Rhythm Paradise Groove arriva su Switch con più di cento nuovi minigiochi, controlli semplici e modalità accessibili, per ore di ritmo avvincente.
…ti sorprenderà, ne sono certo.
Con più minigiochi, più opzioni e l’originalità e l’umorismo tipici della saga, Rhythm Paradise Groove si presenta come il gioco di ritmo ideale per tenerti incollato senza fine.
Più di un decennio dopo l’ultima puntata della serie, Rhythm Paradise (conosciuto come Rhythm Heaven negli Stati Uniti e in Giappone) ritorna sulle nostre console con Groove, una nuova edizione per Nintendo Switch. Sì, è la prima volta che arriva su questa piattaforma, e non su una successiva. Anche se è ovviamente compatibile con la console ibrida di Nintendo, è probabile che questo titolo sia l’ultimo gioco first‑party pubblicato per la console precedente.
Il ritorno di questa saga singolare, ma al contempo popolare e amata, è una notizia eccellente. Tuttavia, Groove non è un semplice remake: è un’edizione ambiziosa e ricca, con una quantità enorme di livelli, varianti, sfide e modalità che garantiscono ore di gioco di ritmo senza fine.
Non vi svelerò il numero esatto di fasi, ma posso assicurarvi che supera di gran lunga le versioni per Nintendo DS e Wii, e si pone al pari di Megamix, la raccolta per Nintendo 3DS che conta circa cento minigiochi. La differenza è che, a differenza di quest’ultima, la maggior parte dei minigiochi e delle tracce di Groove è completamente nuova. In sintesi, Rhythm Paradise Groove è il titolo più completo e ambizioso di tutta la serie.
Questo significa che, se avete già provato i capitoli precedenti, Groove vi offrirà tutto ciò che vi ha conquistato finora. Se invece non conoscete la serie, vale la pena una breve introduzione: la descrivo spesso come un Wario Ware del ritmo, dove vengono proposte attività e scenari diversi e dovete rispondere a stimoli visivi o uditivi premendo i pulsanti in modo sincronizzato.
Quasi tutte le puntate della serie sono state pubblicate su console con caratteristiche particolari. Lo schermo tattile del DS ha permesso meccaniche basate su trascinamenti e tocchi rapidi, mentre la Wii ha introdotto controlli di movimento. Ci si chiedeva come questi input si sarebbero tradotti su una console più tradizionale come la Switch. La risposta è uno schema di controllo molto diretto: la stragrande maggioranza dei minigiochi utilizza al massimo due pulsanti, solitamente il pulsante A e il tasto in basso della croce direzionale, consentendo di usarli con entrambe le mani.
È sorprendente la quantità di situazioni che il gioco riesce a generare con soli due input. Ogni “livello” è composto da quattro fasi, seguite da una fase remix in cui i quattro minigiochi appena appresi vengono mescolati e presentati in ordine casuale.
Una delle caratteristiche che più apprezzo in Rhythm Paradise è l’uso intelligente di indizi visivi e sonori per indicare quando e come premere i pulsanti. Per i giocatori esperti, il ritmo della musica è più che sufficiente. Alcuni riescono a superare i minigiochi a occhi chiusi, e anche in questa edizione è possibile farlo. Inoltre, il menu include opzioni di accessibilità, come la lettura descrittiva, utili sia per chi ha esigenze particolari sia per chi desidera un’esperienza più immersiva.
Detto questo, i giocatori meno esperti a volte hanno bisogno di un ulteriore spunto. Il fascino del gioco non risiede solo nel ritmo, ma anche nella capacità di trasformare situazioni quotidiane in sfide musicali. Tra i minigiochi più memorabili c’è un robot che lavora in una fabbrica di flan e deve evitare che i dolci rotti cadano sul nastro trasportatore; in un altro, una ragazza gioca a calcio mentre sogna di diventare professionista e pensa al suo ragazzo.
Da uomini muscolosi che allenano i bicipiti lanciandosi frutta, a auto che girano spot televisivi, da fidanzate che preparano un’insalata per il loro amato, a alieni che cercano di comunicare e rane che tentano salti audaci, le ore volano senza che ce ne accorgiamo. Rhythm Paradise Groove non è pensato per sessioni di quattro‑cinque ore consecutive, poiché alcune fasi richiedono più tempo per essere padroneggiate, ma è il tipo di gioco a cui dedicherete praticamente ogni momento libero.
L’aspetto della difficoltà rimane fedele alle edizioni precedenti. La saga è nota per la sua precisione nei requisiti di ritmo. Fortunatamente, dedica ampio spazio ai tutorial: all’inizio di ogni minigame viene spiegato il funzionamento e vengono offerti diversi ambienti di prova per imparare i ritmi e gli input richiesti. Nelle fasi finali di Groove, però, superare il tutorial richiederà un vero sforzo.
Questo è un punto positivo. La curva di difficoltà cresce gradualmente, passo dopo passo, senza mai diventare insormontabile, consentendo di migliorare quasi inconsapevolmente. Dopo aver superato quattro o cinque livelli, i primi giochi sembreranno molto più accessibili rispetto a quando li avete affrontati per la prima volta.
Un elemento importante è la presenza di collezionabili e medaglie da ottenere giocando. Per sbloccare una nuova fase è necessario completare quella precedente almeno una volta. Rispetto alle versioni precedenti, Groove è più indulgente con i punteggi: ottenere un “notabile” (equivalente a un “bene”) è fattibile anche con qualche errore. Tuttavia, se non si coglie il ritmo della traccia o le indicazioni del gioco, si otterrà un “migliorabile”, impedendo il passaggio al livello successivo e costringendo a ripetere.
Quando completi una traccia con un punteggio “eccellente” e commetti al massimo due o tre errori, ottieni una medaglia. Man mano che avanzi, il gioco propone, apparentemente a caso, eventi speciali in cui ti vengono offerte tre possibilità per raggiungere il punteggio perfetto. Questo meccanismo incentiva a migliorare gradualmente senza abbandonare i minigiochi già dominati. Ti consigliamo di non sottovalutare queste sfide: superandole, si sblocca un contenuto davvero sorprendente.
Le medaglie non sono solo un trofeo per i completisti: hanno un ruolo fondamentale nello sblocco dei capitoli di Beatspell, una modalità che ricorda un RPG. Ogni capitolo è strutturato in misure di quattro quarti e richiede combinazioni di pulsanti per evocare incantesimi di attacco, difesa e cura, il tutto sincronizzato al ritmo. Rispetto ai minigiochi tradizionali, le fasi di Beatspell sono più lunghe e impegnative, poiché è necessario mantenere il tempo costante per tutta la durata. Personalmente, trovo questa proposta originale e molto divertente.
Nonostante Rhythm Paradise Groove sia generalmente avvincente, presenta qualche piccola pecca. Chi ha provato la versione per Nintendo DS, interamente doppiata, noterà l’assenza di brani e tracce vocali in spagnolo. Inoltre, sebbene la maggior parte dei minigiochi sia innovativa, alcuni risultano un po’ ripetitivi, basandosi su concetti già visti.
Il divertimento dei minigiochi dipende anche dal gradimento della canzone di sottofondo: alcune ti entusiasmano, altre ti lasciano indifferente, ed è del tutto normale. Un aspetto migliorabile è la chiarezza dei segnali visivi quando si commette un errore. In alcuni giochi è indicato se il pulsante è stato premuto troppo presto o troppo tardi, ma nella maggior parte le animazioni sono identiche sia per gli anticipi sia per i ritardi, rendendo difficile capire come correggere.
Un punto forte da evidenziare è la modalità multiplayer di Rhythm Paradise Groove. Sono disponibili circa dieci giochi, ognuno con tre varianti, che permettono di sfidare fino a tre avversari in modalità cooperativa o competitiva locale. Queste partite sono estremamente divertenti e impegnative, ideali per accendere la rivalità tra amici e animare qualsiasi serata di festa su Nintendo Switch.
In conclusione, il ritorno della saga Rhythm Paradise si conferma un vero successo. Il titolo è completo, vario e assolutamente originale, senza somiglianze con altri franchise. Grazie a un equilibrio perfetto tra gameplay rilassato e sfida per punteggi alti, offre una quantità enorme di contenuti e idee brillanti. Se questo è davvero l’ultimo titolo first‑party pubblicato per la prima Nintendo Switch, rappresenta una chiusura spettacolare.
