HomeNotizieGiappone e Corea del Sud: il problema sociale che sta cambiando...

Giappone e Corea del Sud: il problema sociale che sta cambiando…

Giappone e Corea del Sud: il problema sociale che sta cambiando il gaming asiatico

In Giappone, secondo i dati ufficiali del governo del 2022, oltre 1,46 milioni di persone vivono in condizione di hikikomori. Il termine, coniato dallo psichiatra Tamaki Saitō nel 1998, definisce un ritiro volontario dalla vita sociale della durata minima di sei mesi, durante i quali la persona rimane confinata tra le mura domestiche con pochissimi contatti al di fuori della famiglia.

Non si tratta di semplice introversione o timidezza, ma di una rottura radicale con l’ambiente esterno, alimentata da fattori come la pressione accademica, la paura del fallimento e la vergogna collettiva. Un fenomeno in costante espansione che continua a preoccupare le istituzioni.

Anche la Corea del Sud affronta una situazione analoga, seppur con dinamiche e nomenclature differenti. La pressione del sistema scolastico e la cultura della performance spingono molti giovani verso l’isolamento, spesso attraverso un percorso che passa proprio dai videogiochi online, in particolare gli MMORPG. Il paese è stato il primo al mondo a introdurre una legge specifica contro la dipendenza da videogiochi: la cosiddetta Legge Cenerentola del 2011, che vietava l’accesso alle piattaforme di gioco ai minori di 16 anni tra mezzanotte e le sei del mattino. Una misura che testimonia quanto il fenomeno fosse già allora diffuso e richiedesse un intervento normativo.

Due paesi, un meccanismo psicologico simile

Ciò che unisce questi due fenomeni non è la modalità con cui si manifestano, ma la radice psicologica che li alimenta. Gli studiosi dell’hikikomori individuano come elemento centrale la paura del giudizio sociale in caso di fallimento, un timore che nelle società asiatiche assume una dimensione collettiva molto più pesante rispetto all’Occidente. Gli MMORPG rappresentano, in questo contesto, una soluzione quasi perfetta: permettono di ottenere riconoscimento, costruire relazioni e accumulare successi senza dover affrontare il costo emotivo che tali traguardi comportano nella realtà.

Non è una semplice fuga, ma una risposta razionale a un disagio concreto.

Uno studio pubblicato su PMC su hikikomori e disturbo da gioco ha evidenziato come le persone con ritiro sociale patologico abbiano una probabilità significativamente maggiore di sviluppare un uso problematico dei videogiochi rispetto al gruppo di controllo. Tuttavia, la relazione non è lineare: i giochi non causano l’isolamento, ma possono contribuire a consolidarlo una volta che questo si è instaurato. Gli MMORPG, con le loro dinamiche di ricompensa sociale e comunità attive, replicano le strutture di appartenenza che la persona hikikomori ha abbandonato nel mondo reale.

Il gaming come valvola di sfogo, non come causa

La domanda che emerge non è se i videogiochi siano dannosi— una discussione ormai superata e troppo semplificatoria — ma piuttosto cosa rivela una società in cui così tante persone trovano rifugio e senso di realizzazione all’interno di un gioco.

La Corea del Sud, con uno dei sistemi educativi più competitivi al mondo, è anche la culla di una delle culture eSports più aggressive del pianeta. Il Giappone, dal canto suo, vive da decenni con il concetto di haji— la vergogna come strumento di controllo sociale — e assiste a come una parte significativa della popolazione preferisca scomparire piuttosto che affrontare un fallimento pubblico. Entrambi i paesi sono diventati, loro malgrado, laboratori di ciò che accade quando la pressione sociale supera la capacità delle persone di gestirla. I videogiochi online fungono spesso da valvola di sfogo. Il vero nodo non è se aprire o chiudere questa valvola, ma la pressione che la rende necessaria.

Redazione GamingParkRedazione GamingPark
Redazione GamingParkhttp://www.gamingpark.it
Da oltre 10 anni, portiamo le migliori notizie e guide sui videogiochi.
RELATED ARTICLES

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam.Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.