Sembrava destinato a non vedere mai la luce.

Replaced: un’avventura cyberpunk dal fascino retrofuturista, tra ostacoli tecnici e combattimenti mozzafiato
Estetica cyberpunk e combattimenti ispirati alla serie Arkham.
Sembrava destinato a non vedere mai la luce. Un altro titolo che rischiava di arenarsi a metà strada, vittima delle difficoltà che stanno attraversando il settore. E invece eccolo qui:Replaced, il nuovo gioco degli sviluppatori di Sad Cat Studios. Un’avventura che ha dovuto superare non poche sfide: il team, nato in Bielorussia, ha dovuto trasferire la propria sede a Cipro a causa dell’invasione russa dell’Ucraina, complicando ulteriormente uno sviluppo già lungo e travagliato. Il progetto, infatti, è partito nel 2018, e un’attesa così prolungata senza aggiornamenti non lasciava presagire nulla di buono. Eppure, il team è riuscito a mantenere la promessa, trasformando Replaced in uno dei giochi indie più attesi dell’anno e in un punto di forza per Xbox Game Pass, dove è già disponibile al lancio.
Ma il lavoro non si è concluso qui. Analizzare Replaced si è rivelato più complesso del previsto, perché, come purtroppo accade spesso con i titoli appena usciti, anche questo presenta problemi tecnici anche piuttosto gravi. Durante il nostro test, abbiamo riscontrato episodi di softlock in diversi punti del gioco, sia su Xbox che su Steam. A volte dipende dalla fortuna, ma nel nostro caso non è andata così: siamo stati costretti a riavviare il gioco dall’inizio dopo diverse ore di gameplay, bloccati da errori che hanno impedito la progressione. Sappiamo che Sad Cat Studios sta lavorando per risolvere questi problemi con aggiornamenti futuri, ma è giusto segnalare che si tratta di un difetto attuale che ha colpito anche altri giocatori.
Ma di cosa parla esattamente Replaced? È un’avventura d’azione con una forte identità visiva, uno stile retrofuturista che fonde sapientemente elementi vecchi e nuovi, regalando un’esperienza unica. La trama, uno dei suoi punti di forza, è ambientata nel 1984, una data non casuale per gli appassionati di fantascienza e distopie: il riferimento a 1984 di George Orwell è immediato. In una versione alternativa degli Stati Uniti in declino, dovremo scoprire i segreti della Corporation Phoenix, un’entità temuta che controlla la popolazione, isolando e privando di risorse chi vive oltre il muro, i cosiddetti “scarti”.
La storia ruota attorno a Reach, un’intelligenza artificiale che, per motivi narrativi che scoprirete strada facendo, finisce nel corpo del dottor Warren Marsh, uno dei suoi creatori. Attraverso questa dualità, verranno svelati oscuri segreti che compongono una trama forse non originale, ma con un messaggio attuale che dà forza a una narrazione compatta e coinvolgente. Tra i temi affrontati ci sono la convivenza tra macchine e intelligenze artificiali nella società e nell’umanità, un aspetto che acquista sempre più rilevanza con il passare delle ore. A rendere il tutto più avvincente contribuiscono i personaggi che popolano il mondo e le note sparse per l’ambientazione, simili a collezionabili. Insomma, la storia di Replaced è davvero avvincente.
Da questa premessa parte un viaggio che parte oltre il Muro e che mira a riportare il protagonista alle strutture della Corporation, dove tutto ha avuto inizio. Un percorso tutt’altro che semplice, in cui la sopravvivenza è la priorità. L’avventura si distingue per un approccio classico e la fusione di diversi generi, che offre varietà, anche se non sempre brilla in tutti gli aspetti. È il caso, ad esempio, delle sezioni platform, dove non sempre si sente l’ispirazione necessaria: a volte per via di movimenti un po’ goffi del personaggio, altre per un timing troppo esigente, e in altre ancora per la leggibilità degli scenari, che, complice la loro bellezza (di cui parleremo dopo) e il loro stile “pixel art grasso”, a volte confondono. Lo stesso vale per il 2.5D, che in alcuni momenti ci induce a sfruttare la profondità degli scenari per progredire. Nulla di grave, anzi: si guadagna in dinamismo quando sblocchiamo nuove abilità, come il doppio salto o l’hacking. Lo stesso vale per le sezioni stealth, ricorrenti ma poco originali, che si limitano a farci evitare la luce rossa dei droni che ci individuerebbero all’istante. Solo a metà gioco vengono introdotte alcune varianti, come interagire con robot aspirapolvere per usarli come copertura, ma anche in questo caso l’ispirazione non è ai massimi livelli.
Molto più efficace risulta invece il sistema di combattimento, che trae ispirazione dal free-flow di Batman: Arkham Asylum, diventato quasi uno standard del settore. Con una semplicità disarmante, sconfiggeremo orde di nemici imparando a distribuire i colpi come il vero Chuck Norris(che riposi in pace). La chiave non è solo premere i tasti, ma leggere i movimenti degli avversari: compariranno infatti segnali sopra le loro teste che ci indicheranno come reagire, come il classico contrattacco segnalato dal colore giallo. Ogni nemico ha un metodo diverso: alcuni sparano, altri hanno armature, altri ancora possono essere sconfitti solo con il contrattacco. Tutto questo si combina con le abilità del personaggio, che otteniamo man mano che avanziamo, come respingere i proiettili, rompere scudi o lanciare onde d’urto che mettono ko diversi nemici in pochi secondi. Il combattimento di Replaced trasmette un ritmo quasi ipnotico, sfruttando al meglio l’approccio cinematografico del gioco e regalando sequenze visivamente spettacolari, con l’unico, ma necessario, obiettivo di farci impazzire.
E ci riesce, perché a livello visivo è una vera delizia. La progettazione degli scenari e dei livelli è eccellente, con particolare attenzione all’illuminazione di ogni location. Nonostante l’ambientazione desolata, lo stile cyberpunk con le sue luci al neon stridenti crea un’atmosfera spettacolare, arricchita da dettagli unici. Sad Cat Games sa bene che questa è la sua arma vincente, capace di attirare l’attenzione fin dai primi istanti grazie all’estetica. Non c’è dubbio. Tuttavia, seppur possa essere una mia impressione, a volte il gioco pecca di un eccessivo pretensiosismo in alcuni momenti di diversi secondi in cui ci si limita a camminare senza altri stimoli se non muovere il personaggio in linea retta. Sono istanti contemplativi e riflessivi che funzionano, soprattutto in momenti chiave, ma forse se ne abusa un po’. Per quanto riguarda l’audio, purtroppo è quasi assente: le musiche sono ridotte a pochi accordi sporadici che lasciano poco spazio all’immersione. Se fosse stato sfruttato meglio, avrebbe potuto elevare notevolmente l’esperienza.
Per fugare ogni dubbio sulle numerose abilità sbloccabili,Replaced si conferma un’avventura lineare, con pochissimi ostacoli a interrompere il flusso principale. Gli enigmi, seppur presenti, sono pochi e ci spingono a esplorare la mappa con parsimonia, così come le incursioni oltre il Muro, dove incontrare personaggi chiave diventa fondamentale non solo per approfondire la lore, ma anche per portare a termine missioni secondarie. In realtà, queste ultime non sono altro che semplici recuperi di oggetti in aree delimitate, alla ricerca di materiali necessari. Un’attività che potrebbe sembrare noiosa, ma che si rivela essenziale: proprio in queste zone si nascondono gli upgrade di salute, energia e i kit di pronto soccorso, indispensabili per affrontare i numerosi combattimenti che caratterizzano il gioco. Completare Replaced richiede circa 10-12 ore, ma personalmente la durata risulta eccessiva: nonostante alcune varianti, ci sono momenti in cui la routine diventa ripetitiva e la sensazione è che un’esperienza più compatta avrebbe giovato all’immersione.
Con pregi e difetti ben bilanciati,Replaced offre un’esperienza intensa, sostenuta da una narrazione e un’ambientazione di tutto rispetto, impreziosita da momenti di grande spettacolarità, anche se forse non abbastanza incisivi. Il titolo si ferma a metà strada nel tentativo di raggiungere vette più alte, ma si dimostra comunque più che sufficiente per soddisfare gli appassionati.
