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Sony reintroduce il DRM con verifiche ogni 30 giorni su PlayStation

Sony introduce un nuovo sistema DRM per i giochi digitali PlayStation con controlli online ogni 30 giorni, ma senza comunicazioni ufficiali.

AGGIORNAMENTO (30/04/26, 09:33)

Un portavoce di Sony ha fornito chiarimenti a GameSpot riguardo al nuovo sistema DRM per gli acquisti digitali su PlayStation.

«I giocatori possono accedere e giocare normalmente ai propri giochi acquistati. È sufficiente una singola verifica online per confermare la licenza; non sono richiesti ulteriori controlli».

La dichiarazione sembra avvalorare l’ipotesi che la licenza temporanea diventi permanente dopo il periodo di reso, ma non specifica come verranno gestiti i controlli online una volta che i servizi online delle console raggiungeranno la fine del loro ciclo di vita.

NOTIZIA ORIGINALE (29/04/26, 17:39)

Sony ha implementato un nuovo sistema DRM (Digital Rights Management) per i videogiochi acquistati digitalmente su PlayStation, ma senza alcuna comunicazione ufficiale, le informazioni rimangono ancora incomplete e frammentarie.

Lo scorso fine settimana, il noto YouTuber Modded Warfare ha pubblicato un video approfondito sull’argomento. Analizzando le licenze dei giochi appena acquistati su PlayStation 4, ha rilevato un timer di 30 giorni in conto alla rovescia. Questo timer non compare nei titoli acquistati in precedenza e non influisce sui giochi fisici.

Anche altri canali, come Spawn Wave, hanno testato il sistema forzando la scadenza del timer. Il risultato? I giochi mostravano un errore se non ci si era collegati almeno una volta a internet nei 30 giorni precedenti, impedendo l’avvio.

Il timer interessa sia i giochi per PlayStation 4 che per PlayStation 5, anche se su PS5 non è visibile alcun indicatore nella pagina della licenza del gioco.

Inoltre, è tornato alla ribalta un vecchio problema legato alla batteria CMOS. Per chi non lo sapesse, le console sono dotate di una piccola batteria interna che alimenta l’orologio di sistema.

Già nel 2021 si era verificato un problema simile: i possessori di PlayStation non potevano giocare ai titoli digitali se la batteria CMOS si scaricava. Sony risolse la questione con un aggiornamento, senza mai ammetterne ufficialmente l’esistenza. La PlayStation 5 Pro, invece, ha introdotto la possibilità di sostituire facilmente la batteria CMOS.

Il nuovo DRM ha riportato alla luce lo stesso problema: con l’introduzione di un timer, una volta esaurita la batteria CMOS, non sarebbe più possibile accedere ai giochi digitali, poiché la console non sarebbe in grado di registrare il trascorrere del tempo.

La mancanza di comunicazioni da parte di Sony ha alimentato la confusione tra gli utenti, molti dei quali stanno conducendo test indipendenti per comprendere i limiti e le implicazioni di questo DRM su PlayStation.

Ad esempio, l’utente Andshrew di ResetEra ha scoperto che il DRM dei 30 giorni si disattiva dopo 15 giorni, sostituendo la licenza temporanea con una permanente che non richiede più connessioni online. Questo ha portato a ipotizzare che il sistema DRM sia stato introdotto per contrastare exploit legati ai 14 giorni di reso dei giochi digitali, permettendo in qualche modo di attivare una licenza permanente.

L’amministratore dell’account DoesItPlay?, specializzato in preservazione dei videogiochi, ha spiegato ai nostri colleghi di GamingPark UK che il problema della batteria CMOS è particolarmente preoccupante: se non verrà risolto, il processo di autenticazione potrebbe causare la perdita di accesso alle librerie di giochi digitali man mano che le batterie CMOS si esauriscono.

Sony non ha ancora risposto alle richieste dei media riguardo all’implementazione di questo DRM negli acquisti digitali di PlayStation.

Redazione GamingParkRedazione GamingPark
Redazione GamingParkhttp://www.gamingpark.it
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