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Gli spin-off Pokémon sono davvero morti?

Negli anni passati, in periodi transitori come questi, di grande attesa e speranza verso nuovi titoli o addirittura nuove generazioni, Nintendo e The Pokémon Company hanno saputo “distrarre” gran parte dei fan della serie Pokémon occupandoli con altri tipi di giochi che, seppur a volte si sono dimostrati essere non propriamente all’altezza delle aspettative o dei giochi della serie principale, hanno saputo fare il loro lavoro: stiamo parlando degli spin-off Pokémon.

Credenza popolare che è affiorata più o meno di recente vuole che, dai tempi della pubblicazione di Pokémon Sole e Luna, The Pokémon Company abbia rinunciato agli spin-off Pokémon, preferendo concentrarsi su altri tipi di contenuti come le applicazioni per smartphone (per esempio Pokémon GO), e in parte è vero. Partiamo dalle basi…

Cosa vuol dire esattamente spin-off?

Tradotto dall’inglese significa “derivato”, ed infatti gli spin-off rappresentano un’opera derivata sviluppata a partire da un’opera principale, andando a focalizzare l’attenzione su personaggi o elementi secondari e marginali dell’opera da cui sono tratti.

Applicando questo concetto al mondo Pokémon, possiamo quindi dedurre che anche Pokémon GO, così come le tante altre applicazioni rilasciate di recente a tema Pokémon sono considerati spin-off della serie.

Quindi gli spin-off Pokémon sono morti oppure no?

La risposta non può che essere no, andiamo ad analizzare il perché.
Partendo dal 2014, quindi nel periodo che intercorre fra Pokémon X e Y e Pokémon Rubino Omega e Zaffiro Alpha, se volessimo considerare spin-off della serie anche le varie applicazioni per smartphone e tablet che sono state rilasciate, dal 2014 a oggi sono usciti ben cinque spin-off, sei se consideriamo il Gioco di Carte Collezionabili Online: in ordine Pokémon Shuffle (uscito anche per 3DS), Pokémon GO, Pokémon Duel, Magikarp Jump e Pokéland.

Certo è che a molti il considerare veri e propri spin-off applicazioni come queste, che a livello di storia e gameplay lasciano un po’ il tempo che trovano, con una longevità non paragonabile a quella di un qualsiasi titolo uscito per console, non va proprio giù, quindi scendiamo più nel dettaglio e consideriamo solamente i titoli console.

Considerando lo stesso periodo del precedente paragrafo, per console sono stati rilasciati: Pokémon Link: Battle! nel marzo 2014, Pokémon Art Academy nel luglio 2014, Pokémon Shuffle nel febbraio 2015, Pokémon Rumble World nell’aprile 2015, Pokémon Picross nel dicembre 2015, Pokémon Super Mystery Dungeon nel febbraio 2016 (anche se in Giappone era stato pubblicato diversi mesi prima), Pokkén Tournament nel marzo 2016 e la sua versione DX per Switch nel settembre 2017 e, per finire, Detective Pikachu a marzo 2018.

Otto giochi, nove se contiamo i due Pokkén, dalla longevità più o meno variabile che sono stati pubblicati in quattro anni dove i giochi della serie principale pubblicati sono stati ben tre (Rubino Omega e Zaffiro Alpha, Sole e Luna e Ultrasole e Ultraluna).

A questi si aggiungono i vari titoli per Virtual Console, sebbene si potrebbe tranquillamente obiettare sulla natura spin-off dei seguenti titoli, essendo dei porting, possiamo circa considerarli tali se rapportati al momento in cui sono stati pubblicati: Rosso, Blu e Giallo pubblicati nel febbraio 2017, Oro e Argento a settembre 2017 e a gennaio 2018 è arrivato anche Pokémon Cristallo, senza dimenticarci le varie Virtual Console per Wii U come i tre Pokémon Ranger, Mystery Dungeon Squadra Rossa, Blu ed Esploratori del Cielo, disponibili da febbraio e giugno 2016, oppure ancora Pokémon Snap ad agosto 2016.

Dopo aver letto per bene la lista della spesa possiamo analizzarla e riuscire a tirarne fuori diverse considerazioni.

  • Durante una campagna marketing per il lancio di un gioco della serie principale difficilmente escono spin-off importanti:
    – I remake di terza sono stati annunciati nel maggio 2014, e si contano solo due spin-off a cavallo dell’annuncio, uno poco prima e l’altro poco dopo.
    – Il 2015 è stato un anno sabatico per la serie principale, che ha significato abbondanza di spin-off.
    – Come per il 2014 anche nel 2016 sono usciti spin-off a ridosso dell’annuncio di Pokémon Sole e Luna, eccezion fatta per la meteora inaspettata che è stata Pokémon GO.
    – Il 2017 è stato l’anno della Virtual Console prima e durante la campagna per i nuovi giochi di settima generazione.
  • Il 2015 è stato l’anno in cui sono stati pubblicati più spin-off e corrisponde anche all’anno in cui non è stato pubblicato alcun gioco della serie principale.
  • Il rilascio delle varie applicazioni spin-off viene fatto più a “cuor leggero” nei confronti della campagna marketing dei giochi della serie principale.
  • Il 2016 e il 2017 hanno puntato molto sulla Virtual Console, con tutti i titoli sono stati soprattutto poco prima o poco dopo l’annuncio di nuovi giochi.

Considerando tutti i giochi sopraelencati, includendo sia Virtual Console che applicazioni e considerando le coppie di giochi come se fossero singoli, abbiamo la modesta cifra di 24 titoli pubblicati da Rubino Omega e Zaffiro Alpha a oggi. Facendo una banale media, rispetto ai 41 mesi trascorsi finora è stato pubblicato uno spin off ogni 52 giorni.
La media arriva a essere di 66 giorni se si escludono le applicazioni, di 89 se escludiamo gli spin-off Virtual Console per Wii U oppure tutti i titoli VC ma includendo le applicazioni e di ben 139 giorni se andiamo a escludere ogni genere di Virtual Console.

Cosa possiamo aspettarci quindi?

Qualsiasi numero si voglia prendere in considerazione dall’elenco soprastante andrebbe a dirci che dobbiamo aspettarci un nuovo spin-off a brevissimo e, considerando che non debba intralciare gli annunci dei nuovi giochi Pokémon per Switch, dovrà essere pubblicato entro l’estate, scenario non del tutto impossibile a dirla tutta.

In realtà, però, per quanto ci sia una gran voglia da parte dei fan di un nuovo Pokémon Ranger, magari per Switch con i Joycon usati a mo’ di Styler di cattura, un spin-off di questo tipo per console sembra sempre più improbabile. Infatti, se guardiamo un po’ indietro alle campagne pubblicitarie di quelli che sono stati gli ultimi spin-off per console, possiamo notare che hanno avuto comunque una discreta campagna pubblicitaria alle spalle: prendendo in considerazione gli ultimi tre spin-off, Detective Pikachu, Pokkén Tournament e Super Mystery Dungeon tutti e tre hanno avuto alle spalle, nonostante fossero spin-off, almeno 6 mesi di distacco fra l’annuncio e la pubblicazione: se facessero adesso una cosa del genere, molto probabilmente ci sarebbe una sovrapposizione con l’eventuale nuovo gioco della serie principale.

Restano comunque alte le possibilità che vedono un possibile spin-off Pokémon da qui a metà dell’estate, con la pubblicazione di qualche nuova applicazione per Smartphone o giochi per console “meno impegnativi” che non hanno necessariamente bisogno di 6 mesi per convincere i fan a giocarci, come Pokémon Picross o Shuffle, sempre tenendo d’occhio Pokémon GO che pare si stia preparando a rilasciare la quarta generazione.

Insomma, dopo svariate analisi va sicuramente evidenziata una cosa: chi si occupa del marchio e del brand Pokémon è sempre e costantemente a lavoro per fornire a chi li supporta e li sostiene qualcosa con cui intrattenersi, che sia un gioco dal collezionismo proibitivo o una semplice app per passare il tempo fra una fermata e l’altra del bus.

Insomma, gli spin-off Pokémon sono tutt’altro che morti: sono più vivi che mai e, per quanto a molti possa mancare fare cerchi con il proprio Styler o liberare dalle ombre i Pokémon degli avversari, non si può ridurre unicamente a quello il concetto di spin-off di un’intera serie.

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