2XKO non è soltanto uno spin-off di League of Legends: Riot Games vuole conquistare gli appassionati di picchiaduro
È un momento particolarmente interessante per gli appassionati di giochi di combattimento. Il genere offre oggi una varietà notevole di titoli, adatti a stili di gioco ed esigenze molto differenti, mentre la comunità continua a crescere e a rinnovarsi.

Anche Riot Games sembra aver colto questa opportunità. Con 2XKO, il progetto precedentemente conosciuto come Project L, l’azienda vuole portare l’universo di League of Legends in un territorio completamente nuovo. Dopo anni di attesa, abbiamo avuto modo di provare il gioco per oltre sette ore. La prima impressione è chiara: sarebbe un errore sottovalutarlo. La base è già estremamente solida, anche se restano alcuni aspetti da perfezionare.
Un vero picchiaduro, non un semplice prodotto promozionale
Fin dal suo annuncio, 2XKO ha suscitato sentimenti contrastanti. Da un lato, il progetto è affidato a sviluppatori con una profonda conoscenza della scena competitiva dei picchiaduro. Dall’altro, non era immediatamente evidente quale fosse il pubblico di riferimento: Riot Games voleva attirare nuovi giocatori provenienti da League of Legends oppure conquistare gli appassionati più esperti del genere?
Dopo aver provato il titolo, la risposta appare molto più chiara. 2XKO non è un piccolo esperimento pensato soltanto per ampliare l’universo narrativo di Riot Games. È un gioco di combattimento completo, costruito con attenzione e con obiettivi precisi.
La versione disponibile durante l’Alpha Lab 2 comprendeva sette personaggi giocabili — Darius, Ahri, Jinx, Ekko, Yasuo, Illaoi e Braum — e cinque scenari. Il numero di contenuti era inevitabilmente limitato, trattandosi di una versione preliminare, ma sufficiente per comprendere la direzione intrapresa dal team di sviluppo.
Personaggi molto diversi tra loro
Uno degli elementi più promettenti è la varietà del gruppo di combattenti. Non si tratta soltanto di differenze estetiche: ogni personaggio possiede un’identità precisa e uno stile immediatamente riconoscibile.
Jinx è particolarmente efficace nel controllo delle distanze, Ekko può sfruttare la propria velocità e manipolare il tempo, Darius dispone di una notevole portata e può applicare penalità agli avversari, mentre Illaoi è in grado di evocare tentacoli sul terreno per modificare gli equilibri dello scontro.
La caratterizzazione dei personaggi è uno degli aspetti fondamentali di qualsiasi picchiaduro, ma in 2XKO le differenze sembrano particolarmente marcate. Passare da un combattente all’altro cambia sensibilmente il ritmo della partita e costringe il giocatore ad adottare strategie differenti.
Le meccaniche di squadra sono il cuore del gioco
Non è possibile parlare dei singoli personaggi senza considerare il vero pilastro dell’esperienza: 2XKO è un picchiaduro a squadre, nel quale ogni giocatore controlla due combattenti.
Il sistema non si limita al semplice cambio di personaggio o alla possibilità di estendere le combinazioni di colpi. Sono presenti anche opzioni difensive che permettono di allontanare gli avversari quando la pressione diventa eccessiva. Inoltre, una volta per round è possibile interrompere una combinazione avversaria in corso, evitando di subire danni troppo elevati.
A rendere il sistema ancora più interessante contribuiscono le Fusion, modificatori selezionabili prima dell’incontro che cambiano il modo in cui i due personaggi collaborano. Alcune aggiungono nuove opzioni offensive, altre migliorano le possibilità di cambio, mentre alcune permettono persino di sacrificare un combattente per potenziare quello rimasto in campo.
Ogni Fusion ha una funzione concreta e può incidere profondamente sullo stile di gioco. La scelta della coppia di personaggi e del modificatore più adatto diventa quindi una parte importante della strategia.
Un sistema immediato, ma non superficiale
Il risultato è un gioco dinamico, fluido e divertente sia da giocare sia da osservare. Gli scontri sono frenetici e colorati, ma l’azione non risulta eccessivamente confusa. Il titolo riesce a mantenere una propria identità senza trasformarsi in un’esperienza inutilmente complessa.
Come accade nei migliori picchiaduro, una partita si basa sull’uso intelligente delle risorse, sulla capacità di difendersi dalle offensive avversarie e sulla creazione di combinazioni efficaci. Non siamo di fronte a una rivoluzione del genere, ma a un progetto che dimostra di conoscere perfettamente le regole fondamentali di un picchiaduro bidimensionale.
Questa profondità non rende però il gioco inaccessibile ai nuovi arrivati. Molte persone si avvicinano ai giochi di combattimento con una certa diffidenza, soprattutto a causa della difficoltà nell’eseguire comandi complessi con il controller. Non tutti riescono a padroneggiare immediatamente movimenti circolari, combinazioni rapide o sequenze particolarmente elaborate.
Riot Games ha deciso di abbassare questa barriera iniziale senza rinunciare alla componente competitiva.
Comandi semplici per facilitare l’apprendimento
Gli elenchi delle mosse non sono lunghi come quelli di Tekken, mentre l’esecuzione degli attacchi speciali è meno impegnativa rispetto a giochi come Street Fighter o The King of Fighters.
Le mosse speciali possono essere attivate utilizzando un tasto e una direzione. Questo consente ai principianti di sperimentare più facilmente, cercando fin dalle prime partite di costruire combinazioni efficaci.
È presente anche un sistema che permette di concatenare diversi colpi premendo ripetutamente lo stesso tasto. Come avviene spesso con questo tipo di assistenza, le possibilità offensive risultano più limitate rispetto all’esecuzione manuale. Non si tratta quindi di una scorciatoia per ottenere un vantaggio ingiusto, ma di uno strumento utile per comprendere il ritmo degli incontri e prendere confidenza con le meccaniche di base.
2XKO vuole essere semplice da imparare, ma difficile da padroneggiare. La riduzione della complessità dei comandi non rende il gioco superficiale: sposta semplicemente l’attenzione dall’esecuzione tecnica pura alle decisioni tattiche.
Lobby, personalizzazione e partite online
Un picchiaduro moderno non può limitarsi agli incontri. 2XKO propone una lobby virtuale nella quale ogni giocatore può utilizzare un avatar personalizzabile.
La varietà delle attività non sembra raggiungere quella di Street Fighter 6, che mette a disposizione sale giochi e numerosi spazi interattivi, ma l’ambiente risulta comunque piacevole. È possibile avvicinarsi agli altri giocatori, osservare le loro partite e assistere agli scontri come spettatori.
Anche la personalizzazione dei combattenti avrà un ruolo importante. Le skin modificheranno l’aspetto dei personaggi e saranno disponibili diverse varianti cromatiche.
Un modello gratuito sostenuto dalle microtransazioni
2XKO sarà distribuito gratuitamente. Il modello economico si baserà quindi sulla vendita di contenuti cosmetici e sui pass stagionali.
I giocatori potranno ottenere costumi, elementi decorativi, adesivi e altri oggetti destinati alla personalizzazione del profilo. La presenza delle microtransazioni non sorprende, soprattutto considerando che anche molti giochi venduti a prezzo pieno adottano ormai sistemi simili.
Resta naturalmente da capire quanto sarà equilibrato il sistema e quanto tempo sarà necessario dedicare al gioco per sbloccare i contenuti senza effettuare acquisti.
Il tema più delicato riguarda i personaggi giocabili. Durante una sessione di domande e risposte, il produttore Tom Cannon ha spiegato che non sarà necessario pagare obbligatoriamente per ottenere i nuovi combattenti. Sarà sempre possibile sbloccarli semplicemente giocando.
Non è ancora chiaro quanto tempo richiederà il processo, ma la scelta rappresenta comunque un segnale positivo.
Pochissimi contenuti per chi cerca un’esperienza in singolo
Il principale limite di 2XKO riguarda l’assenza di modalità dedicate al giocatore singolo.
Nella versione provata erano disponibili soltanto l’allenamento e gli incontri contro avversari controllati dal computer. Non erano presenti una modalità storia, minigiochi o altri contenuti aggiuntivi.
Questa mancanza non sembra destinata a scomparire con l’uscita ufficiale. Gli sviluppatori hanno spiegato che, almeno durante le prime fasi di vita del titolo, l’attenzione sarà concentrata quasi esclusivamente sull’esperienza competitiva.
Le modalità per giocatore singolo non sono state escluse definitivamente, ma al momento non sembrano rappresentare una priorità.
La scelta chiarisce ulteriormente il pubblico di riferimento: 2XKO è pensato principalmente per chi vuole affrontare altri giocatori. Non è un prodotto costruito per attirare gli appassionati di League of Legends attraverso una campagna narrativa o un’esperienza leggera e occasionale.
Un gruppo iniziale di personaggi piuttosto ridotto
Anche il numero dei combattenti disponibili al lancio potrebbe rappresentare un problema. Il gruppo iniziale dovrebbe comprendere dieci personaggi.
In un picchiaduro tradizionale si tratterebbe già di una selezione piuttosto limitata. In un gioco basato su squadre composte da due combattenti, la sensazione di ripetitività potrebbe diventare ancora più evidente.
La vera sfida per Riot Games sarà quindi mantenere un ritmo costante nella pubblicazione dei nuovi contenuti. La volontà di coinvolgere la comunità e utilizzare il parere dei giocatori per migliorare i successivi aggiornamenti è sicuramente positiva, ma il team dovrà essere rapido per evitare che il titolo appaia povero nelle prime fasi della sua vita.
Un equilibrio difficile da trovare
2XKO dovrà affrontare anche un problema meno evidente: trovare il giusto equilibrio tra accessibilità e profondità.
Da una parte, Riot Games vuole proporre un gioco più semplice rispetto ad altri picchiaduro, riducendo la complessità dei comandi e facilitando l’ingresso dei principianti. Dall’altra, il progetto dovrà offrire una profondità sufficiente per mantenere vivo l’interesse dei giocatori più competitivi.
Esiste poi un ulteriore rischio. L’assenza di contenuti in singolo potrebbe scoraggiare proprio il pubblico proveniente da League of Legends, che non necessariamente possiede esperienza con i giochi di combattimento e potrebbe non sentirsi immediatamente pronto ad affrontare partite online o lunghe sessioni di allenamento.
Lo scenario ideale sarebbe quello di vedere una nuova comunità avvicinarsi al genere grazie all’universo di League of Legends, per poi scoprire in 2XKO il proprio primo grande picchiaduro.
Le premesse sono ottime
Dopo oltre sette ore di gioco, una cosa appare evidente: 2XKO è molto più di una semplice operazione promozionale legata a League of Legends.
Il progetto è sviluppato da persone che conoscono profondamente il genere e sembrano avere priorità ben definite. Il sistema di combattimento è fluido, spettacolare e divertente. Le meccaniche di squadra offrono molte possibilità strategiche, mentre i controlli semplificati potrebbero aiutare nuovi giocatori ad avvicinarsi senza sentirsi immediatamente sopraffatti.
Restano alcuni dubbi importanti: il numero limitato di personaggi, la quasi totale assenza di modalità in singolo e il ritmo con cui Riot Games pubblicherà i futuri aggiornamenti.
La base, però, è promettente. L’arrivo di un nuovo concorrente di peso nel panorama dei picchiaduro è sempre una buona notizia. Se Riot Games riuscirà a sostenere il progetto nel tempo con contenuti costanti e un buon rapporto con la comunità, 2XKO potrebbe diventare l’inizio di qualcosa di molto importante.
