HomeNotizieAphelion di Don’t Nod: una narrazione sci-fi coinvolgente e...

Aphelion di Don’t Nod: una narrazione sci-fi coinvolgente e…

Kubrick, infatti, ha sempre indagato l’evoluzione dell’umanità e la sua incessante ricerca di superare ogni confine.

♪ I nostri sogni, le nostre aspettative, buchi neri e rivelazioni ♪

<section class="">

Don’t Nod sorprende ancora una volta con **Aphelion**, un’avventura narrativa che fonde esplorazione e piattaforme senza ricorrere a forzature o invenzioni fantasiose. Il risultato è una storia che spinge l’esperienza umana ai suoi limiti estremi, ispirandosi a capisaldi del cinema come **2001: Odissea nello spazio** di Stanley Kubrick.

Kubrick, infatti, ha sempre indagato l’evoluzione dell’umanità e la sua incessante ricerca di superare ogni confine. Dagli albori dell’utilizzo dei primi strumenti rudimentali — dove già si palesavano i lati più oscuri della nostra specie — fino alla domanda su cosa si celi oltre, come ben rappresentato nel celebre stacco tra un osso volante e una nave spaziale. Perché, fin dagli inizi, l’uomo si interroga su cosa ci sia oltre, soprattutto quando osserva la luce delle stelle. Non solo in chiave filosofica, ma anche nel preoccupante bisogno di un piano B per la nostra specie, qualora le cose volgessero al peggio.

Questo è l’incipit di **Aphelion**, la nuova avventura narrativa targata Don’t Nod. Lo studio francese, in questa occasione, abbraccia la fantascienza classica ma efficace, trasportandoci in una trama in cui la Terra diventa inabitabile nel 2060. Un nuovo pianeta, **Persephone**, si propone come unica speranza per l’umanità. Per verificarne la fattibilità, l’**ESA** (Agenzia Spaziale Europea) avvia la missione scientifica **Hope-01**, inviando gli astronauti Thomas Cross e Ariane Montclair a esplorare il gelido e remoto pianeta. Purtroppo, i piani vanno in fumo: la loro navicella subisce un atterraggio di fortuna, costringendo i due a separarsi. Ora, ciascuno dovrà affrontare l’ignoto in solitudine, cercando di ricongiungersi.

Un inizio che potrebbe sembrare scontato, ma che invece funziona grazie ai numerosi pregi della proposta. Il primo è senza dubbio l’ambientazione. L’ESA ha collaborato allo sviluppo, portando la sua expertise in un contesto ambientale e narrativo che, pur essendo di fantasia, si ispira a missioni reali. Come dichiarato sul sito dell’Agenzia Spaziale Europea, l’obiettivo è mostrare come l’esplorazione spaziale possa accendere la curiosità, unire le persone e aiutarci a reinventare il futuro. Un tocco di realismo che si avverte sia nell’ambientazione ghiacciata del pianeta **Persephone**, sia nei documenti e nei messaggi disseminati lungo il percorso.

Il vero punto di forza, però, è la relazione tra i protagonisti, che aggiunge profondità emotiva e comprensione delle loro motivazioni, spingendoli a compiere azioni estreme pur di ritrovarsi. Perché, come si suol dire, l’amore muove montagne — e, a quanto pare, anche pianeti.

**Aphelion** conquista grazie alla sua narrazione coinvolgente, mentre la componente giocabile rimane semplice e lineare. Nonostante la libertà di esplorare un intero pianeta, l’avventura si sviluppa in modo lineare, poiché ciò che conta è l’esperienza e il racconto. La sopravvivenza si riduce a situazioni già viste in altri giochi, e se funziona è perché non è il fulcro dell’esperienza.

Tuttavia, manca un po’ di audacia: ci muoviamo in un ambiente maestoso, visivamente spettacolare, ma la navigazione si limita a una serie di situazioni ripetitive per passare da un punto all’altro. Controlliamo sia Thomas che Ariane, ma è lei a guidare la maggior parte dell’avventura. Con un forte taglio cinematografico, dobbiamo scalare precipizi, assicurarci di avere una presa salda per raggiungere la meta, saltare, fuggire a tutta velocità e usare un rampino per spingerci oltre. Queste meccaniche, ispirate a titoli come **Uncharted** o **Tomb Raider**, si ripetono senza grande profondità. Forse, considerando giochi come **Cairn** o **Jusant** — quest’ultimo sempre di Don’t Nod — si sarebbe potuto osare di più.

La varietà arriva soprattutto con Thomas: a causa di una grave ferita, non può arrampicarsi, quindi avanzare con lui significa raggiungere i distributori di ossigeno (per capire il perché, basterà giocare). L’avventura include alcuni puzzle e momenti di interazione ambientale tramite uno scanner, abbracciando così il tema della fantascienza: il pianeta reagisce alle nostre azioni e non sembra gradire la terraformazione. Qui entra in scena una creatura ostile, probabilmente l’elemento più ricorrente dell’avventura. Thomas e Ariane non sono esperti di combattimento né armati, quindi il gioco si basa sullo stealth. L’infiltrarsi è semplice: avanzare con cautela, evitare pozze d’acqua o usare l’ambiente per distrarre la creatura e proseguire. Se ci scopre, non c’è scampo.

Forse il gioco fa troppo affidamento su questa entità per variare il ritmo, ma alla lunga diventa eccessivo, soprattutto negli ultimi due o tre capitoli di un’avventura che, tra l’altro, si compone di 11 episodi e si completa in 8-10 ore senza troppe difficoltà.

**Aphelion** è un’avventura compatta che, pur senza eccessive pretese, si impone per la sua narrazione coinvolgente e l’ambientazione mozzafiato. Se la componente giocabile poteva essere più originale e variegata, il risultato finale è comunque un titolo che sa catturare, grazie a una storia emozionante e un’atmosfera immersiva.

</section>

Redazione GamingParkRedazione GamingPark
Redazione GamingParkhttp://www.gamingpark.it
Da oltre 10 anni, portiamo le migliori notizie e guide sui videogiochi.
RELATED ARTICLES

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam.Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.