Anche se di breve durata,Jujutsu Kaisen: Modulo ha conquistato i fan dell’opera originale di Gege Akutami con un sequel più che dignitoso, ormai giunto al suo epilogo. Grazie a questo, è stato possibile ammirare anche un primo teaser anime realizzato dallo studio MAPPA. Sebbene lo stile visivo rispecchi quello a cui lo studio ci ha abituati nelle ultime stagioni, il manga presenta una differenza significativa: il disegnatore non è l’autore originale. Akutami ha fornito alcune spiegazioni in merito, ma dietro questa scelta sembra celarsi una riflessione più profonda.

Un nuovo disegnatore per Jujutsu Kaisen
L’annuncio di un sequel di Jujutsu Kaisen previsto per settembre 2025 ha sorpreso molti, soprattutto considerando che lo stesso Gege Akutami aveva ammesso quanto fosse stato impegnativo portare avanti il progetto per ben 7 anni.
Tuttavia, mentre Akutami si è occupato della sceneggiatura di Modulo, i disegni sono stati affidati all’illustratore Yuji Iwasaki.
Nel volume finale di Modulo, Akutami ha spiegato che il motivo principale del cambio di disegnatore era mostrare uno stile differente per evitare confusione tra i personaggi.Ad esempio, se disegnassi Usami, finirebbe per assomigliare a Nanami, il che genererebbe speculazioni inutili tra i lettori, creando un ‘rumore’ significativo che interferirebbe con la loro capacità di seguire la storia. Dividere le responsabilità tra trama e arte era indispensabile per eliminare questo ‘rumore’.
Tuttavia, considerando che il mondo del manga è ricco di sequel e spin-off, questa motivazione appare un po’ discutibile. Non che non sia valida, ma si percepisce anche una certa necessità di prendersi una pausa da parte dell’autore. Ricordiamo che, nel suo addio a Jujutsu Kaisen, Akutami non solo si era definito “stupido”, ma aveva anche ammesso di aver causato molte preoccupazioni:
“Ho fatto preoccupare molto i miei editor, Katayama, Ikeda e Fukuda, il direttore dei volumi Yanagida, il designer Ishida e i miei assistenti. E, parlando di essere un problema, credo di aver stressato un po’ ogni settimana il reparto editoriale e tutti in casa editrice. Mi scuso tantissimo per questo.”
Se guardiamo ad altre opere, notiamo che anche Boruto, il sequel di Naruto, non è stato guidato direttamente da Masashi Kishimoto (sebbene supervisionato da lui) a causa dell’estremo affaticamento dell’autore.
Una motivazione simile appare più plausibile rispetto all’idea che un autore non riesca a distinguere due personaggi o a fornire un contesto narrativo che giustifichi il cambiamento.

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