviluppatrice nota per Mobile Legends: Bang Bang e Acecraft.
Quali potrebbero essere le conseguenze a lungo termine?
Sebbene non si prevedano cambiamenti radicali nel breve periodo, la crescente presenza dell’Arabia Saudita nell’industria dei videogiochi solleva interrogativi sul futuro del settore. Le acquisizioni passate hanno spesso portato a restrizioni o modifiche nelle politiche aziendali, con ripercussioni su sviluppatori e giocatori. Resta da vedere se questa operazione rappresenterà un’eccezione o se, al contrario, segnerà l’inizio di una nuova fase per EA e per l’intero mercato.
Un elemento che desta particolare apprensione è il crescente monopolio che l’Arabia Saudita sta consolidando nel panorama videoludico.
Oltre a possedere Electronic Arts, il fondo sovrano controlla ormai anche Scopely,SNK, la divisione videogiochi di Niantic e il gruppo ESL FACEIT. Parallelamente, detiene partecipazioni minoritarie ma influenti (tra il 5 % e il 10 %) in giganti come Nintendo,Take‑Two Interactive,Koei Tecmo,Embracer Group,Nexon e Capcom. Sono inoltre in corso rapporti strategici, seppur poco dettagliati, con Microsoft e Ubisoft.
Quest’anno il fondo ha concluso un accordo da 6 miliardi di dollari per l’acquisizione di Moonton Games, studio noto per i titoli mobile Mobile Legends: Bang Bang e Acecraft.
Alla luce di questi movimenti, è indispensabile tenere sotto controllo le prossime decisioni del nuovo proprietario. Negli ultimi anni, diverse operazioni di M&A hanno dimostrato che i cambiamenti di proprietà non sempre si traducono in buone notizie per i fan o per gli sviluppatori interni: tagli di personale, riorganizzazioni e revisioni delle politiche di monetizzazione sono spesso il risultato di una spinta verso la massimizzazione dei profitti. Speriamo, però, che l’acquisizione di EA rappresenti un’eccezione positiva, capace di coniugare gli interessi economici del fondo con la creatività e la libertà che i giocatori si aspettano.
Aggiornamento 05/08: dati finanziari aggiornati e nuove informazioni aggiunte sui piani dell’Arabia Saudita.
