HomeNotiziePhonopolis di Amanita Design: avventura grafica tra arte e distopia

Phonopolis di Amanita Design: avventura grafica tra arte e distopia

La città si risveglia.

La città si risveglia.

GamingPark - Recomendado sello

Amanita Design torna a stupire con un’avventura grafica ricca di inventiva e omaggi alle avanguardie artistiche.

Amanita Design, lo studio ceco fondato nel 2003, è ormai una garanzia nel panorama delle avventure grafiche. Tra i suoi capisaldi troviamo titoli come Machinarium,Samorost,Botanicula e Chuchel, tutti caratterizzati da un’identità visiva unica e da una cura maniacale per i dettagli. Mondi densi di interazioni nascoste, personaggi espressivi senza bisogno di dialoghi e atmosfere che si imprimono nella memoria: questi sono i tratti distintivi di un marchio che, dopo quasi un decennio di sviluppo, torna con Phonopolis, il suo attesissimo nuovo titolo. E questa volta, promette di rivoluzionare la formula classica delle avventure punta e clicca.

In Phonopolis ci troviamo catapultati in una metropoli distopica governata da un regime totalitario che controlla la popolazione attraverso altoparlanti disseminati ovunque. Il Leader sta per imporre il Tono Assoluto, una melodia in grado di annullare ogni volontà individuale, costringendo i cittadini a dedicarsi esclusivamente al lavoro. In questo scenario opprimente, Félix, un semplice netturbino intento a ripulire i resti del vecchio mondo, trova per caso un paio di cuffie che gli permettono di sottrarsi al controllo mentale. Da quel momento, diventa un nemico del regime e un catalizzatore di cambiamento, tra disavventure e colpi di scena in un’avventura grafica avvincente e ricca di umorismo.

Le avventure di Amanita Design sono sempre state mute, ma in Phonopolis Félix rompe la tradizione: il protagonista narra la storia in prima persona, quasi come una fiaba per bambini, e dà voce a tutti i personaggi, dal trio di compositori ricercati dal regime al Leader stesso. La narrazione, affidata a Joe Acheson, è volutamente caricaturale e aggiunge un tocco di comicità senza mai distrarre dall’azione. Anzi, funge anche da sistema di suggerimenti opzionali, perfetto per chi si trova in difficoltà. Quanto al comparto sonoro, Tomáš Dvořák, storico compositore dello studio, firma una colonna sonora brillante che arricchisce l’universo di Phonopolis con brani giocosi e coinvolgenti.

Potrei passare ore semplicemente a osservare i personaggi intenti alle loro routine quotidiane, scoprendo come gli altoparlanti ne influenzino le vite. Ma il vero divertimento sta nel risolvere gli enigmi, tipici di un buon puzzle game.Phonopolis ci invita a sabotare la routine dei cittadini: dalla distruzione della macchina che distribuisce cibo ultraprocessato nella mensa locale, al sovvertimento dei ruoli di genere imposti dal regime, fino a modificare le coreografie della classe avanguardista. La rappresentazione della burocrazia come un meccanismo opprimente e sistematico ricorda da vicino Brazil di Terry Gilliam, soprattutto in una scena esilarante in cui dobbiamo ottenere un passaporto convincendo quattro funzionari rinchiusi in cubicoli minuscoli a collaborare tra loro.

Nonostante sia un’avventura grafica relativamente breve (poco più di quattro ore di gioco),Phonopolis è un concentrato di scene memorabili e divertenti. Non si tratta di un gioco in cui accumulare oggetti nell’inventario: le soluzioni sono quasi sempre a portata di mano, e spesso basta trovare l’ordine giusto per attivare gli elementi interattivi. Amanita Design sa bene che una delle sue forze è proprio questa: molti obiettivi si raggiungono sperimentando interazioni umoristiche. Quando tre poliziotti ci sorprendono in un bagno pubblico sbucando dalle rispettive cisterne, la soluzione più ovvia è fuggire dalla stanza… ma perché non tirare prima lo sciacquone per vedere cosa succede?

Phonopolis è uno spettacolo visivo, curato nei minimi dettagli. Nonostante sia il primo titolo in 3D dello studio, il suo stile artistico lo rende quasi indistinguibile da un’opera in 2D. Le animazioni espressive e i personaggi, realizzati con cartone e pittura nel corso di un decennio, sono semplicemente straordinari. La scelta di animare a 12 FPS, nello stile dell’animazione degli anni ’50 (ispirata in particolare alla scuola di Zagabria, come il corto Surogat, che forse ti suonerà familiare per la sua parodia ne I Simpson), dona al gioco una texture unica che ci trasporta indietro nel tempo.

Parlando di ispirazioni, lo stile artistico di Phonopolis è debitore delle avanguardie del XX secolo, in particolare del Costruttivismo e del Suprematismo russi e del Futurismo italiano. Alcuni enigmi giocano con punti e linee di colori primari, come una composizione di Malevič, i manifesti stradali sembrano usciti dalle mani di El Lissitzky e la struttura mobile della città richiama le opere di Boccioni. Questi riferimenti non sono casuali: il Futurismo, ad esempio, si associò apertamente al regime fascista di Mussolini, mentre il Suprematismo ebbe un ruolo chiave nella propaganda rivoluzionaria sovietica… prima di essere bollato come “arte borghese” e censurato per mezzo secolo. Tuttavia,Phonopolis non si addentra in una narrazione troppo approfondita sui totalitarismi, lasciando spazio a interpretazioni libere, proprio come accade con 1984 di Orwell.

A parte un breve momento verso la fine, dove si concentrano forse troppi enigmi basati su punti e linee, il ritmo di gioco di Phonopolis è esemplare e riesce a tenerci incollati allo schermo per tutta la sua durata con grande facilità. È simpatico e irriverente, ma sa intercalare alcuni momenti più emozionanti con gusto e precisione per non rimanere solo nel campo della parodia. Il risultato è un’altra geniale opera di Amanita Design, uno studio di videogiochi che ha saputo costruire una voce unica nel corso di due decenni. È anche un vero e proprio appello a favore del valore del lavoro manuale in un momento in cui le sfere tecnologiche vogliono trasformare il nostro mondo in una catena di montaggio senza spazio per l’espressione.

Phonopolis si conferma così come un titolo imperdibile per gli amanti delle avventure grafiche e per chi apprezza un’esperienza artistica e narrativa di alto livello. La sua combinazione di estetica raffinata, enigmi intelligenti e una storia che invita alla riflessione lo rende un’opera che resterà impressa nella memoria dei giocatori. Amanita Design dimostra ancora una volta di saper innovare senza tradire la propria identità, regalando un viaggio unico in un mondo distopico che, pur nella sua fantasia, risuona con temi universali e attuali.

Se sei alla ricerca di un’avventura che unisca arte, umorismo e critica sociale in un pacchetto elegante e coinvolgente,Phonopolis è la scelta perfetta. Preparati a immergerti in una città che si risveglia, dove ogni dettaglio racconta una storia e ogni suono può cambiare il destino.

Redazione GamingParkRedazione GamingPark
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