Un viaggio epico di oltre 1.500 km in questo action game made in China
Non è un mistero che l’industria videoludica cinese stia vivendo una crescita senza precedenti. Tra i titoli che stanno attirando l’attenzione spiccano Phantom Blade,Sea of Remnants e Blood Message. Quest’ultimo, in particolare, ha già fatto parlare di sé per il suo straordinario comparto grafico e le evidenti influenze da capisaldi del genere come Uncharted e The Last of Us.

Dopo averlo testato in una sessione di gameplay di 20 minuti (che potete vedere nel video qui sotto), è il momento di condividere le mie impressioni sui controlli e su quanto il titolo sia all’altezza delle aspettative.
Un’avventura dura e violenta tra le nebbie della Cina medievale
Blood Message si svolge nell’848 d.C., in un’epoca poco esplorata della storia cinese, al tramonto della dinastia Tang. Il protagonista, un messaggero incaricato di consegnare un messaggio che potrebbe porre fine a un conflitto bellico con i soldati tibetani, si trova presto immerso in una serie di sfide che renderanno il suo viaggio tutt’altro che semplice.
Il gameplay che abbiamo visto ci introduce a una fase intermedia del titolo, dove incontriamo alcuni membri della famiglia del protagonista, Pei, tra cui suo fratello Arrtai. Quest’ultimo accompagna il giocatore fin dai primi minuti di gioco, ma attenzione: attraversare la città senza essere scoperti è praticamente impossibile.
In Blood Message ci sono solo due strade per sopravvivere: la furtività o il combattimento diretto. Se optate per la prima, sappiate che l’esperienza è piuttosto guidata.
Arrtai vi indicherà spesso la strada da seguire, rendendo le opzioni d’azione piuttosto intuitive. In confronto ad altri titoli come The Last of Us, dove la furtività può risultare più frustrante, qui la situazione è decisamente più accessibile.
Va sottolineato che gli sviluppatori di 24 Entertainment hanno aggiunto numerose guide visive che facilitano notevolmente l’approccio stealth. Tuttavia, non tutte le sezioni sono così scriptate come potrebbe sembrare: ci sono momenti in cui la scelta su come agire è davvero nelle vostre mani. Certo, ci sono potenziali detonatori come uccelli che attraversano il percorso, ma in generale esistono diversi percorsi alternativi per evitare di essere scoperti.
Tuttavia, come ammetto apertamente, la furtività non è il mio forte. Non ho impiegato molto a passare alle spade, e qui le cose si fanno davvero interessanti. Se pensate che il combattimento sia semplice, beh, in parte è vero, ma in parte no.
Ciò che ho apprezzato di più delle armi non è la libertà di sferrare fendenti a caso, ma il fatto che ogni nemico richieda un approccio specifico. Eliminare tre avversari contemporaneamente è impossibile. Lo studio ha voluto offrire un certo “realismo”, trasmettendo la sensazione di svantaggio quando il protagonista è solo.
Grafica mozzafiato e combattimenti intensi
Se vi state chiedendo se Blood Message sia bello come sembra, la risposta è sì. Ma c’è di più: il titolo si distingue anche per la sua componente cinematografica, con scene di violenza esplicita e QTE che arricchiscono l’esperienza.
Un piccolo consiglio pratico: è sempre meglio iniziare con un colpo forte (R2) per poi concatenare attacchi rapidi (R1).
In questo modo sarà più facile destabilizzare i nemici o rompere i loro scudi, altrimenti pressoché invulnerabili. Quando, invece, è il fratello a seguirvi, le dinamiche cambiano: le cinematiche di esecuzioni o di aiuto reciproco acquistano maggiore rilievo.
Per quanto riguarda il combattimento, due aspetti meritano particolare attenzione: l’importanza del parry e le animazioni del personaggio. Per il primo, dimenticatevi di uno stile esagerato alla Sekiro. Bloccare o parare gli attacchi qui si sente reale, quasi pesante, come se la vostra stessa vita dipendesse da ogni mossa. Le animazioni, poi, sono un vero punto di forza: gran parte del dinamismo dei combattimenti si trasmette attraverso i piccoli movimenti del personaggio, che risultano estremamente realistici.
Una volta sconfitto il grosso dei soldati, la demo passa a una sequenza frenetica di inseguimento.
Devo ammettere che non mi ha entusiasmato più di tanto: si tratta principalmente di correre, chinarsi e saltare. Tuttavia, ciò che ho apprezzato di più in questa parte è l’ambiente circostante, che reagisce in modo dinamico: ratti che corrono accanto a noi, persone che chiudono porte, foglie che cadono.
Un titolo promettente, ma con qualche neo da sistemare
Ed è proprio parlando di ambiente che arriviamo a uno degli aspetti più discussi di Blood Message: i grafici. Se vi state chiedendo se sia bello come sembra, la risposta è sì. Tuttavia, va segnalato che (al momento) il gioco presenta ancora alcuni problemi da risolvere, come bug (che, a dire il vero, mi sono sembrati quasi divertenti) o texture da migliorare. Ad esempio, l’acqua in alcuni momenti appare incredibilmente fluida e realistica, mentre in altri risulta pixelata.
Ma, dopotutto, manca ancora una data di uscita ufficiale oltre al generico 2027, quindi c’è tempo per sistemare tutto.
Un altro aspetto che potrebbe non convincere tutti (almeno nella demo che abbiamo visto) è la linearità del percorso. Si procede sempre dritti avanti, senza particolari deviazioni. Questo non significa che non ci siano collezionabili, documenti o altri punti d’interesse, ma almeno nella parte che abbiamo testato, l’esplorazione risulta piuttosto limitata.
Queste osservazioni, però, non devono rovinare l’esperienza complessiva. La qualità del prodotto si nota in molti dettagli, dall’ambientazione alla ricchezza degli ambienti. Se questa demo funziona come un antipasto, vi assicuro che fa venire voglia di assaggiare il piatto principale.
Blood Message non ha ancora una data di uscita né le piattaforme confermate, ma tutto fa pensare che arriverà su PC,PS5 e Xbox Series X|S.
